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Archivio del mese di maggio 2010

I detenuti-attori di Rebibbia debuttano al Teatro Quirino di Roma

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2010 Commenta
I detenuti-attori di Rebibbia debuttano al Teatro Quirino di Roma

Per la prima volta lasciano il teatro del carcere

Milano, 21 mag. (Apcom) - Lasciarsi alle spalle il carcere per calcare il palcoscenico di un teatro: è l'esperienza vissuta dai detenuti-attori della Compagnia del carcere romano di Rebibbia N.C., che per la prima volta lasciano il teatro del penitenziario per debuttare al Quirino di Roma.

Il 26 maggio alle 20.45 sarà rappresentato "Viaggio all'isola di Sakhalin", testo di Anton Cechov e Oliver Sacks liberamente ispirato all'esperienza che Anton Cechov - nell'esercizio della sua seconda professione, quella di medico - fece alla fine dell''800 visitando la colonia penale posta all'estremo oriente della nazione russa.

Allo sconvolgente reportage cecoviano sulle condizioni di detenzione degli ergastolani relegati nell'isola di ghiaccio, si intreccia il racconto di una delle più sorprendenti esperienze dello scienziato cognitivo Oliver Sacks. Nell'isola dei senza colore' Sacks incontra uomini e donne che l'isolamento ha reso ciechi ai colori: 'acromatopsia' è il nome scientifico della malattia diffusa da un gene misterioso, trasmesso di padre in figlio.

Lo spettacolo intreccia dramma e commedia, seguendo la traccia del medico che prova a sconfiggere, con la passione dello scienziato - missionario, quel male terribile che è la 'cecità degli affetti': il male che colpisce in ogni tempo, luogo e condizione, coloro che vivono reclusi e privati delle fondamentali relazioni umane e affettive.

L'evento è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

http://ilfoyer.splinder.com/post/22313386/VIAGGIO+ALL%27ISOLA+DI+SAKHALIN+

http://teatroquirino.seminabit.com/home.aspx

http://teatri.agendaonline.it/roma/quirino.htm

http://www.enricomariasalerno.it/CentroStudi/teatro_e_carcere/Compagnia_EvadereTeatro_Sezione_G8_di_Rebibbia/sachalin.php

Il Dalai Lama su Twitter parla con gli internauti cinesi

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2010 Commenta
Il Dalai Lama su Twitter parla con gli internauti cinesi

L'account prestato da scrittore dissidente

Milano, 21 mag. (Apcom) - Il Dalai Lama, capo spirituale dei buddisti tibetani, dovrebbe oggi "chattare" per la prima volta con degli internauti cinesi attraverso Twitter. Wang Lixiong, scrittore cinese critico della politica di Pechino in Tibet, ha annunciato su Twitter che presterà il suo account per questo scambio di circa un'ora al premio Nobel per la Pace che Pechino accusa di separatismo. Il Dalai Lama, che è anche stato definito dalla Cina "un lupo travestito da monaco", risponderà a partire dalle 12, a circa 250 domande giù formulate da più di 1.100 internauti cinesi.

Le domande sono state selezionate da circa 12.000 persone nel corso di un voto online su Google Moderator, un'applicazione di Google che permette questo tipo di operazioni, ha spiegato Xiao Qiang, direttore del China Digital Times, la cui sede è negli Stati Uniti.

Twitter, sul quale il Dalai Lama ha un account, è bloccato in Cina. Ma anche senza un proxy per aggirare la censura, gli internauti cinesi potranno accedere alla chat del Dalai Lama perché Twitter autorizza altre applicazioni e server ad utilizzare il suo servizio. Per questa ragione Twitter è largamente disponibile nel Paese nonostante il "grande filtro" voluto dalle autorità cinesi, ha spiegato Xiao via telefono.

Secondo lui, questa "grande muraglia ad Internet" ha invece stimolato la crescita di Twitter in Cina: "questa comunità ha un terreno di intesa che la cementa ed è proprio l'anticensura. Numerose discussioni su Twitter riguardano la libertà su internet e il modo di aggirare il 'grande filtro'", ha detto. Circa 100.000 cinesi sarebbero su Twitter, sostiene Xiao.

http://twitter.com/

Marea nera, 55km di coste della Louisiana contaminati

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2010 Commenta
Marea nera, 55km di coste della Louisiana contaminati

New York Times: forti conflitti d'interesse in gestione emergenza

Milano, 21 mag. (Apcom) - Oltre 55 chilometri di costa della Louisiana sono ormai stati raggiunti dalla marea nera, a quasi un mese dal disastro ambientale provocato dall'esplosione della piattaforma della British Petroleum nel Golfo del Messico. Lo hanno annunciato le autorità statunitensi.

