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Archivio della categoria ‘Esteri’

Obama non esclude altre operazioni ‘stile bin Laden’ nel mondo

Autore: Redazione MTV News Data: 22 maggio 2011 Commenta
Obama non esclude altre operazioni 'stile bin Laden' nel mondo

Presidente Usa intervistato dalla Bbc a vigilia del tour europeo

Londra, 22 mag. (TMNews) - Il presidente americano Barack Obama ha spiegato, in un'intervista trasmessa dalla Bbc, che ordinerebbe un'operazione simile a quella che ha portato alla morte di Osama bin Laden se un leader estremista fosse localizzato in Pakistan o in un altro stato sovrano.

Interpellato per sapere se sarebbe pronto a lanciare un'operazione simile nel caso "un obiettivo importante" fosse individuato "in un territorio sovrano", ha risposto: "Il nostro lavoro è di rassicurare gli Stati Uniti. Siamo molto rispettosi della sovranità del Pakistan, ma non possiamo autorizzare una persona che progetta attivamente di uccidere il nostro popolo e il popolo dei nostri alleati, non possiamo autorizzare che questi progetti si realizzino senza che noi interveniamo", ha aggiunto.

Il leader di al Qaida, Osama bin Laden, è stato ucciso il 2 maggio dalle forze speciali americane in Pakistan, durante un raid condotto nel massimo segreto dieci anni dopo gli attentati dell'11 settembre. Quest'operazione, definita "clandestina" da parte di Islamabad, ha suscitato risentimento nell'ambito della popolazione pachistana, in maggior parte anti-americana, non per la morte di Bin Laden in sè, che tutto sommato ha determinato contenute proteste, ma per la "violazione della sovranità" del Pakistan.

L'intervista di Obama alla Bbc è stata registrata giovedì alla Casa Bianca a Washington. Il presidente americano deve iniziare domani un tour europeo, che lo porterà in Irlanda, nel Regno Unito, in Francia e in Polonia.

http://www.bbc.co.uk/news/13478318

http://www.whitehouse.gov/

Ashton: Ue sosterrà i ribelli in Libia fino a quando lo vorranno

Autore: Redazione MTV News Data: 22 maggio 2011 Commenta
Ashton: Ue sosterrà i ribelli in Libia fino a quando lo vorranno

Nato prosegue i raid, per regime c'è assedio marittimo

Milano, 22 mag. (TMNews) - L'Unione europea sosterrà la rivolta libica fino a quando questa lo desidererà. Lo ha dichiarato il capo della diplomazia europea Catherine Ashton in visita a Bengasi, la "capitale" ribelle nell'est della Libia dove ha inaugurato la rappresentaza della Ue.

"Vogliamo sostenere la guerriglia, non soltanto ora, ma fino a quando il popolo della Libia auspicherà che siamo qui", ha dichiarato Ashton durante una breve conferenza stampa con il presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), l'istanza dirigente della rivolta, Mustafa Abdel Jalil. Da parte sua, Jalil ha salutato il "sostegno crescente" europeo dall'inizio della guerriglia. "Desideriamo il sostegno dell'Unione europea per mettere in sicurezza la nostra frontiera sud", ha detto il presidente del Cnt. Si tratta della prima visita di un responsabile di questo livello a Bengasi. Subito dopo il suo arrivo, il responsabile della Commissione europea ha raggiunto la piazza centrale di Bengasi, epicentro della contestazione contro il regime del colonnello Muammar Gheddafi, dove è stata applaudita.

La Nato ha proseguito i suoi raid nella notte tra sabato e domenica sul porto di Tripoli, mentre il regime di Muammar Gheddafi denuncia "l'assedio" marittimo sulla Libia imposto dall'alleanza atlantica. La reazione del colonnello è arrivata dopo la distruzione (venerdì) di otto navi in vari porti del Paese, nel quadro delle operazioni finalizzate a proteggere i civili dalla repressione.

"Le otto navi distrutte appartengono alla guardia costiera libica e non superano i cinquanta metri di stazza", ha assicurato il comandante Omran al Ferjani, capo proprio della guardia costiera, durante una conferenza stampa. Fra queste c'era soltanto una fregata della marina di un centinaio di metri di lunghezza, che era al porto di Tripoli per ispezioni, ha spiegato. Secondo il comandante, la Libia subisce un "assedio marittimo". Nessuna nave della marina o della guardia costiera ha lasciato il suo porto dal 25 marzo, data in cui "abbiamo ricevuto una notifica della Nato che proibisce alle nostre navi di navigare, anche nelle acque territoriali", ha spiegato.

