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Archivio del mese di aprile 2010

Actionaid contro i biocarburanti: provocano la fame nel mondo

Autore: Redazione MTV News Data: 1 aprile 2010 Commenta
Actionaid contro i biocarburanti: provocano la fame nel mondo

Finta installazione di distributore in piazza Cadorna a Milano

Milano, 1 apr. (Apcom) - Iniziativa provocatoria di Actionaid in Piazza Cadorna, a Milano: annuncia l'installazione del primo distributore di biocarburante in Italia con la promessa di pieni gratis, ma è solo una provocazione per richiamare l'attenzione sul problema dell'uso di carburante da fonti rinnovabili, come il mais, la cui produzione, secondo l'associzione umanitaria, influirebbe sulla crisi alimentare, facendo incrementare la fame nel mondo.

I biocarburanti, spesso presentati come un'ottima arma nella lotta all'inquinamento, hanno un impatto diretto sulla sicurezza alimentare e l'ambiente e sono una delle principali cause della crisi alimentare. Questa la denuncia del nuovo rapporto di Actionaid "chi paga il prezzo dei biocarburanti" che getta una nuova e inquietante luce sui risvolti negativi che l'impiego dei biocarburanti ha sulle popolazioni del Sud del mondo.

Lo sviluppo del mercato dei biocarburanti - spiega Actionaid - è ritenuto una delle principali cause dell'aggravarsi del problema della fame nel mondo: secondo le stime della Banca Mondiale, infatti, la produzione di biocarburanti sarebbe responsabile per il 75% dell'aumento dei prezzi che ha portato alla crisi alimentare. La corsa a soddisfare le attuali necessità di approvvigionamento attraverso biocarburanti da parte di Stati Uniti, Canada ed Europa ha alterato in modo persistente i mercati dei prodotti alimentari.

L'incremento della produzione di biocarburanti non è privo di rischi per le popolazioni locali: spesso, infatti, le multinazionali del settore operano in paesi caratterizzati dalla presenza di regimi non democratici, che per fare spazio alle piantagioni procedono ad espropri di terreni senza consultare le parti in causa e in assenza di adeguati indennizzi. Le imprese che si approvvigionano di prodotti agricoli per fini non alimentari rischiano di causare con i loro investimenti effetti disastrosi sulla sicurezza alimentare delle popolazioni locali, quando i prodotti agricoli destinati al mercato dei biocarburanti entrano in diretta competizione con quelli destinati al consumo alimentare.

Inizialmente considerati come parte della soluzione ai cambiamenti climatici, in quanto responsabili di minori emissioni nocive, ora gli effetti dei biocarburanti sono stati rivalutati: se si considera l'energia utilizzata lungo tutta la filiera della produzione, i guadagni in termini di emissioni dell'uso dei biocarburanti nella gran parte dei casi sembrerebbero essere marginali o inesistenti.

L'Italia è uno dei principali produttori di biocarburanti con circa il 3% del totale dei combustibili per autotrazione, percentuale destinata ad aumentare. Per raggiungere gli obiettivi europei, nel solo settore trasporti, l'Italia necessiterebbe di 2,2 milioni di ettari di superficie agricola (pressappoco equivalente alla Toscana), contro un potenziale di soli 0,6 milioni di ettari. Ciò significa che difficilmente si potranno produrre biocarburanti senza un massiccio ricorso alle importazioni, il che minaccia di annullare qualsiasi vantaggio ambientale, anche a causa delle emissioni connesse al trasporto dei prodotti agricoli dai luoghi di produzione a quelli di trasformazione. Questo vale anche per il resto d'Europa, dove - nella migliore delle ipotesi - si può stimare una copertura al 2010 del 50-55% (9 milioni di ettari sui 17 milioni necessari).

http://www.actionaid.it/

Roma, il patrimonio archeologico minacciato dal degrado

Autore: Redazione MTV News Data: 1 aprile 2010 Commenta
Roma, il patrimonio archeologico minacciato dal degrado

