
Susanna Camusso (Cgil): giustizia è fatta
Torino, 16 apr. (TMNews) - Uno scroscio di applausi ha accolto ieri sera la lettura della sentenza al processo Thyssen Krupp.
Dopo nove ore di camera di consiglio e' arrivato il verdetto.
Accolta la tesi dei pm Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo: l'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenahan e' stato condannato per omicidio volontario con dolo eventuale. La pena: 16 anni e sei mesi di carcere, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e all'incapacita' perpetua di contrattare con la pubblica amministrazione. La Corte ha quindi riconsciuto che Espenahan ha accettato il rischio di un terribile incidente, come fu poi il rogo del dicembre 2007 in cui persero la vita 7 operai, decidendo di non mettere mano a provvedimenti per la sicurezza della linea 5 dello stabilimento torinese, visto che avrebbe chiuso nel giro di pochi mesi.
Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno, Cosimo Cafueri, gli altri imputati al processo per il rogo dell'acciaieria torinese, sono stati condannati a 13 anni e 6 mesi di reclusione, all'interdizione dei pubblici uffici per cinque e all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il tempo di espiazione della pena. Dieci anni e dieci mesi, pena superiore a quanto era stato richiesto per Daniele Moroni, un altro manager dell'acciaieria. Condannata anche la Thyssen a una pena pecuniaria di un milione di euro, esclusione per sei mesi da sussidi e agevolazioni e divieto di pubblicare i propri prodotti per sei mesi.
"Questa è una svolta epocale non era mai successo che per una vicenda del lavoro venisse riconosciuto il dolo eventuale". E' la reazione a caldo del pm Raffaele Guariniello, al termine della lettura della sentenza del processo Thyssenkrupp, tra le lacrime e gli applausi di tutta la maxi aula 1 del Palazzo di Giustizia. "Diciamo che una condanna non e' mai una vittoria - ha proseguito Guariniello - né una festa, però questa condanna può significare molto per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Credo che da oggi in poi i lavoratori possano contare molto di più sulla sicurezza".
Accanto ai pm Guariniello e Traverso, ad attendere la sentenza era seduto anche il procuratore capo, Giancarlo Caselli, che però non intende sbilanciarsi: "Non posso dire altro, se non ringraziare Guariniello, Traverso e Longo".
Un parente delle vittime nella maxi aula uno alla lettura del dispositivo sviene, la tensione per tutto il giorno è stata altissima e nonostante la soddisfazione, le lacrime rigano molti visi in sala. Sara' una sentenza che fara' storia, ma che non puo' cancellare la rabbia e il dolore. Isa Pisano, la mamma di Roberto Scola, 32 anni e due figli dice: "Felici no, non siamo. I nostri figli non torneranno più indietro, ma almeno giustizia e' stata fatta". La mamma di Giuseppe Demasi, 26 anni Rosina Plati': "A dispetto di tanta gente che non ci credeva io ho voluto credere fino in fondo che la legge e' uguale per tutti e questa sentenza, questa sera, lo ha dimostrato".
Anche Cesare Zaccone, della difesa deve convenire che: "Non si e' mai vista una cosa del genere". Allarga le braccia e indicando giornalisti e fotografi fa intendere che tutto il can can mediatico ha un po' influenzato la corte. "Siamo totalmente insoddisfatti, andremo in appello, ma non credo otterremo molto di piu'" ha aggiunto. Del resto in primo grado erano scesi in campo avvocati del calibro del professor Franco Coppi. Non e' servito.
La sentenza sulla Thyssenkrupp "fa giustizia" in quanto per la prima volta viene riconosciuto il "dolo". Lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, secondo cui il tema della sicurezza sul lavoro e la vita delle persone non possono rappresentare un "costo". E su questo il governo dovrebbe "riflettere".
A margine dell'assemblea nazionale dei delegati in preparazione dello sciopero generale del 6 maggio, Camusso ha ricordato che quella sulla Thyssenkrupp è una "sentenza diversa: la vera differenza rispetto ad altre volte è che questa volta si introduce il dolo. Cioè c'è una colpa rispetto a un comportamento e questo è importante".
http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=16220