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/ashton/index_en.htm

Il Papa parla agli astronauti in orbita: cosa si vede da lassù?

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2011 Commenta
Il Papa parla agli astronauti in orbita: cosa si vede da lassù?

Benedetto XVI si collega con la Stazione spaziale internazionale

Roma, 21 mag. (TMNews) - Papa Benedetto XVI si è collegato, per la prima volta nella storia, con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, tra cui sono presenti due italiani, Paolo Nespoli e Roberto Vittori. Il Papa ha rivolto un vero e proprio 'question time' agli astronauti: cinque domande, o meglio alcune curiosità su cosa si possa vedere dallo Spazio.

"Possiamo vedere bellezze indescrivibili", hanno risposto dall'Iss. "Il nostro pianeta è bellissimo, è di colore blu", ha detto Paolo Nespoli, "blu come il colore del nostro pianeta, come il colore del cielo ma anche come il colore delle forze italiane che mi hanno dato l'opportunità di venire sullo Spazio".

"Cari astronauti, sono molto felice di avere questa opportunità. Sono onorato di poter parlare a tanti di voi - ha esordito il Papa -. L'umanità sta attraversando un periodo di grande progresso scientifico, di applicazione tecnologiche, e voi siete i rappresentanti di questa tecnologia, di nuove possibilità nel futuro. Ammiro il vostro coraggio, il vostro impegno, per cui vi preparate tutta la vita. Auspico una conclusione positiva della vostra missione. Sicuramente - ha aggiunto Benedetto XVI - da lassù avete una visione diversa della terra. Avete portato insieme diverse nazioni e popoli grazie alla scienza per servire la causa della pace e per questo vi ringrazio".

Il Papa si è collegato dalla Biblioteca Vaticana. Erano presenti anche il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese, e il generale di squadra aerea dell'Aeronautica Militare, Giuseppe Bernardis.

Poche ore prima del collegamento con il Vaticano gli astronauti dell'Endeavour sono stati impegnati nel controllo ravvicinato di un danno a una piastrella dello scudo termico. La scheggiatura, grande quanto un pacchetto di sigarette, non sembra grave e non dovrebbe pregiudicare il rientro dello Shuttle.

http:/www.vatican.va http://www.asitv.it/asi_nasa.php

David Beckham si lancia nella moda, realizzerà linea intimo

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2011 Commenta
David Beckham si lancia nella moda, realizzerà linea intimo

La sua carriera di calciatore è quasi agli sgoccioli

Milano, 21 mag. (TMNews) - Con un patrimonio stimato in 165 milioni di euro, i coniugi Beckham non hanno certamente le stesse difficoltà dei comuni mortali per arrivare a fine mese. Ma in genere si dice che quando si ha molto, si vuole sempre di più e David sembra non sfuggire alla regola.

Il suo lavoro vero e proprio - agli sgoccioli, guardando la carta d'identità - è il calciatore e attualmente gioca negli Stati Uniti nei Los Angeles Galaxy. Ma quando David vuole rimpinguare il suo conto in banca, trascura il pallone e prende ad esempio la moglie famosa, Victoria Beckham. L'ex 'Spice girl' è riuscita a farsi un nome nel mondo della moda moltiplicando le partnership con 'Dolce & Gabbana' e 'Marc Jacobs', tra l'altro marchi prestigiosi, fino a creare la sua griffe dVb.

David Beckham, quindi, farà uscire una collezione di biancheria intima e un profumo chiamato sobriamente "Homme, by David Beckham". Questa nuova fragranza andrà ad aggiungersi alle due già esistenti della coppia Beckham: David Beckham Instinct e Intimately Beckham. "Sono soltanto una persona che ha avuto la possibilità di esplorare altri interessi e passioni oltre al gioco che ama", ha spiegato a Woman's Wear Daily, "Sarò sempre associato al calcio, ma lavoro in altri settori per continuare una volta che la mia carriera sarà terminata".

"Anche se", ha concluso scherzando, "sono sicuro che mia madre non sarà molto felice di rivedermi in slip, sui pannelli pubblicitari".

http://www.davidbeckham.com/

A Madrid gli "Indignados" vanno avanti con la protesta

Autore: Redazione MTV News Data: 21 maggio 2011 Commenta
A Madrid gli Indignados vanno avanti con la protesta

Oltre 60mila persone nelle piazze di tutto il Paese

Milano, 21 mag. (TMNews) - Nonostante la sentenza della Giunta Elettorale che dichiarava illegali le manifestazioni nella giornata di vigilia elettorale, oltre 60mila persone continuano ad occupare la Puerta del Sol di Madrid e numerose altre pizze di molte città spagnole.

