
Una vita sempre al massimo, tra gol, droga e guai giudiziari
Roma, 30 ott. (Apcom) - Diego Armando Maradona compie 50 anni. Il Pibe de Oro è arrivato a mezzo secolo di vita. Una vita tutto genio e sregolatezza. Immenso nei campi di calcio, non altrettanto fuori. L'esordio nel mondo del pallone è datato 20 ottobre 1976 con la maglia dell'Argentinos Juniors. Dall'81 all'84 indossa due maglie: quella del Boca Juniors (sua squadra del cuore) e quella del Barcellona. Ma è a Napoli che Maradona nel 1984 si fa conoscere agli occhi del mondo.
Viene acquistato dal presidente Corrado Ferlaino per 15 miliardi di lire. Maradona porta al Napoli grandi successi: scudetto e Coppa Italia nella stagione 86/87, Coppa Uefa nell'89 e ancora uno scudetto nella stagione 89/90. Napoli non aveva mai vinto niente prima, con il Pibe ha trasformato i sogni della tifoseria più calda e appassionata d'Italia in realtà.
L'argentino coi suoi modi calorosi, il suo linguaggio diretto diventò l'idolo della gente, il fratello e figlio ideale, il simbolo del riscatto per molte persone che vivevano in condizioni di povertà e che trovarono in lui un modo per non pensare sempre alla realtà. Era presente quasi dappertutto: dai murales per le strade della città, a ogni tipo di gadget e souvenir alle poesie su di lui fino alle statue. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, parlando di calcio con persone all'estero e dicendo "Sono tifoso del Napoli", la risposta immediata è "Napoli, Maradona".
E' stato uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi;
certamente è stato forse il solo in grado di dar vita a un vero fenomeno di costume, di trascinare le masse e a fare impazzire di gioia la gente in tutto il mondo.
A Napoli non vedono l'ora di riabbracciarlo, ma probabilmente i napoletani dovranno attendere ancora a lungo. Diego ha un debito con il fisco italiano di 31 milioni di euro. Però allo stadio San Paolo si farà festa in suo onore. Una festa organizzata dal suo caro amico Salvatore Bagni, ex compagno di squadra del Pibe nel periodo del glorioso Napoli.
E' fuori dai campi di calcio che, proprio in Italia, nascono i più gravi problemi dell'altro Diego Armando Maradona, quello che ha fatto dei suoi 50 anni di vita un vero e proprio romanzo. Nella sua autobiografia ha ammesso di aver fatto uso di cocaina dal 1983 (quando militava nel Barcellona) fino al 2004. Nel 2000, in vacanza in Uruguay, rischiò di perdere la vita a causa di una crisi ipertensiva dovuta all'abuso di droghe.
Riuscì a salvarsi e due settimane dopo essere stato dimesso si recò a Cuba per disintossicarsi. Qui strinse una forte amicizia con Fidel Castro, col quale condivide la stessa ideologia politica.
Dopo esser stato sull'orlo del baratro, il Pibe ha deciso di voltare pagina: chiuso con la droga e l'alcol, è riuscito tramite un'operazione chirurgica a recuperare una forma fisica accettabile (nel 2005 era arrivato a pesare 120 chili a causa dei suoi abusi) e nel 2008 ha coronato il sogno di allenare la nazionale argentina, condotta fino ai Mondiali sudafricani. Dopo un ottimo avvio nella rassegna iridata (tre vittorie su tre nel girone e successo sull'Inghilterra agli ottavi), l'Argentina è stata umiliata e battuta per 4-0 dalla Germania nei quarti. Dopo il Mondiale a Maradona fu assicurato che sarebbe rimasto alla guida della nazionale, ma la promessa del presidente della federazione argentina Julio Grondona non è stata mantenuta e a Maradona non è stato rinnovato il contratto.
Recentemente è stato visto al funerale dell'ex presidente argentino Nestor Kirchner, suo grandissimo amico e marito dell'attuale presidente argentino, Cristina Fernandez.
Diego è stato accanto alla vedova Kirchner per tutto il corso della veglia funebre, visibilmente commosso.
http://www.diegomaradona.com/ingles/iindex.html