Archeologi: abbandonati circa 15 luoghi mete di milioni turisti

Milano, 1 apr. (Apcom) - Crolli, rifiuti, scarsa manutenzione, baracche. In una parola degrado. Sono diversi i monumenti e le zone archeologiche di Roma lasciate a se stesse, e su cui, nonostante l'inestimabile valore storico e culturale, da anni sembra regnare l'oblio. Dopo il crollo di una galleria traianea adiacente alla Domus Aurea balza in primo piano lo stato di abbandono in cui versano numerose zone archeologiche della Capitale, meta di milioni di turisti ogni anno.

Sono circa una quindicina le zone che versano nelle peggiori condizioni secondo l'associazione italiana archeologi e la Confederazione archeologi. In primis, i Castra Praetoria, costruiti nel 23 dopo Cristo sul collis Viminalis, tra Nomentana e Tiburtina; il Mausoleo di Augusto, in pieno centro storico, meta spesso di senza tetto, monumento inaccessibile che contrasta con l'imponente opera dell'architetto Meier che custodisce l'Ara Pacis; il Torrione di via Prenestina, in zona Roma est, uno dei più grandiosi mausolei di Roma a forma di tumulo risalente al I secolo. La Villa Gordiani, al terzo miglio della via Prenestina, con un parco che contiene resti archeologici a costante rischio crollo; il Colombario di Largo Preneste; le antiche mura Serviane, risalenti alla metà del VI secolo avanti Cristo, di notevolissimo valore storico, adiacenti alla stazione Termini che sembrano dimenticate; le Mura Aureliane, interessate da almeno dieci crolli negli ultimi cinque anni, con i fornici della zona di San Lorenzo ancora chiusi, con conseguenti disagi al traffico. Qui, spicca su tutti il versante che costeggia la tangenziale da Porta Pinciana a piazza Fiume, con scarsa illuminazione e monitoraggio.

All'Esquilino, tra i monumenti dimenticati, i Trofei di Mario nella Piazza Vittorio Emanuele e il Ninfeo degli Horti Liciniani, su cui da tempo i cittadini hanno chiesto un intervento alle autorità competenti; l'Acquedotto cosiddetto del Mandrione, nella zona Casilina, dove le arcate antiche sono utilizzate ancora oggi da diverse strutture commerciali e dove sembra, fanno notare gli archeologi, che le autorità competenti abbiano rinunciato alla cura e alla manutenzione; da non dimenticare il Parco Tiburtino, di fatto soltanto "un nome sulla carta".

E ancora: il Parco della Serenissima, la più importante necropoli scavata a Roma (nella quale sono state trovate circa 2.200 tombe), tra le vie Tiburtina e Collatina, e su cui, sottolinea la Confederazione archeologi, sono stati stanziati 10 milioni di euro, mai utilizzati dal Comune, come compensazione per il quartiere a seguito dei lavori dell'alta velocità ferroviaria; sul parco esiste anche un cementificio che è tuttora in attività. L'Acquedotto del Celio assieme all'acquedotto in zona Castrense, dove da almeno cinque anni i ponteggi per le riparazioni sono montati, ma dove non si lavora, lasciando la struttura archeologica alla mercé di vento e pioggia. Fuori Roma, tra tutti, risulta "clamorosamente abbandonato", sottolinea l'Associazione archeologi, il mausoleo dei Plauzi, lungo la via Tiburtina.