La polizia ha fatto atto di presenza ma - come già anticipato dal ministro degli interni, Alfredo Perez Rubalcaba - non ha fatto il minimo tentativo di far sgomberare i manifestanti con la forza, anche perché le proteste si sono svolte del tutto pacificamente e senza incidenti.

"Da Tahrir a Madrid, al mondo: World revolution", recita uno striscione dei manifestanti, decisi a continuare ad occupare le piazze almeno fino a lunedì, oltre il calendario iniziale che prevedeva la fine delle proteste dopo le elezioni.

La crisi economica e le conseguenti misure di austerità hanno colpito duramente il Psoe, che in campagna elettorale si è sforzato di separare il giudizio sull'operato dell'esecutivo dal voto per un'amministrazione locale: a giudicare dai sondaggi, senza troppo successo.

In questo scenario, le manifestazioni del "Movimento 15-M" - proseguire anche durante la giornata di riflessione senza che la polizia sia intervenuta, nonostante la sentenza che le dichiarava illegali - potrebbero avere un doppio effetto, a tutto svantaggio dei socialisti.

http://www.juntaelectoralcentral.es

Spagna, si allarga la protesta dei giovani ‘indignados’

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2011 Commenta
Spagna, si allarga la protesta dei giovani 'indignados'

Migliaia a Puerta del Sol a Madrid. Occupate anche altre piazze

Roma, 20 mag. (TMNews) - Il movimento di protesta contro la disoccupazione e i partiti in corso da alcuni giorni alla Puerta del Sol di Madrid e in altre città spagnole non sembra accennare a spegnersi, mentre il governo spagnolo sta valutando l'ipotesi di un eventuale intervento della polizia per sgomberare la piazza.

La Giunta elettorale di Madrid ha infatti proibito le manifestazioni in programma domani in quanto "giornata di riflessione" alla vigilia delle amministrative di domani: in attesa di una nuova decisione della Corte Suprema - alla quale i manifestanti hanno presentato appello - il ministro degli Interni Alfredo Perez Rubalcaba si è limitato ad affermare che "per risolvere un problema la polizia non ne creerà un altro".

Ieri il premier José Luis Zapatero aveva ammesso che la folla che manifesta "ha le sue ragioni": "Occorre ascoltare e mostrare sensibilità perché esistono delle ragioni per le quali vengono espressi questo malcontento e queste critiche: anche i partiti devono sicuramente migliorare", ha spiegato Zapatero intervistato dalla rete televisiva spagnola Tele 5.

I manifestanti del "Movimento 15-M" (o degli "Indignati") denunciano il sistema politico dominato dai grandi partiti e reclamano una maggior giustizia sociale: una serie di gruppi di lavoro aperti a tutti ha avanzato numerose proposte fra le quali nazionalizzare le banche e aumentare il salario minimo fino a 1.200 euro.

Resta poi da vedere quale potrà essere l'impatto del movimento sulle elezioni amministrative in programma domenica, nelle quali il partito socialista al potere viene dato come nettamente sfavorito.

http://www.elmundo.es/index.html?a=PIRe0f5f2164f9898f75e84281cd3444a83&t=1305905708

http://movimiento15m.org/

http://politica.elpais.com/tag/movimiento_15m/a/

Strauss-Kahn esce su cauzione, ma è formalmente incriminato

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2011 Commenta
Strauss-Kahn esce su cauzione, ma è formalmente incriminato

Dovrà restare ai domiciliari, indosserà braccialetto elettronico

New York, 20 mag. (TMNews) - La giustizia americana ha accettato di rilasciare Dominique Strauss-Kahn vincolando la sua scarcerazione al pagamento di una cauzione di un milione di dollari, ma l'ormai ex direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) dovrà restare agli arresti domiciliari a New York.

A fine pomeriggio di ieri, Strauss-Kahn ha lasciato il tribunale penale di Manhattan per trascorrere una quarta notte in cella. Oggi dovrebbe essere il giorno della sua liberazione, non appena versata la cauzione.

