
Elezioni legislative cruciali per il futuro del Paese
Milano, 7 mar. (Apcom) - Fra misure di sicurezza e controlli si sono aperte le urne in Iraq: i cittadini si sono messi in fila davanti ai seggi da Baghdad alle città delle province più remote per scegliere chi sarà il nuovo premier. Nonostante le precauzioni, fra cui anche la chiusura di frontiere e aeroporti, ci sono stati diversi attentati: il più grave a Baghdad dove alcuni colpi di mortaio hanno colpito un edificio che è crollato uccidendo 12 persone fra cui quattro bambini. Sotto i colpi di mortaio anche la Zona Verde della capitale irachena. I terroristi islamici hanno messo in atto le minacce dei giorni scorsi: Al Qaida in Iraq aveva proclamato un "coprifuoco", invitando la popolazione a stare lontana dalle urne, pena il rischio di incorrere nella "rabbia di Allah e dei Mujaheddin".
Le misure di sicurezza sono ingenti: frontiere ed aeroporti sono chiusi da ieri alle 22 fino alle 5 di lunedì; contrariamente a quanto accaduto nel 2005, i militari statunitensi non parteciperanno alle operazioni di vigilanza durante il voto.
I risultati definitivi del voto saranno resi noti fra almeno un mese. Fra i 6200 candidati per il nuovo governo ci sono anche 1800 donne. I circa 18 milioni di aventi diritto dovranno scegliere fra 6.218 candidati (fra cui 1.801 donne) per 325 seggi: i risultati definitivi non saranno noti prima della fine marzo e la formazione del nuovo esecutivo potrebbe rivelarsi un processo di mesi, nonostante la legislatura termini il 16 marzo e l'esecutivo uscente non potrà che dedicarsi al disbrigo degli affari correnti.











