
Congelati i beni del colonnello, deferito alla Corte dell'Aia
New York, 27 feb. (TMNews) - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha adottato all'unanimità una risoluzione che impone sanzioni al leader libico Muammar Gheddafi, alla sua famiglia e ai fedelissimi del regime. La risoluzione prevede in particolare l'embargo sulla vendita di armi, il divieto di viaggiare negli Stati membri dell'Onu per 16 persone, tra cui il colonnello, i suoi otto figli e altre persone legate al regime e il congelamento dei beni finanziari del colonnello, di quattro suoi dei figli e di un'altra persone vicina al regime.
Nel documento, inoltre, i membri del Consiglio di sicurezza affermano che "gli attacchi sistematici" contro la popolazione civile in Libia "possono essere considerati crimini contro l'umanità". Per questo motivo, il Consiglio di sicurezza ha deciso di deferire al procuratore alla Corte penale internazionale (Cpi) "la situazione in Libia dal 15 febbraio", chiedendo alle autorità libiche di "cooperare" con il tribunale.
Questa misura è stata oggetto di lunghe discussioni tra gli stati membri, alcuni dei quali hanno sollevato obiezioni, secondo quanto riferito da diplomatici.
Il Consiglio ha inoltre chiesto la fine immediata delle violenze e l'adozione di misure capaci di rispondere alle legittime aspirazioni del popolo libico. Ha inoltre invitato le autorità ad agire con "la massima moderazione", a "garantire la sicurezza di tutti gli stranieri", ad "assicurare l'arrivo di forniture umanitarie e mediche" e a "revocare immediatamente tutte le restrizioni su tutte le forme di media".
Anche l'Unione europea ha preso posizione. La repressione delle rivolte di piazza avrà delle "conseguenze" per il leader libico Muammar Gheddafi e i suoi fedelissimi. Lo ha dichiarato oggi il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, lanciando un nuovo appello per la fine "immediata" delle violenze.
L'Unione europea sta definendo un piano di sanzioni contro il regime libico, simile a quello approvato ieri dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Le violazioni dei diritti dell'uomo devono cessare immediatamente", ha aggiunto Ashton, sottolineando "la necessità di fare in modo che i responsabili degli attacchi contro i civili rispondano delle loro azioni". Il capo della diplomazia europea ha quindi salutato con favore la decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu di rinviare al procuratore alla Corte penale internazionale (Cpi) la situazione nel paese, perchè "l'impunità per i crimini commessi non sarà tollerata dalla comunità internazionale".
Intanto, dopo il presidente Usa Barack Obama, anche il cancelliere tedesco Angela Merkel ha invitato oggi il leader libico Muammar Gheddafi a lasciare la guida del Paese. "È tempo che lasci", ha affermato Merkel in un comunicato, in cui ha accolto con favore "la decisione unanime del Consiglio di sicurezza dell'Onu" di imporre sanzioni al regime libico. "E' un segnale forte per Gheddafi e gli altri despoti sul fatto che le violazioni dei diritti umani non saranno ignorati", ha sottolineato il cancelliere.
Nella nota si legge inoltre che Merkel ha convenuto con il Presidente Obama, con cui ha avuto ieri un colloquio telefonico, sul fatto che "il colonnello Gheddafi ha perso ogni legittimità" come leader libico. Ieri, Obama ha invitato il leader libico ad "andare via subito".
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