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Archivio del giorno 8 dicembre 2011

Tensione in Val di Susa tra i No Tav e forze dell’ordine

Autore: Redazione MTV News Data: 8 dicembre 2011 Commenta
Tensione in Val di Susa tra i No Tav e forze dell'ordine

Corteo ha bloccato autostrada, militari rispondono con idranti

Torino, 8 dic. (TMNews) - Momenti di tensione alla manifestazione No Tav intorno al cantiere della Maddalena di Chiomonte. Scontri si sono verificati tra alcuni manifestanti e forze dell'ordine che presidiavano l'area. L'autostrada è stata bloccata e la polizia ha utilizzato anche idranti e lacrimogeni per respingere i manifestanti.

Il corteo No Tav di oltre un migliaio di persone è partito da Susa ed è poi giunto allo svincolo autostradale della Torino - Bardonecchia, nei pressi degli uffici della Sitaf, la società che gestisce l'autostrada. Dopo l'ormai tradizionale battitura dei guardarail con bastoni in segno di protesta, i manifestanti hanno bloccato l'autostrada A32 Torino -Bardonecchia, sconfinando in entrambe le carreggiate. Intanto altri due cortei si sono snodati nei boschi intorno alle reti del cantiere della Maddalena.

Alcuni manifestanti, incappucciati e a volto coperto, si sono aggrappati alle reti. I militari hanno risposto utilizzando idranti, con brevi getti d'acqua, per disperderli. Poi i manifestanti hanno tentato di avvicinarsi ai cancelli del cantiere Ltf. "All'altezza del cancello 4 e 5 del cantiere - hanno riferito più tardi dalla questura di Torino - è stato tentato un repentino avvicinamento alle reti di manifestanti muniti anche di caschi protettivi. Il respingimento degli stessi è stato effettuato mediante l'utilizzo anche di pochi lacrimogeni".

http://www.notav.eu/

Russia, Putin accusa la Clinton: ha dato il via a contestazioni

Autore: Redazione MTV News Data: 8 dicembre 2011 Commenta
Russia, Putin accusa la Clinton: ha dato il via a contestazioni

Risponde il segretario di stato Usa: sosteniamo diritti popolo

Mosca, 8 dic. (TMNews) - E' gelo nelle relazioni Usa-Russia in seguito alle consultazioni elettorali nella Repubblica russa. Il premier russo Vladimir Putin ha infatti accusato il segretario di Stato Usa Hillary Clinton di aver "dato il via" alle contestazioni scoppiate dopo le elezioni di domenica scorsa, che godono del "sostegno di Washington". Secondo Putin Clinton "ha dato il la ad alcuni attivisti all'interno del Paese. Ha dato il segnale e gli attivisti hanno cominciato a lavorare attivamente", ha detto il premier.

Putin ha poi dichiarato che "nessuno vuole il caos" in Russia, come avvenuto in Kirghizistan e in Ucraina. "Comprendiamo che una parte degli organizzatori (delle contestazioni) agiscono secondo uno scenario noto - ha detto il premier, citato da Interfax - ma sappiamo anche che nel nostro Paese la gente non vuole che la situazione porti a quanto avvenuto in Kirghizistan o in Ucraina. Nessuno vuole il caos".

Immediata la risposta della Clinton. Gli Stati Uniti sostengono "i diritti del popolo russo" e le loro aspirazioni a un "futuro migliore", ha detto il Segretario di Stato americano rispondendo alle accuse mosse dal premier russo. "Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni, che ritenevamo fondate, sulla condotta delle elezioni - ha detto Clinton in una conferenza stampa nella sede della Nato a Bruxelles - e sosteniamo i diritti e le aspirazioni del popolo russo di fare progressi e sperare in un futuro migliore".

Migliaia di russi sono scesi in piazza da domenica scorsa per contestare la vittoria del partito Russia Unita, denunciando brogli. "Penso sia importante riconoscere il valore che assegniamo ai nostri rapporti con la Russia - ha continuato Clinton - abbiamo investito molto per poter lavorare insieme". Al termine del Consiglio Nato-Russia, il Segretario di Stato ha quindi giudicato non necessarie le misure adottate dalla Russia contro il sistema di difesa anti-missile della Nato. "Porteremo avanti il progetto di difesa missilistico - ha detto Clinton - questo non è certamente un motivo per contromisure militari".

http://edition.cnn.com/2011/12/08/world/europe/russia-protests/index.html?iref=allsearch

Usa, ex attivista Pantere Nere Abu Jamal non sarà giustiziato

Autore: Redazione MTV News Data: 8 dicembre 2011 Commenta
Usa, ex attivista Pantere Nere Abu Jamal non sarà giustiziato

Condannato per l'omicidio di un poliziotto, sconterà ergastolo

New York, 8 dic. (TMNews) - L'ex attivista delle Pantere Nere, scrittore e giornalista Mumia Abu Jamal non sarà giustiziato. Trenta anni dopo la sentenza di condanna a morte per l'omicidio di un poliziotto bianco a Filadelfia, la decisione adottata dalla Procura di Filadelfia significa che uno dei più famosi condannati a morte degli Stati Uniti sconterà la pena con il carcere a vita.

Lo scorso ottobre, la Corte suprema aveva respinto la richiesta dei procuratori di Filadelfia di re-imporre la condanna a morte all'ex attivista delle Pantere Nere, dopo che la Corte d'appello federale dello Stato della Pennsylvania ne aveva confermato l'incostituzionalità, e oggi la Procura ha fatto sapere che non ricorrerà contro questa decisione.

