
Attesa per il vertice Nato
Milano, 26 giu. (TMNews) - Il "Phantom" turco abbattuto dalla Siria venerdì scorso avrebbe testato le difese aeree di Damasco per conto della Nato e la sua perdita ha dimostrato l'efficacia dei sistemi russi di cui dispone la Siria: è quanto sostengono alcuni esperti russi citati dall'agenzia Ria Novosti.
Secondo l'apparecchio l'aereo volava a bassa quota, il che costituisce uno degli elementi fondamentali per la violazione dei sistemi di difesa antiaerea, e lo scopo probabile della missione era quello di "costringere i sistemi di rilevazione e radar delle batterie antiaeree a entrare in azione, magari in modalità di combattimento".
La Turchia è infatti un paese membro della Nato, in seno alla quale "viene praticato lo scambio dei dati ottenuti dalle missioni di ricognizione" e l'Alleanza "sta conducendo un'attività di raccolta di informazioni radio-elettronica al confine siriano". Mosca - che ha effettuato dei lavori di riparazione su alcuni elicotteri da combattimento siriani - si è impegnata a fornire a Damasco anche sistemi antiaerei, valutandone possibile l'utilizzo solo in caso di "aggressione esterna".
Unanime nella condanna dell'attacco "inaccettabile" da parte della contraerea siriana contro un aereo militare turco, l'Ue ha intensificato ieri le pressioni su Damasco con nuove sanzioni. Resta tuttavia il timore di evitare qualsiasi escalation militare alla vigilia di una nuova riunione straordinaria del Consiglio del Nord Atlantico, l'organismo politico-decisionale che raccoglie i rappresentanti permanenti dei 28 Paesi Nato convocata per oggi a Bruxelles proprio su richiesta di Ankara.
Riuniti a Lussemburgo, i ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno adottato ieri all'unanimità un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Siria, il sedicesimo dall'avvio della repressione più di un anno fa. Si tratta del congelamento di beni di aziende e ministeri, oltre all'estensione del divieto per la vendita di armi a Damasco. I Ventisette hanno poi pronunciato una condanna "estremamente ferma" per l'abbattimento di un aereo turco che - stando alle autorità di Ankara - si trovava in spazio aereo internazionale.
In una dichiarazione congiunta approvata dal consiglio di ieri, i capi delle diplomazie europei hanno sostenuto che l'attacco siriano debba essere oggetto di un'indagine "approfondita e urgente".
In ogni caso, ha precisato il ministro Giulio Terzi arrivando al Consiglio, è improbabile che in Siria si ripeta uno "scenario libico". "Vedremo cosa emergerà da queste consultazioni" ha osservato il titolare della Farnesina. "Escludo che vi siano le condizioni per un'azione di tipo libico che non è stata richiesta né dalla Lega Araba né dai paesi della regione. Le condizioni sono completamente diverse rispetto a quelle verificatesi per la Libia" secondo Terzi.
http://edition.cnn.com/2012/06/25/world/meast/turkey-syria-plane/index.html?hpt=hp_t2