
La Borsa di Tokyo crolla, chiude a -6,18%
Tokyo, 14 mar. (TMNews) - Due nuove esplosioni sono avvenute oggi nel reattore 3 della centrale nucleare di Fukushima 1, ferendo sei persone e alzando notevolmente il livello di allarme e i timori di una tragedia nucleare di proporzioni al momento incalcolabili. Il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano, ha precisato che il reattore non ha riportato danni e ha definito "basso" il rischio di una fuga radioattiva. Nel nordest del paese, intanto, le squadre di soccorso hanno rinvenuto altri 2000 corpi senza vita.
L'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha spiegato che le due esplosioni sono state causate dall'idrogeno.
Sabato scorso, un'esplosione simile è avvenuta nel reattore uno della stessa centrale, la più vecchia del Giappone, danneggiata dal sisma e dallo tsunami di venerdì scorso.
Unica nota apparentemente positiva è che la gabbia di sicurezza del reattore tre della centrale nucleare Fukushima 1, dove oggi sono avvenute due esplosioni, sarebbe intatta. Lo ha riferito l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) in un comunicato, anticipando una conferenza stampa alle 17,30 ora italiana del suo direttore generale Yukiya Amano La paura di una catastrofe nucleare dunque e tutt'altro che scongiurata anche se la situazione appare per ora sotto controllo nelle altre due centrali che ieri destavano preoccupazione, cioè quelle di Onagawa e Tokai dove sono di nuovo in funzione gli impianti di raffreddamento. sono entrate in stato d'emergenza per guasti che potrebbero compromettere il raffreddamento del nocciolo. Nel frattempo il bilancio provvisorio è di 1.351 morti ma il timore è che i cadaveri alla fine possano essere oltre 10mila. Quanto agli italiani presenti la Farnesina ha confermato che mancano all'appello cinque connazionali che erano presenti nelle aree colpite.
A provocare nuove paure sul fronte economico c'è poi il disastro della Borsa di Tokyo che ha riaperto oggi con pesanti ribassi e ha chiuso la seduta a -6,18%, un crollo prevedibile ma che ugualmente intimorisce per il futuro della seconda economia mondiale. La Banca del Giappone ha iniettato 15.000 miliardi di yen nel mercato finanziario (131,6 miliardi di euro); aveva annunciato ieri che sarebbe intervenuta subito e con decisione per far fronte alle conseguenze della catastrofe sui circuiti finanziari.
La catastrofe naturale potrebbe costare alle assicurazioni fino a 34,6 miliardi di dollari, secondo una prima stima diffusa ieri da AIR Worldwide, specializzata nella valutazione del rischio.
E intanto nel nordest del paese continua la corsa contro il tempo dei soccorritori che cercano di salvare ancora qualche vita dal fango dello tsunami che ha travolto la costa e seppellito forse migliaia di persone. I soccorritori hanno trovato circa 2mila corpi nella prefettura di Miyagi. Circa 1.000 corpi erano già stati trovati sulla costa della penisola di Ojika. Altri 1.000 erano stati rinvenuti a Minamisanriku, la cittadina costiera spazzata via dall'onda di maremoto, dove si contano 10mila dispersi su 17mila abitanti.
http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12711226