Nel corso degli anni intorno al processo e alla condanna di Mumia Abu-Jamal si è creata una grande mobilitazione internazionale, facendolo diventare un simbolo della lotta contro la pena di morte. Soprannominato "la voce dei senza voce", per le sue critiche alla corruzione della polizia e dei politici di Filadelfia, venne arrestato nel dicembre del 1981 con l'accusa di avere ucciso un poliziotto durante una sparatoria, nel corso della quale lui stesso rimase gravemente ferito.

Nel 1982 fu condannato alla pena di morte nonostante, secondo la difesa, ci fossero varie incongruenze nelle prove a suo carico e ripetute violazioni dei suoi diritti. Quindi, nel giugno 1999, un uomo confessò di aver ucciso lui il poliziotto, per conto della mafia, ma la sua rivelazione non fu presa in considerazione. Tutti i ricorsi della difesa vennero respinti.

http://www.nytimes.com/2011/12/08/us/execution-case-dropped-against-convicted-cop-killer.html

http://www.millions4mumia.org/

Guns N’Roses e Red Hot Chili Peppers entrano nell’Olimpo del Rock

Autore: Redazione MTV News Data: 8 dicembre 2011 Commenta
Guns N'Roses e Red Hot Chili Peppers entrano nell'Olimpo del Rock

Ingresso l'anno prossimo nella Rock and Roll Hall of Fame

New York, 8 dic. (TMNews) - I Guns N' Roses entrano a far parte dei grandi del rock, insieme ai Red Hot Chili Peppers, i Beastie Boys, la cantante Laura Nyro, il cantautore britannico Donovan e il gruppo Small Faces/The Faces. La Rock and Roll Hall of Fame and Museum ha infatti annunciato i nomi che entreranno a far parte dall'anno prossimo dell'Olimpo del rock di Cleveland, in Ohio.

Per la rock band losangelina degli anni Ottanta e Novanta, resa famosa da singoli come "Sweet Child O' Mine", si tratta di un prezioso riconoscimento ottenuto, tra l'altro, alla prima candidatura. Il gruppo, originariamente formato dal cantante Axl Rose e dalle chitarre di Slash e Izzy Stradlin, ha attraversato negli ultimi anni addii importanti e momenti difficili, ma la cerimonia di premiazione del prossimo 14 aprile a Clevelend potrebbe essere una delle poche occasioni per assistere ad una reunion.

Per i Red Hot Chili Peppers, che hanno appena pubblicato il loro ultimo album "I'm with you", l'ingresso nella Hall of Fame è stato ottenuto alla seconda candidatura, mentre per i pionieri del rap Beastie Boys e per Laura Nyro (l'unica donna ad essere stata ammessa quest'anno) si trattava del terzo tentativo. Grazie agli Small Faces/The Faces, a Rod Stewart e Ronnie Wood è stato invece concesso l'ingresso nel pantheon del rock per la seconda volta: Rod Steward era stato già insignito del riconoscimento nel 1994 come solista, mentre Wood si era guadagnato l'accesso nel 1989 come chitarrista dei Rolling Stone.

http://rockhall.com/

http://web.gunsnroses.com/index.jsp

http://redhotchilipeppers.com/

L’opposizione in piazza in Russia, 20 anni dopo la fine dell’Urss

Autore: Redazione MTV News Data: 8 dicembre 2011 Commenta
L'opposizione in piazza in Russia, 20 anni dopo la fine dell'Urss

Putin accusa gli Stati Uniti: hanno dato il via a contestazioni

Roma, 8 dic. (TMNews) - Migliaia in piazza dopo le elezioni, per far sentire la voce dell'opposizione: i russi tornano a manifestare 20 anni dopo la fine dell'Unione Sovietica. L'Occidente stava festeggiando il Natale 1991 quando, alle nove di sera, Mikhail Gorbaciov annunciò in tv le sue dimissioni e la bandiera rossa con la falce e il martello fu calata dalle torri del Cremlino, per sempre. Ma era l'8 dicembre quando il presidente russo Boris Eltsin e i leader ucraino Leonid Kravchuk e bielorusso Stanislav Shushkevich "constatarono" che non c'erano più le condizioni per tenere assieme le 15 repubbliche federate e firmarono l'atto di morte dell'Unione sovietica, portando alla nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.

Vent'anni dopo il premier Vladimir Putin punta a riconquistare la presidenza, ma subisce uno scacco alle elezioni: il partito che lo sostiene, Russia Unita, perde la maggioranza assoluta alla Duma.

L'opposizione scende in piazza, sfruttando il tam tam su Internet grazie ai social network, e Putin punta il dito contro gli Stati Uniti, accusando il segretario di Stato Usa Hillary Clinton di aver "dato il via" alle contestazioni scoppiate dopo le elezioni di domenica scorsa, che godono del "sostegno di Washington". Clinton "ha dato il via ad alcuni attivisti all'interno del paese, che hanno dato il segnale. Hanno udito il segnale e con il sostegno del Dipartimento di Stato hanno cominciato a lavorare attivamente". Putin ha anche dichiarato che l'opposizione ha il diritto di manifestare, ma "nel rispetto della legge". "Se qualcuno infrange la legge, allora le forze dell'ordine e le autorità devono esigere il rispetto della legge con tutti i mezzi legittimi".

http://rt.com/

http://government.ru/eng/

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