
L'accoglienza di Obama: Speriamo di riuscire a fare qualcosa
Camp David, 19 mag. (TMNews) - Il presidente americano Barack Obama ha aperto il vertice del G8 a Camp David, accogliendo in giacca e camicia, senza cravatta, i leader mondiali nella sua residenza nei pressi di Washington. Unico leader presentatosi in giacca e cravatta è stato il neopresidente francese Francois Hollande, che poco prima aveva incontrato Obama alla Casa Bianca. I due hanno insistito sulla necessità di promuovere la crescita per uscire dalla crisi economica e si sono detti d'accordo sul fatto che la Grecia debba rimanere nell'euro.
Sarà invece Mario Monti ad aprire i lavori della seconda giornata del vertice del G8 a Camp David, in Maryland, residenza del presidente degli Stati Uniti. Summit che entrerà nel vivo con le quattro sessioni di lavoro (più la quinta per le conclusioni): il presidente del Consiglio chiederà più crescita e investimenti, nella sessione più attesa, quella su "Economics and Global Issues", ovvero i temi economici globali.
Ieri, il vertice è stato inaugurato in serata, con la cerimonia di benvenuto e il pranzo di lavoro, durante il quale si è discusso soprattutto della crisi politica in Siria e delle tensioni sull'atomica con l'Iran: argomenti su cui Mosca resta distante dalle posizioni degli Stati Uniti e dei suoi maggiori alleati, con un atteggiamento più prudente. In precedenza, Barack Obama - per la prima volta padrone di casa - aveva accolto gli altri leader con calore e qualche battuta. Rivolgendosi a Monti, aveva detto: "Speriamo di riuscire a fare qualcosa". Di certo, si punta a una dichiarazione finale che, a conclusione del vertice, includa anche un impegno a conciliare rigore e crescita, convincendo la Germania ad abbandonare la propria posizione intransigente.
Al summit partecipano le otto grandi potenze mondiali: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Canada, Giappone e Russia. Presenti anche l'Unione europea - rappresentata dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e da quello della Commissione, Jose Manuel Barroso - che ha voluto ieri sera sottolineare la necessità di tenere la Grecia nell'Eurozona, e alcuni leader africani, invitati da Obama per discutere di sicurezza alimentare: il presidente del Benin e dell'Unione africana, Yayi Boni; il primo ministro etiope, Meles Zenawim; il presidente della Tanzania, Jakaya Kikwete, e quello del Ghana, John Evans Atta Mills.
http://www.state.gov/e/eb/ecosum/2012g8/index.htm