
"Contento tutto sia finito, forse ora potrà fare vita normale"
Roma, 8 ago. (TMNews) - Alex Schwazer si è procurato l'Epo "in una farmacia in Turchia". Lo ha dichiarato lo stesso marciatore italiano, trovato positivo a un controllo lo scorso 30 luglio, durante una conferenza stampa in un albergo di Vipiteno.
"Ho preso questa decisione da solo, ho deciso di non dirlo a nessuno: né alla mia famiglia, né alla fidanzata, né a nessun altro", ha detto il campione olimpico 2008. "Era una cosa mia, non volevo mettere nessuno nei guai. Sono andato all'estero, in Turchia, mi sono procurato l'eritropoeitina e sono tornato". Le iniezioni, ha aggiunto, sono iniziate dopo un controllo il 13 luglio.
Per "la pressione che innanzitutto mi sono fatto da solo, le aspettative che avevo di tornare molto più forte di prima, non sono riuscito a dire di no alla decisione di doparmi", ha detto in apertura di conferenza stampa Schwazer. "Sinceramente non avrei mai pensato a una conferenza stampa per una positività all'antidoping. Come potete immaginare non è molto facile per me".
"Alla fine dello scorso anno", ha aggiunto, "dopo tre anni molto difficili per me come atleta (nel 2010 dopo gli Europei ho anche dichiarato che non sentivo più alcuna emozioni e volevo smettere), dovevo prendere delle decisioni. Con le Olimpiadi davanti, non sono stato più lucido".
Alex Schwazer annunciò lo scorso 28 luglio il forfait dalla 20 chilometri di marcia alle Olimpiadi perchè "distrutto e non in grado mentalmente di sostenere la gara". Lo ha affermato lo stesso marciatore italiano, trovato positivo a un controllo antidoping lo scorso 30 luglio, quindi due giorni dopo la rinuncia.
"Alla 20 km non sono andato perché stavo male veramente, mi sentivo distrutto e non sarei stato in grado mentalmente di sostenere la gara", ha raccontato l'atleta, che ha tenuto una conferenza stampa in un albergo di Bolzano. "Il 29 luglio ho fatto l'ultima iniezione e sono tornato a casa, come ho sempre dichiarato all'agenzia antidoping. Tra l'altro quel giorno era il compleanno di mia madre. Non sono stato a Innsbruck, ho sempre detto dove mi trovavo".
"Non ho avuto la forza di dire a mia madre 'non aprire', avrei potuto perché in 18 mesi si possono rifiutare due volte i controlli", ha detto Schwazer, scoppiato in lacrime. "Non vedevo solo l'ora che finisse tutto... Il 30 ho fatto il controllo sapendo di essere positivo. Sono contento che sia finito tutto, forse ora potrò fare una vita normale".
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