Il colosso petrolifero ha riconosciuto di aver sottovalutato la fuoriuscita di greggio, stimata in 5.000 barili al giorno. Secondo alcuni esperti, la quantità di petrolio che ogni giorno finisce nel Golfo del Messico potrebbe essere da 5 a 20 volte superiore. Parte della marea nera si sta intanto spingendo verso Cuba, le isole Key West e la Florida.

Intanto il New York Times pubblica un'inchiesta sui conflitti d'interesse che guidano la gestione dell'emergenza: "Cosa succede se il laboratorio che analizza i campioni delle acque inquinate dalla piattaforma della Bp è legato a una compagnia di servizi petroliferi che annovera, tra i suoi clienti, la stessa Bp?" - si chiede il quotidiano americano - "E cosa succede se coloro che devono quantificare i danni ambientali sono pagati sempre dalla Bp? I campioni di acqua e di tessuti animali che servono per tracciare il livello d'inquinamento delle aree colpite e per stabilire l'ammontare dei danni che potranno essere richiesti alla Bp saranno infatti analizzati da un laboratorio che fa parte di una società texana di servizi petroliferi che, tra i suoi clienti, annovera la stessa Bp. Ma questo non è il solo conflitto d'interesse rilevato da Taylor Kirschenfeld, del dipartimento di studi ambientali dell'università del West Florida. "Ovunque guardi, puoi notare questi conflitti d'interesse nella gestione del disastro" ha dichiarato Kirschenfeld al quotidiano di New York.

http://www.bp.com http://www.nytimes.com

Malawi, due gay condannati a 14 anni di carcere e lavori forzati

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2010 Commenta
Malawi, due gay condannati a 14 anni di carcere e lavori forzati

Per aver dichiarato e celebrato pubblicamente la loro unione

Milano, 21 mag. (Apcom) - Quattordici anni di lavori forzati, il massimo della pena possibile. Questa la condanna inflitta da un giudice dello stato africano del Malawi a due omosessuali, Steven Monzeja di 26 anni e Tiwonge Chimbalanga di 20, che lo scorso Natale hanno deciso di sfidare le leggi del paese dichiarando pubblicamente di avere una relazione e, fatto ancora più grave, hanno inscenato una cerimonia nuziale simbolica con ricevimento e festaggiamenti in un albergo in cui lavorava uno dei due. Due giorni dopo Steven e Tiwonge sono stati arrestati dalla polizia e adesso la condanna al massimo della pena possibile: 14 anni di carcere e di lavori forzati. Una sentenza esemplare che il giudice del tribunale penale della città Blantyre, Nyakwawa Usiwa Usiwaha, ha motivato con la necessità di punire "l'orribile esempio" che i due avrebbero dato sovvertendo con la loro unione "l'ordine della natura". In Malawi, così come in altri 36 stati africani, infatti, l'omosessualità è considerata un reato e in alcuni casi come in Nigeria nell'ottobre del 2006 sono state eseguite condanne a morte: pena capitale per 18 ragazzi prevista dalla legge sulla sodomia. Anche in Uganda il parlamento sta esaminando un disegno di legge che prevede che i gay siano puniti con l'arresto e in caso di comportamenti recidivi con la pena di morte. In sette nazioni islamiche, Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Sudan, Somalia, Somaliland e Yemen, invece i rapporti omosessuali portano ufficialmente alla pena di morte.

http://www.arcigay.it/diritti-dei-gay-se-cambia-litalia

Vita artificiale, dagli Usa il Dna ricreato in laboratorio

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2010 Commenta
Vita artificiale, dagli Usa il Dna ricreato in laboratorio

E' la "prima cellula che ha per papà un computer"

Milano, 21 mag. (Apcom) - Craig Venter, il pioniere del genoma, ha compiuto un altro passo epocale nella storia della scienza, con quella che potrebbe essere una delle maggiori conquiste scientifiche della storia: la creazione della vita artificiale. Venter e il suo team di scienziati hanno infatti fabbricato in laboratorio per la prima volta una cellula, quella di un batterio, in grado di vivere di vita propria e di riprodursi.

