
Risarcimento ridotto del 25%. Marina: è un esproprio non paghiamo
Milano, 9 lug. (TMNews) - Il gruppo Fininvest che fa capo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi è stato condannato a pagare 560 milioni di euro alla Cir di De Benedetti, più gli interessi legali e le spese processuali. E' questa la sentenza - immediatamente esecutiva - della Corte d'Appello di Milano sul Lodo Mondadori, appendice civile del processo penale che ha visto condannare, per corruzione in atti giudiziari, il giudice Vittorio Metta e gli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico.
In quel processo, la Corte suprema confermò che la sentenza del 1991 della Corte d'Appello di Roma sfavorevole a Carlo De Benedetti nello scontro con Berlusconi per il controllo della casa editrice milanese fu "comprata" corrompendo il giudice Metta.
I giudici milanesi hanno confermato la sentenza di primo grado anche se, è questa la novità, hanno ridotto di un quarto la somma dovuta a titolo di risarcimento alla holding di De Benedetti, inizialmente stimata in 750 milioni. I soldi dovrebbero risarcire la Cir per i danni causati dalla perdita di opportunità di business causate da un giudizio falsato.
Irritate le reazioni della famiglia Berlusconi. "E' una sentenza che sgomenta e lascia senza parole - ha commentato la figlia del premier, Marina, presidente di Mondadnori - rappresenta l'ennesimo scandaloso episodio di una forsennata aggressione che viene portata avanti da anni contro mio padre, con tutti i mezzi e su tutti i fronti, compreso quello imprenditoriale ed economico. E' una somma addirittura doppia rispetto al valore della nostra partecipazione in Mondadori. Neppure un euro è dovuto da parte nostra, siamo di fronte a un esproprio".
UNA VICENDA GIUDIZIARIA DURATA 20 ANNI
La "guerra di Segrate"; così è stato definito lo scontro per il controllo della Mondadori tra la Cir di Carlo De Benedetti e la Fininvest di Silvio Berlusconi. Una battaglia iniziata alla fine del 1988, che dopo un anno si è spostata nelle aule giudiziarie.
Alla fine del 1988 la casa editrice Mondadori è controllata al 50% dalla AMEF - Arnoldo Mondadori Editore Finanziaria, partecipata dalla Famiglia Formenton (25,75%), la famiglia Mondadori (24,59%), dalla Cir (27,71%) e da Fininvest (8,28%).
Il 21 dicembre 1988 la famiglia Formenton e la Cir raggiungono un accordo: Cir sarebbe salita al 52,54% entro il 30 gennaio 1991. Fininvest si oppone. I Formenton un anno dopo cambiano idea e mandano a Cir la disdetta dell'accordo. Il conflitto si sposta nei tribunali.
Cir ottiene la nomina di un collegio di tre arbitri: il 20 giugno 1990 il giudizio arbitrale, che passerà alla storia come Lodo Mondadori, respinge la domanda Formenton di risoluzione dell'accordo con Cir.
Nel luglio 1990 la famiglia Formenton fa ricorso alla Corte d'Appello di Roma: la sentenza, pubblicata il 24 gennaio 1991, annulla il Lodo Mondadori. Il giudice relatore e estensore è Vittorio Metta.
Con la mediazione politica il 29 aprile 1991 arriva l'accordo per la spartizione della casa editrice: a Cir vanno il gruppo Espresso, Repubblica e i giornali locali, alla Mondadori libri, riviste e grafica.
Indagando dal 1995 sulle rivelazioni di Stefania Ariosto, compagna di Vittorio Dotti, avvocato di Silvio Berlusconi, i giudici di Milano scoprono flussi di denaro dalla Fininvest ai conti esteri degli avvocati della Fininvest e da questi al giudice Metta.
Il dossier è affidato ai pm Ilda Boccassini e Gherardo Colombo: nel 1999 il pool chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, gli avvocati Cesare Previti, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, e il giudice Metta.
Nel 2001 la Corte d'Appello rinvia tutti a giudizio tranne Berlusconi: per lui si ipotizza il reato di corruzione semplice, dichiarato prescritto. A ottobre davanti alla quarta sezione del tribunale di Milano si apre il processo per il Lodo Mondadori.
Il 29 aprile 2003 il giudice Metta è condannato per corruzione, condanna poi confermata nel febbraio 2007 dalla Corte di Cassazione. La Corte riconosce a Cir il diritto ai danni morali e patrimoniali, da quantificare in sede civile.
Il 3 ottobre 2009 il tribunale di Milano, giudice Raimondo Mesiano, emette la sentenza di primo grado che stabilisce che Cir ha diritto al risarcimento da parte di Fininvest di 749.955.611,93 euro per danno patrimoniale da "perdita di chance".
La Fininvest ricorre in appello: il processo inizia il 23 febbraio 2010. I legali di Fininvest chiedono una consulenza tecnica: il danno subito dalla Cir in occasione dell'accordo dell'aprile 1991 secondo i tre consulenti nominati dalla Corte è più basso del 30-35% di quello indicato dal Tribunale.
http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-14091890