
Tracce di iodio e cesio rilevate anche in alcune province cinesi
Milano, 30 mar. (TMNews) - Si estende la minaccia nucleare: un tasso di iodio radioattivo 3.355 volte superiore alla norma è stato rilevato nell'acqua di mare prelevata a 300 metri a sud della centrale nucleare di Fukushima, nel nord-est del Giappone. Lo ha annunciato oggi l'azienda che gestisce l'impianto, Tepco. Si tratta del livello più alto di iodio 131 rilevato dall'inizio dell'emergenza, scattata l'11 marzo scorso dopo il sisma e lo tsunami che hanno colpito il Giappone, danneggiando l'impianto nucleare. Domenica scorso, era stato annunciato un tasso di iodio radioattivo 1.850 volte superiore alla norma nell'acqua prelevata ad alcune centinaia di metri da Fukushima.
All'allarme già forte in Giappone, se n'è aggiunto un altro in Cina: Cesio e iodio radioattivi provenienti dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima sono stati, infatti, rilevati in dosi molto basse nell'atmosfera di diverse province cinesi e di Pechino. Lo ha riferito oggi il ministero per l'Ambiente cinese, precisando che la "quantità di radioattività (individuata) rappresenta circa un millesimo di quella a cui è esposta una persona in un viaggio in aereo di 2.000 chilometri".
"Questo significa che non avrà effetti sulla salute pubblica e che non è necessaria alcuna misura preventiva", ha aggiunto il dicastero. La scorsa settimana, la Cina ha vietato l'importazione dei prodotti alimentari dalle regioni vicine alla centrale, danneggiata dal sisma e dallo tsunami dell'11 marzo scorso.
Intanto l'ambasciatore italiano a Tokyo cerca di distendere gli animi. "Gli italiani - ha affermato Vincenzo Petrone - possono venire a Tokyo ed esercitare la loro normale attività professionale, senza nessuna preoccupazione". Alla domanda se la situazione sia ritenuta sicura anche per donne e bambini, l'Ambasciatore ha risposto: "Certamente, noi pensiamo proprio di sì".











