
Perdita peggio del previsto, ma tubo funziona
Milano, 17 mag. (Apcom) - La situazione nel Golfo del Messico è più grave del previsto: la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma offshore della British Petroleum affondata sarebbe molto più vasta di quanto si pensasse, tra i 25mila e gli 80mila barili al giorno, contro i 5mila indicati dalla società petrolifera.
Non ci sono, però, solo cattive notizie. Dopo tre settimane di tentativi andati a vuoto la Bp ha annunciato un primo parziale successo delle operazioni per limitare la fuga di greggio: il tubo, del diametro di 15 centimetri e lungo 1,6 chilometri, è stato inserito nel pozzo di petrolio da cui sgorga la marea nera da un robot sottomarino; ciò permetterà di pompare una parte di greggio verso la superficie dove viene recuperata da una nave tanker. Non è chiaro però quanto quanto del greggio che fuoriesce sia effettivamente catturato dal tubo.
Nel frattempo l'amministrazione americana: il Dipartimento di sicurezza interna ha chiesto a Tony Hayward, numero uno della Bp, di chiarire le sue "vere intenzioni" riguardo ai costi di contenimento e pulizia della macchia nera, stimati in 450 milioni di dollari. Janet Napolitano, ministro degli Interni ha affermato che i cittadini "hanno diritto ad informazioni chiare sull'impegno della Bp a risarcire il danno compiuto e le sue conseguenze". La British Petroleum, nei giorni scorsi, ha assicurato che sosterrà i costi "necessari" di risanamento ambientale e ripagherà i danni nei confronti di "legittime" richieste di risarcimento.











