Il governo iraniano prende le distanze dai media
Milano, 1 set. (Apcom) – Sale la tensione fra Iran e Francia a causa dell’attacco sferrato dai media iraniani contro la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, Carla Bruni. Dopo averla definita “prostituta”, un giornale iraniano ha rincarato la dose e ha dichiarato che Carla Bruni “merita la morte” per aver difeso Sakineh, un’iraniana condannata alla lapidazione il cui caso ha innescato una catena di solidarietà internazionale per chiederne la liberazione. Parigi ha protestato mentre il governo di Teheran ha preso le distanze dalle frasi contro la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy.
Il quotidiano ultra-conservatore iraniano “Kayhan” ha
rinnovato i suoi attacchi all’indirizzo della “premier dame” in
un articolo in cui respinge “l’indignazione di questa prostituta
italiana”. “L’esame del passato di Carla Bruni mostra chiaramente il perché questa donna immorale abbia sostenuto una iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato
all’omicidio del marito e infatti lei stessa merita la morte”, ha aggiunto il giornale.
Sabato scorso, lo stesso giornale aveva dato alla Bruni della “prostituta” per la sua vita privata “immorale” mentre aveva definito “corrotta” l’attrice francese Isabelle Adjani. Entrambe avevano firmato una petizione per il rilascio di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana di 43 anni e madre di due figli, condannata a morte per lapidazione.
Insulti contro i quali Parigi ha reagito. “Comunichiamo alle
autorità iraniane che le ingiurie del quotidiano Kayhan, riprese
da siti internet iraniani nei confronti di molte personalità
francesi, tra cui la signora Carla Bruni-Sarkozy, sono
inaccettabili”, ha affermato il portavoce del ministero degli
Esteri, Bernard Valero, precisando che “il messaggio è stato
trasmesso per le vie diplomatiche abituali”.
Da parte sua, il governo iraniano ha fatto sapere di “non
approvare” gli insulti di alcuni media iraniani contro la moglie
del presidente Sarkozy. “Spero che tutti i media faranno
attenzione. Si può criticare la politica ostile di certi Paesi o
il comportamento dei responsabili di altri Paesi ma non si
possono utilizzare espressioni offensive. Questo non è corretto”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast.