La scoperta, che Venter definisce "la prima specie in grado di autoriprodursi che abbiamo avuto sul pianeta il cui genitore è un computer", aprirà la strada alla creazione di vaccini e biocarburanti in modo completamente artificiale.

Gli scienziati manipolano Dna o parti di Dna da decenni, ma la capacità tecnica di creare la vita offre un nuovo incredibile strumento di potere dell'uomo sulla natura.

L'annuncio di Venter fa discutere soprattutto la Chiesa. Per Monsignor Domenico Mogavero, presidente del Consiglio Cei per gli affari giuridici, "è una potenziale bomba a orologeria, una pericolosa arma a doppio taglio di cui è impossibile immaginare le conseguenze. Dio ha creato gli essere umani dotati di ragione e li ha posti al di sopra di tutte le creature. Però c'è una distinzione fondamentale. L'uomo viene da Dio, ma non è Dio".

Per il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, "ogni forma di intelligenza e ogni acquisizione scientifica deve sempre essere commisurata alla dimensione etica, che ha al cuore la dignità vera di ogni persona nella prospettiva del creato".

http://www.jcvi.org

La storia di Don Gianluca

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2010 Commenta

Anteprima di "La storia di Don Gianluca"

Il prete dei ragazzi del nord-est | Don Gianluca, 26 anni, è nato a Vicenza. E’ stato ordinato prete nel luglio scorso. Oggi è viceparroco in una chiesa di Valdagno e condivide la canonica con un sacerdote di 68 anni e Ismaele, un seminarista di 24 anni. La sua giornata è ricca di impegni: messa, incontri con gli anziani, catechismo, moltissime attività con i ragazzi e il gruppo scout. Vive la sua scelta con estrema professionalità, la sua vocazione è arrivata verso i 17/18 anni e nonostante alcune critiche iniziali di famiglia (non praticante) e amici, finito il liceo scientifico entra in seminario. E’ un prete “classico”, ma con la forte differenza dell’età rispetto ai preti cui tutti sono abituati.

Greenpeace ‘scala’ la sede londinese della Bp

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2010 Commenta
Greenpeace 'scala' la sede londinese della Bp

Attivisti contro compagnia petrolifera: inquina

Milano, 20 mag. (Apcom) - Greenpeace contro la British Petroleum. Due attivisti dell'associazione ambientalista hanno scalato gli uffici della sede londinese del gruppo petrolifero per protestare contro la compagnia, accusata di inquinare l'ambiente.

L'iniziativa, infatti, non è stata organizzata per protestare solo contro la marea nera, che è sgorgata nel Golfo del Messico dopo l'affondamento di una piattaforma offshore della Bp, ma anche contro alcuni controversi progetti petroliferi in Canada. Un portavoce della compagnia ha definito la protesta "pacifica ed educata", sottolineando come non abbia impedito al personale di svolgere il proprio lavoro: la polizia, intervenuta sul posto, non ha effettuato alcun arresto.

Intanto sembra che stia funzionando il tubo di emergenza inserito nella fuoriuscita di petrolio sul fondale del Golfo del Messico: sta pompando con successo 800.000 litri di petrolio al giorno fuori dalle acque marine. Si tratterebbe grosso modo della stessa quantità di petrolio giornaliera che la società stima fuoriesca dal pozzo. Il portavoce di Bp Mark Proegler ha detto tuttavia che un certo quantitativo di petrolio viene comunque disperso in mare. Molti scienziati che hanno osservato le immagini ritengono, inoltre, che la perdita sia molto superiore alle stime di British Petroleum.

http://www.greenpeace.org/italy/

http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/site/2931/

E’ donna la vincitrice Premio Imprenditore Immigrato dell’anno

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2010 Commenta
E' donna la vincitrice Premio Imprenditore Immigrato dell'anno

Quattro Monieygram Award su sei vanno a imprenditrici straniere

Gli altri vincitori dei premi di categoria sono Adriana Poveda (Colombia), Hermes Villalobos (Perù), Hannae Gemal Ali (Eritrea), Cristina Toma (Romania) e Hector Villanueva Infante (Perù).

