
Dato inverso nel resto del continente, Asia e centro Europa
Milano, 18 set. (Apcom) - Il tasso di infezione del virus dell'Aids si è ridotto del 25% negli ultimi otto anni in 22 paesi dell'Africa subsahariana, la regione del pianeta più infettata dall'Hiv. Lo riporta l'ultimo studio dell'Agenzia delle Nazioni Unite contro l'Aids.
I nuovi dati riguardano i Paesi che registravano il maggior tasso di infezione, come Etiopia, Nigeria, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe. L'andamento invece è inverso nei Paesi dell'Asia centrale e dell'Europa orientale, dove il virus continua ad espandersi. Per rispondere correttamente alla minaccia dell'Aids, denuncia il capo dell'Agenzia Onu, Michele Sidibé, mancano ancora 7.600 milioni euro.
Intanto è di oggi la notizia che una forma ancestrale del virus dell'Hiv, è presente nelle scimmie da almeno 32.000 anni, e probabilmente molto di più. È una scoperta, quella dei ricercatori di un'università di New Orleans, che solleva nuovi interrogativi sull'Hiv e sull'Aids, la malattia che ha ucciso più di 32 milioni di persone in tutto il mondo.
Innanzitutto gli scienziati, basandosi su precedenti studi del Dna, credevano che il Siv, la forma dell'Hiv presente nelle scimmie, fosse comparso soltanto poche centinaia di anni fa. Diversamente dall'Hiv, il Siv non è letale per le scimmie, ma potrebbero essere passati migliaia di anni prima che il virus evolvesse in una forma innocua. I risultati della ricerca della Tulane University (pubblicati sulla rivista Science) suggeriscono inoltre che potrebbero passare altrettanti anni prima che l'Hiv, ora mortale per l'uomo, si trasformi in un tipo di virus benigno.










