
Migliaia di famiglie, con donne e bambini, accerchiate a Homs
Roma, 16 giu. (TMNews) - Un'altra giornata di scontri in Siria con altre 26 vittime. E mentre si conta l'ultimo sanguinoso bilancio, arriva la decisione degli osservatori dell'Onu di sospendere la missione nel Paese finché non si fermerà l'escalation di violenza. Ad annunciare la sospensione delle attività è stato il comandante del contingente, generale Robert Mood, precisando che le attività riprenderanno "quando la situazione lo permetterà".
"A causa dell'intensificarsi delle violenze negli ultimi dieci giorni e dei rischi elevati per gli osservatori, la missione sospende le proprie attività fino a nuovo ordine e i contatti con le parti limitati", ha spiegato Mood, precisando che la proroga della sospensione verrà valutata quotidianamente dall'Onu.
Ieri Mood aveva sottolineato in conferenza stampa che "i combattimenti limitano le nostre capacità di verificare la
situazione sul terreno e i nostri tentativi di facilitare il
dialogo fra le parti"; quanto al piano di pace in sei punti
dell'inviato speciale dell'0nu e della Lega Araba, Kofi Annan,
"non è stato applicato né esiste alcuna alternativa": "Mi sembra
che vi sia una mancanza di volontà di arrivare ad una transizione pacifica, e che al contrario esista una spinta verso una soluzione militare".
Intanto migliaia di famiglie, con donne e bambini, sono accerchiate e bombardate a Homs e nella notte le truppe siriane hanno bombardato una roccaforte ribelle alla periferia nord di Damasco. Sette civili - fra cui tre donne - sono morti in un bombardamento delle forze regolari sulla città di Duma, mentre a Irbin un uomo. Stando ai resoconti dei Comitati di coordinamento locali (Lcc), Duma è nel mirino delle forze di regime da ormai tre giorni ininterrotti. Sempre nella provincia di Damasco, a Irbin un uomo, la moglie e il figlio sono rimasti uccisi quando la loro casa è stata centrata da un colpo di mortaio. L'Osservatorio ha anche riferito di un uomo freddato dalle forze di sicurezza siriane mentre cercava di attraversare un checkpoint nella città di Al-Tal, e di uno studente che ha fatto la stessa fine nella periferia di Ashrafiyet Sahnaya.
I comitati hanno riferito di raid portati avanti dalle forze di regime casa per casa, oltre ad arresti di massa nella provincia di Hama, fra le prime ad unirsi al movimento contro il governo di Bashar al Assad. E' solo l'ennesima giornata di tensioni e morte: secondo Osservatorio siriano per i diritti umani.
ieri sono rimaste uccise almeno 54 persone fra cui 43 civili. Per la stessa fonte sono ormai 14.400 le vittime del conflitto siriano dalla metà di marzo dell'anno scorso.
http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-18409500