Cinque giorni dopo il suo arresto a bordo di un aereo che si apprestava a decollare per Parigi, l'ex numero uno dell'Fmi - che nella notte tra mercoledì e giovedì ha annunciato le sue dimissoni dall'incarico - è apparso in aula dove ad attenderlo c'era un esercito di giornalisti, ma soprattutto la moglie Anne Sinclair e la figlia, che ha a lungo abbracciato.

L'ex ministro, ancora considerato la settimana scorsa come il favorito alle prossime elezioni presidenziali in Francia, si è spesso girato verso i familiari, palesemente sopraffatto dall'emozione. Il giudice Michael Obus ha detto sì alla libertà provvisoria dopo che gli avvocati hanno garantito che il loro cliente avrebbe pagato una cauzione di un milione di dollari, abbinata al deposito di una garanzia di cinque milioni, e sarebbe rimasto ai domiciliari a Manhattan sotto sorveglianza video ventiquattro ore su ventiquattro. La porta dell'appartamento sarà controllata da un poliziotto armato e l'ex direttore dell'Fmi dovrà inoltre indossare un braccialetto elettronico. Queste misure di sicurezza costeranno oltre 200.000 dollari al mese, ha calcolato il procuratore John McConnell.

La liberazione su cauzione viene registrata con soddisfazione, perché gli concede la possibilità di preparare serenamente la sua difesa", ha sottolineato a Parigi Benoit Hamon, portavoce del partito socialista di cui Strauss-Kahn era da più parti indicato come il candidato nel 2012. Uno dei suoi avvocati americani, William Taylor, ha applaudito alla decisione del tribunale. "Siamo onorati che il giudice abbia preso questa decisione. La famiglia è molto sollevata di poter stare con lui - ha detto alla stampa dopo l'udienza - siamo in una posizione ben migliore rispetto all'inizio".

http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-13459753

Obama: due stati per israele e palestina, con frontiere del 1967

Autore: Redazione MTV News Data: 20 maggio 2011 Commenta
Obama: due stati per israele e palestina, con frontiere del 1967

Ma il premier israeliano respinge il ritorno allo status quo

New York, 19 mag. (TMNews) - Una soluzione che preveda due Stati è l'unica via per la pace tra Israele e palestinesi. Lo ha affermato il presidente Barack Obama nel discorso sulla politica americana In Medioriente tenuto al dipartimento di Stato. "Una pace duratura dovrà prevedere due Stati per due popoli. Israele come stato ebraico e patria per il popolo ebreo, la Palestina come patria del popolo palestinese, e ciascuno Stato che goda di autodeterminazione, riconoscimento mutuo, e pace", ha detto Obama. Le frontiere dovranno essere fondate su quelle del 1967 e la Palestina dovrà essere uno stato "sovrano e non militarizzato".

Dopo l'avvertimento ai palestinesi che il rifiuto dell'esistenza di Israele non porterà all'indipendenza, Obama si è rivolto a Israele: "Il nostro impegno per la sicurezza di Israele è incrollabile. Ma proprio per la nostra amicizia è importante dire la verità: lo status quo è insostenibile". E anche "la comunità internazionale è stanca di un processo senza fine che non porta mai a un risultato. Il sogno di uno stato ebraico e democratico non può essere raggiunto con l'occupazione permanente".

Il negoziato per i due Stati potrà prevedere scambi di territori, quanto alla futura Palestina dovrà essere oltre che sovrana anche "contigua". E Israele deve essere in grado di "difendersi da sola contro ogni minaccia". Rimangono "due temi difficilissimi: il futuro di Gerusalemme e il destino dei rifugiati palestinesi. Ma il progresso sulla base del territorio e della sicurezza farà da base per risolvere le due questioni in modo giusto ed equo".

Tuttavia il presidente ha ricordato che "il recente annuncio di un accordo tra Fatah e Hamas fa nascere profonde questioni per Israele: come si può negoziare con chi ha detto di non voler riconoscere il tuo diritto a esistere?". Promettendo l'impegno americano per la pace Obama ha anche invitato la leadership palestinese a "dare una risposta credibile a questa domanda".

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dal canto suo ha escluso qualsiasi ipotesi di un "ritorno alle frontiere del giugno '67".

Alla vigilia di un incontro a Washington con il presidente americano, Barack Obama, Netanyahu ha espresso la speranza che quest'ultimo "ribadirà gli impegni" americani affinché Israele "non debba ritirarsi alle frontiere indifendibili del giugno 1967", recita un comunicato ufficiale. Netanyahu ha escluso che dei "centri importanti di popolazione israeliana in Giudea-Samaria (Cisgiordania) si ritrovino dall'altra parte della frontiera" fra Israele e un futuro Stato palestinese, un'allusione ai principali blocchi di colonie ebraiche in Cisgiordania.

