
Respinta la proposta di bando a Convenzione su specie in pericolo
Milano, 20 mar. (Apcom) - Il commercio di pelli, denti e zampe di orso polare resta legale. E' stata infatti bocciata la proposta degli Stati Uniti al vertice Onu sulle specie a rischio estinzione di vietare il commercio dell'orso bianco. La Convenzione sul commercio internazionale delle specie in pericolo (Cites), a cui partecipano 175 paesi, ha detto no alla proposta perchè potrebbe danneggiare le economie locali e il commercio delle pelli non rappresenta una minaccia significativa per gli animali. Gli americani sostenevano invece che la vendita delle pellicce aggravasse il pericolo di estinzione legato al riscaldamento globale, che scioglie i ghiacci habitat degli orsi.
Le previsioni sono di un calo dei due terzi della popolazione di orsi dell'Artico, oggi stimata in 20.000-25.000 esemplari, entro il 2050, a causa dello scioglimento dei ghiacci. Il Canada, insieme alla Norvegia e alla Groenlandia, ha guidato l'opposizione alla proposta Usa, sostenendo che la minaccia rappresentata dal commercio di pelli è minima e la caccia praticata dalle popolazioni artiche è essenziale per la loro economia. Frank Pokiak, un leader inuit canadese, afferma che le comunità nell'Artico cacciano l'orso da generazioni per la carne e le pellicce, utilizzate per gli abiti o i ripari. La caccia avviene con modalità sostenibili e continuerà con o senza un divieto internazionale, aggiunge. Il grande orso bianco, il più grande carnivoro terrestre, "nanuq" per gli inuit, è particolarmente esposto al riscaldamento globale, che scioglie i ghiacci artici. Molti di loro passano l'intera vita sul ghiaccio, accoppiandosi, partorendo e cacciando la loro preda preferita, la foca con gli anelli. Ma secondo la National oceanic and atmospheric administration Usa le estati artiche saranno senza ghiacci nel giro di trent'anni.