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/AreeTematiche/Restauro/RestauriInCorso/visualizza_asset.html_487284626.html

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/LuoghiDellaCultura/index.html

Petrolio, Barack Obama annuncia nuove trivellazioni

Autore: Redazione MTV News Data: 1 aprile 2010 Commenta
Petrolio, Barack Obama annuncia nuove trivellazioni

Delusione degli ambientalisti

Milano, 1 apr. (Apcom) - Via libera alle trivellazioni petrolifere in mare su gran parte della costa est americana, dal Delaware alla Florida, nel Golfo del Messico e in alcune parti dell'Alaska: cancellando un bando che durava da decenni, il presidente americano Barack Obama ha deluso gli ambientalisti e teso una mano ai repubblicani. L'obiettivo non è solo raggiungere l'autosufficienza energetica ma anche trovare alleati in previsione delle prossime leggi sul clima che dovranno essere votate in Senato, facendo propria una tematica tipicamente repubblicana. Lo slogan "Drill baby drill" ("trivella, baby, trivella") è uno dei cori preferiti nei comizi repubblicani, coniato ai tempi di Sarah Palin, l'ex candidata alla vice presidenza e la beniamina della destra del petrolio.

Il presidente ha in mente una nuova politica energetica che include anche misure a sostegno dei biocarburanti e contro l'effetto serra. La strada, in particolare sul nodo dei limiti alle emissioni di gas serra, è in salita e Obama deve trovare consensi tra i repubblicani. Anche perché difficilmente la partita dell'ambiente potrà essere chiusa entro novembre e il presidente democratico potrebbe trovarsi a governare con una Camera a maggioranza repubblicana dopo le politiche. La mossa, ha spiegato, è stata valutata per oltre due anni e non è un caso che insieme a Obama ci fosse il ministro del Territorio Ken Salazar, un repubblicano. Obama si espone tuttavia alla rabbia degli ambientalisti che lo hanno immediatamente accusato di rompere una promessa fatta in campagna elettorale.

http://www.senate.gov/

Youtube lancia il formato light, video di solo testo per risparmiare

Nessuna provocazione, è solo un ingegnoso pesce d’aprile

Milano, 1 apr. (Apcom) – Dopo i formati in alta qualità a 480, 720 o 1080 pixel, Youtube, il popolare sito web di video, lancia un nuovo formato light, chiamato textP.

La nuova compressione video trasforma le immagini in testo, una sequenza di lettere e numeri simile al flusso di Matrix ma a colori. Questa soluzione penalizza un po’ la qualità del filmato ma permette all’azienda di risparmiare per l’utilizzo della banda circa un dollaro per ogni secondo di filmato trasmesso on line.

Una provocazione o una scelta ponderata per affrontare la recessione globale? Niente di tutto questo. Si tratta semplicemente di un ingegnoso pesce d’aprile che il portale video di Google ha voluto dedicare a tutti i suoi utenti, con tanto d’augurio: “Buon pesce d’aprile”.

La tradizionale usanza di fare degli scherzi il primo giorno del mese d’aprile di ogni anno, è diventata un’occasione anche per i mass media mondiali di lanciare grosse bufale rendendole verosimili, prendendo in giro milioni di persone in tutto il mondo e, naturalmente, non poteva non coinvolgere anche il web. Le origini del pesce d’aprile non sono chiarissime. C’è chi pensa che l’usanza sia nata in Francia con la tradizione di consegnare pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile. Il nome che venne dato alla strana usanza fu “poisson d’Avril”, per l’appunto pesce d’aprile.

Tuttavia la pratica è diffusa in tutta Europa, una caratteristica che ha spinto alcuni studiosi a cercarne le radici andando più indietro nel tempo. Tra le possibili origini più remote del pesce d’aprile è stata, ipotizzato il mito di Proserpina che, dopo essere stata rapita da Plutone, viene vanamente cercata dalla madre, ingannata da una ninfa.

http://www.youtube.com/watch? =Q_xVXQCrPxQ&feature=featured&textp=fool

http://www.youtube.com/watch?v=iDe4v318f64&feature=featured&textp=fool

http://www.youtube.com/watch?v=qypqwcrO3YE&feature=featured&textp=fool

“Shakespeare era francese”: il pesce d’aprile della Bbc

Autore: Redazione MTV News Data: 1 aprile 2010 Commenta
Shakespeare era francese: il pesce d'aprile della Bbc

La radio intervista fantomatico "esperto" su origini scrittore

Londra, 1 apr. (Ap) - William Shakespeare, il padre della letteratura inglese, era in realtà francese. E' il pesce d'aprile lanciato oggi dalla Bbc, uno dei tanti che hanno invaso i mass media britannici. Un non meglio precisato "esperto" aveva affermato all'emittente pubblica britannica che Mary Shakespeare, da nubile Arden, madre del poeta e drammaturgo, era in realtà Mary "Ardennes", dal nome dell'omonima foresta nel nord della Francia.

