
Il programma in collaborazione tra Monopoli e Polizia
Roma, 30 nov. (TMNews) - Il 64 per cento dei ragazzi italiani con meno di 18 anni ha giocato almeno una volta on-line, il 20% non sa che i giochi con vincite in denaro sono vietati ai minorenni e il 15% pensa che siano consentiti. Del 64% che ha giocato, il 26% lo fa spesso, il 38% qualche volta. E' quanto emerge da un'indagine condotta sul portale Skuola.net, su un campione di 700 ragazzi, e illustrata nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Polizia di Stato e dall'Aams (amministrazione autonoma Monopoli di Stato) per la presentazione di un progetto educativo intitolato "Giochi on line: rischi e pericoli".
La percentuale di ragazzi che hanno giocato almeno una volta on line è superiore a quella degli adulti (54%) anche se il 90% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai speso soldi per giocare su internet. Sono più i maschi a giocare (61%) ma la percentuale delle ragazze è comunque consistente (39%).
L'indagine è alla base del progetto realizzato dalla Polizia di Stato, che partirà da gennaio 2012. Agenti della Polizia postale e delle comunicazioni saranno impegnati in un ciclo di lezioni e incontri, nelle scuole superiori di tutto il paese, durante i quali saranno descritti tutti i rischi e gli aspetti legati al gioco on line e saranno proiettati due spot sul tema dei minori e del gioco.
Il progetto intende porre l'accento sul divieto per i minori di partecipare a tutte quelle forme di gioco che prevedono vincite in denaro, ma in particolare mira a un'effettiva sensibilizzazione circa i rischi e i pericoli che derivano da un accesso irresponsabile o improprio al gioco on line.
Le scuole, inoltre, potranno partecipare ad un concorso a premi nel quale gli studenti saranno chiamati a realizzare un video che esprima la loro idea di legalità ed il loro vissuto in merito al divieto per i minori di effettuare giochi a pagamento. I video realizzati, saranno visibili sul canale Youtube di AAMS, e verranno giudicati da una Commissione che premierà sia i ragazzi sia le rispettive scuole di appartenenza.