Ad aggiudicarsi la maggioranza dei premi, 4 su 6, è l'imprenditoria femminile immigrata, che con 30.000 aziende a livello nazionale è un fenomeno in forte crescita in Italia.

http://www.themoneygramaward.com

Il governo del Pakistan chiude Facebook per contenuti blasfemi

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2010 Commenta
Il governo del Pakistan chiude Facebook per contenuti blasfemi

La decisione contro la pubblicazione di immagini di Maometto

Milano, 20 mag. (Apcom) - Stop a Facebook in Pakistan. Il governo di Lahore ha chiesto ai fornitori di accessi internet di bloccare il social network, dopo la denuncia dei musulmani sulla presenza di una pagina che invita a pubblicare immagini del profeta Maometto.

Questa proposta su Facebook ha scatenato critiche in Pakistan, perché l'islam proibisce la pubblicazione di queste rappresentazioni. Circa duemila studenti sono scesi in strada a Karachi per costringere Facebook a bandire la pagina che ritengono blasfema. Un gruppo di avvocati musulmani ha ottenuto una decisione della magistratura che vincola il governo ad agire. L'accesso alla rete è stato dunque chiuso fino al 31 maggio. La pagina controversa, intitolata "La giornata del disegnate tutti Maometto" incoraggia l'invio di immagini che rappresentano il profeta, in reazione alle minacce di un gruppo fondamentalista contro i creatori del cartone "South Park". I creatori americani avevano raffigurato Maometto travestito da orso.

Ma la censura del governo pachistano è andata oltre: è stato bloccato anche l'accesso a YouTube, il sito per la condivisione di video più famoso del mondo, per la crescente presenza di contenuti "sacrileghi". L'autorità delle Telecomunicazioni del Pakistan ha indicato in una nota che il governo ha preso iniziative perchè non è riuscito a persuadere i due siti internet a rimuovere il "materiale spregiativo".

L'organismo regolatore ha informato di aver bloccato oltre 450 link contenenti materiali del genere. Hanno subito limitazioni anche l'accesso a Wikipedia, l'enciclopedia online, e il sito per la condivisione di foto Flickr.

http://www.facebook.com/pages/PIHR-Pakistan-Institute-of-Human-Rights/351898914385

La Corea del Nord minaccia Seul: nuove sanzioni e sarà guerra

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2010 Commenta
La Corea del Nord minaccia Seul: nuove sanzioni e sarà guerra

Tensione alta dopo inchiesta su corvetta coreana affondata

Milano, 20 mag. (Apcom) - "Se i nemici promuoveranno rappresaglie, punizioni o nuove sanzioni risponderemo con una guerra generale". Il colonnello Pak In Ho, portavoce della marina nordcoreana, minaccia la Corea del Sud: se dovesse promuovere nuove sanzioni contro il Paese sarà battaglia.

La tensione tra le due Coree è salita alle stelle dopo che sono stati resi noti i risultati raggiunti dal comitato d'inchiesta multinazionale sulla corvetta sudcoreana Cheonan, colata a picco il 26 marzo scorso provocando 46 morti tra l'equipaggio. La nave sarebbe stata affondata da un siluro, lanciato probabilmente da un sommergibile nordcoreano.

Il presidente sudcoreano Lee Myung-bak si è impegnato ad attuare "misure rigorose" nei confronti di Pyongyang. Pronta la risposta nordcoreana: il colonnello della marina respinge le accuse e attacca i "nemici" della Corea del Sud, che "hanno inventato tutto, dal momento che non ci sono ragioni per attaccare una nave come la Cheonan".

Gli Stati Uniti hanno condannato l'affondamento, definito in un comunicato della Casa Bianca "un atto di aggressione" e "un comportamento inaccettabile" da parte della Corea del Nord: la questione sarà al centro della missione diplomatica nella regione del Segretario di Stato Hillary Clinton, che partirà oggi da Washington e visiterà Tokyo, Shanghai, Pechino e Seoul.

Più tiepida la reazione della Cina - principale alleato di Pyongyang nella regione - il cui Ministero degli Esteri ha definito "deplorevole" l'accaduto pur senza spingersi fino a sostenere Seoul. Per Tokyo il gesto di Pyongyang "è imperdonabile", e il premier Yukio Hatoyama ha espresso "la più ferma condanna"; infine, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, l'ex ministro degli Esteri sudcoreano Ban Ki-moon, ha definito "assai inquietanti" i risultati dell'inchiesta, impegnandosi a seguire da vicino gli sviluppi della situazione.

http://www.un.org/en/

http://www.koreaherald.com/#imgtxt01

http://www.koreatimes.co.kr/www/index.asp