Netanyahu ha espresso "il suo apprezzamento per l'impegno del presidente Obama verso la pace, sottolineando che la "fattibilità di uno Stato palestinese non potrebbe farsi a scapito di Israele". Il premier ha per contro riaffermato "che una presenza militare israeliana lungo la valle del Giordano", alla frontiera fra un futuro Stato palestinese e la Giordania "era indispensabile per la sicurezza di Israele".

http://www.whitehouse.gov/blog/2011/05/19/moment-opportunity-president-obama-middle-east-north-africa

Cina, uova e scarpe contro il padre della censura sul web

Autore: Redazione MTV News Data: 19 maggio 2011 Commenta
Cina, uova e scarpe contro il padre della censura sul web

Per Binxing plateale contestazione all'università di Pechino

Milano, 19 mag. (TMNews) - Le uova è riuscito a schivarle, ma lo scarpone no. E' finita così - come con la celebre protesta messa in atto da un giornalista iracheno contro Bush a Baghdad - la contestazione all'università di Pechino a Fang Binxing, il responsabile numero uno della censura sul web organizzata dal governo in Cina. La notizia sta rimbalzando su tutti i social network del Paese, anche se il Grande Firewall cinese, sta cancellando man mano le notizie.

Tra i potenti della Cina, Fang Binxing è presidente dell'University of Post and Telecommunications di Pechino. E' considerato l'architetto del sistema informatico che è in grado di limitare la libertà nell'uso di Internet ai circa 450 milioni di utenti cinesi. Il grande firewall è uno dei sistemi di censura più sofisticati al mondo, perché è in grado di identificare le parole chiave di argomenti sensibili per il Governo cinese bloccando l'accesso ai vari utenti che ne parlano.

Ma è stato proprio Fang a rivelare in un'intervista che, nonostante le tecnologie utilizzate siano tra le più avanzate, il Grande Firewall Cinese non è perfetto e può essere bypassato senza grossi problemi attraverso delle VPN, o Virtual Private Network, che consentono agli utenti che ne fanno uso di visualizzare i vari contenuti bloccati come Youtube, Facebook o Twitter. Ed è proprio dai "cinguettii" degli utenti cinesi che è trapelata la notizia della contestazione a scarpate contro Binxing.

http://www.greatfirewallofchina.org/

Da Obama un piano di aiuti per i Paesi della "Primavera araba"

Autore: Redazione MTV News Data: 19 maggio 2011 Commenta
Da Obama un piano di aiuti per i Paesi della Primavera araba

Presentato oggi nell'ambito del suo discorso ai musulmani

Washington, 19 mag. (TMNews) - Il Presidente americano Barack Obama presenterà oggi un piano di aiuti di diversi miliardi di dollari a favore del mondo arabo. Stando a quanto riferito da diversi funzionari Usa, il piano, pensato inizialmente per Egitto e Tunisia, mira a sostenere il processo di democratizzazione in altri paesi del Medio Oriente e dell'Africa del Nord.

Obama illustrerà l'iniziativa nell'ambito del discorso rivolto al mondo arabo e già soprannominato da molti analisti 'Cairo II', anche se sarà incentrato più sul successo dei movimenti popolari della regione che sulla necessità di trovare un compromesso tra Palestina e Israele, a differenza dell'intervento tenuto due anni fa dal Presidente Usa al Cairo, in compagnia dell'ormai deposto Capo di stato egiziano, Hosni Mubarak.

Secondo una fonte, Obama ha preso a modello "alcune misure coronate da successo in Europa dell'Est" dopo il crollo della cortina di ferro, "da applicare a Paesi in fase di transizione verso la democrazia in Medio Oriente e in Africa del Nord". "Si tratta dell'inizio di un impegno a lungo termine", ha aggiunto la fonte. Egitto e Tunisia, dove le proteste di massa hanno avuto ragione di Presidenti al potere da oltre 20 anni, saranno i primi beneficiari di questa iniziativa.

Il piano di Obama prevede di chiamare in causa la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, i cui azionisti si riuniranno proprio domani e sabato per valutare la proposta di ampliare le proprie attività in Africa del Nord; ma l'iniziativa vedrà la collaborazione anche di Banca mondiale, Fondo monetario internazionale e Banca africana per lo sviluppo.

http://www.whitehouse.gov/