
L'attacco in campo, inutile la corsa in ospedale
Milano, 14 apr. (TMNews) - Si è sentito male in campo, colpito da un arresto cardiaco mentre giocava la partita contro il Pescara, poi è morto in ospedale. Aveva 25 anni Piermario Morosini, il calciatore del Livorno deceduto mentre giocava con la maglia della sua squadra, il Livorno.
Il dramma si è consumato al 32': il calciatore si è accasciato ed è stato subito soccorso dai medici presenti a bordo campo. Gli è stato praticato a più riprese un massaggio cardiaco con un defibrillatore nel tentativo di rianimarlo. E' stato trasportato in ospedale in ambulanza ed è arrivato al pronto soccorso in fibrillazione ventricolare, cioè in uno stato di anomalia degli impulsi elettrici cardiaci: i medici lo hanno messo in coma farmacologico per applicargli uno stimolatore esterno. Ma i tentativi di salvare il giocatore si sono rivelati inutili: Morosini si è spento qualche minuto dopo il ricovero.
Nato a Bergamo il 5 luglio del 1986, Piermario era cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, protagonista dello Scudetto con gli Allievi e della finale del campionato Primavera persa contro la Roma. Nel 2005 fu prelevato dall'Udinese, squadra con cui a 19 anni esordì in Serie A e in Coppa Uefa e che deteneva ancora il suo cartellino. Negli ultimi anni una serie di prestiti e comproprietà in club di Serie B: prima Bologna, quindi Vicenza, Reggina, Padova, ancora Vicenza e infine Livorno. Centrocampista centrale, piedi buoni e fisico longilineo, Morosini ha indossato la maglia di tutte le Nazionali giovanili e nel 2006 ha esordito con l'Under 21.
La Figc ha deciso di sospendere tutti i campionati nazionali: Lo stop entra in vigore immediatamente: non si disputeranno quindi neanche Milan-Genoa e Udinese-Inter, gli anticipi di serie A in programma oggi.







