
Il 67esimo anniversario del primo olocausto atomico
Milano, 6 ago. (TMNews) - Sarebbe forse rimasta sepolta per sempre in un tranquillo anonimato. Ma il destino della città portuale giapponese di Hiroshima era diverso. E venne sigillato il mattino del 6 agosto 1945, alle 8.16, quando un B-29 dell'aeronautica militare statunitense, l'Enola Gay, sganciò un tozzo ordigno denominato con macabro umorismo "Little boy", "ragazzino". La bomba esplose a un'altitudine di 576 metri con una potenza pari a 12.500 tonnellate di tritolo uccidendo all'istante 140mila persone. Tre giorni dopo fu distrutta con le identiche modalità anche la città di Nagasaki. Il 15 agosto 1945 il Giappone firmò la resa senza condizioni, l'obiettivo strategico di quel terribile olocausto nucleare. Si concludeva così la seconda guerra mondiale.
Secondo le ultime stime, la bomba atomica sganciata su Hiroshima ha causato sino a oggi 269.446 vittime, 227.565 sono i sopravvissuti ancora in vita, con un'età media di 76,7 anni. Fu un crimine di guerra? Gli Stati Uniti spiegarono a un mondo attonito che i bombardamenti atomici servirono a far terminare più in fretta la seconda guerra mondiale anche nel quadrante asiatico. La Germania, sul fronte europeo, si era già arresa a maggio. Risparmiando così migliaia di soldati, americani e giapponesi.
Lo stato maggiore statunitense era rimasto sconvolto dalla determinazione con cui le forze dell'Impero del Sol levante difendevano sino all'ultimo ogni brandello di territorio nazionale. Un eroismo fanatico e suicida che infliggeva perdite pesantissime alle forze armate americane. E che si sarebbero moltiplicate esponenzialmente nelle operazioni per la prevista invasione del Giappone. Da cui la decisione del presidente Harry Truman di chiudere la partita con la bomba atomica.
Secondo altri, invece, più che l'ormai stremato Giappone, Hiroshima e Nagasaki avevano di mira un altro obiettivo, il nuovo nemico che si andava profilando all'orizzonte, l'Unione Sovietica di Stalin e della Cortina di ferro che si stava preparando all'invasione dell'arcipelago nipponico per ottenere nell'ultimo quarto d'ora del conflitto grandi vantaggi strategici e territoriali.
Comunque sia, l'orrore di Hiroshima, la più micidiale arma di distruzione di massa mai impiegata dall'uomo, il 6 agosto 1945 lanciò nella Storia l'ombra di un incubo terribile e sconcertante.
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