
Meglio corsi di recupero e misure di sostegno
Milano, 26 lug. (TMNews) - Bocciare un alto numero di alunni non è solo una pratica che rischia di emarginare quelli con meno mezzi culturali ed economici, senza peraltro produrre in loro un miglioramento dei risultati, ma alla lunga crea anche un danno alle casse dello Stato: a sostenerlo è l'Ocse, autore di uno studio sul Programma di valutazione dei sistemi educativi (Pisa), dal quale risulta che bocciare un alunno comporta un aggravio di costo sociale non indifferente legato sia alla ripetizione dell'anno scolastico (in Italia il Miur spende tra le 7 e lo 8mila euro l'anno ad iscritto), sia al ritardo con cui il giovane si presenterà nel mondo del lavoro.
"Nei Paesi in cui un maggior numero di studenti ripete gli anni scolastici - spiega l'Ocse nel rapporto finale - la performance globale tende ad essere inferiore, e il background sociale ha un impatto maggiore sui risultati di apprendimento che in Paesi in cui meno studenti ripetono".
Ma non solo: secondo l'Ocse le bocciature eccessive creano anche" una segregazione nel sistema scolastico", perchè gli "studenti originari di contesti avvantaggiati finiscono in scuole con risultati migliori mentre quelli di origini svantaggiate finiscono in scuole peggiori".
Per l'organizzazione dunque la risposta ai problemi degli studenti in difficoltà non è la bocciatura ma sono meglio corsi di recupero personalizzati o altre misure di sostegno.