I deputati dell'Assemblea nazionale francese - aveva aggiunto - avevano "avviato un'inchiesta" e l'ex ministro degli Affari culturali francese Jack Lang avrebbe detto di "rallegrarsi nell'apprendere che Shakespeare è francese". Il ministro aveva sottolineato che la rivelazione non era che una "conferma di quello che alcuni esperti francesi già pensavano". E' allo studio, aveva concluso Lang, "come onorare questo grande drammaturgo. Naturalmente, abbiamo Racine e Moliere ma gli troveremo un posto nel nostro Pantheon nazionale dei grandi autori".

Fra gli altri pesci d'aprile che hanno invaso gli organi di informazione, ci sono stati quelli dei "meccanici volanti" e dei "giornali profumati". Secondo il Daily Mail, l'Automobile Association (Aa), compagnia di riparazioni, si è trasformata in "Airborne Association" grazie alla fornitura ai suoi meccanici di propulsori che permettono loro di volare sopra gli scarichi.

La compagnia aerea irlandese lowcost Ryanair ha infine annunciato l'installazione nei suoi aeromobili di distributori automatici di bevande, sandwich, sigarette che non emanano fumo e preservativi, affermando che i proventi che ne deriveranno gli consentiranno di ridurre del 50 per cento il personale di bordo.

http://news.bbc.co.uk/today/hi/today/newsid_8598000/8598291.stm

http://www.dailymail.co.uk/home/index.html

“Kabul Dreams”, la rock band afgana che sfida i talebani

Autore: Redazione MTV News Data: 1 aprile 2010 Commenta
Kabul Dreams, la rock band afgana che sfida i talebani

Tre giovani scommettono sulla musica e sognano il Grammy

Roma, 1 apr. (Apcom) - Chitarra, basso e batteria per dimenticare il fragore delle bombe: è il sogno di tre giovani afgani che hanno fondato una rock band e l'hanno chiamata 'Kabul Dreams'. Una novità assoluta per l'Afghanistan, dopo anni di silenzi imposti dai talebani.

La band è composta dal cantante e chitarrista uzbeco Sulieman Qaedash, dal bassista pashtun Siddique Ahmad e dal batterista Mujtaba Habibi. La loro celebrità è ancora limitata alle poche arterie commerciali di Kabul, dove si trova il loro studio, tra una piccola boutique e un negozio di telefoni cellulari. "Suoniamo in inglese per mostrare al mondo che l'Afghanistan non è solo un paese in guerra", ha detto Qardash in una recente intervista alla Bbc.

Una passione, quella per la musica, che in Afghanistan è anche un grosso rischio. Al tempo del governo talebano, i tre giovani furono costretti a fuggire all'estero: gli 'studenti del Corano' non erano propriamente amanti della musica. Adesso le cose sono leggermente cambiate: Kabul è più libera ma i talebani sono molto potenti in buona parte del paese e per la band questo è motivo di grande preoccupazione.

Le loro canzoni sono sempre più ascoltate su Radio Rock, nella capitale. Quando le prove finiscono i tre musicisti tornano alla vita normale. Qardash è uno dei volti del telegiornale di un'emittente televisiva in lingua uzbeca. Lo fa solo per i soldi, che gli consentono di alimentare la sua passione, "sognando il Grammy".

http://kabuldreams.com/

http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/8426436.stm