
Gli altri otto candidati non sperano nel ballottaggio
Parigi, 22 apr. (TMNews) - La corsa a dieci del primo turno delle presidenziali francesi si è già ridotta in pratica alla sfida per il primo posto: dalle urne stasera usciranno i due candidati per il ballottaggio del 6 maggio e stando ai sondaggi i nomi sono certamente quelli del socialista Francois Hollande e del presidente uscente, il conservatore Nicolas Sarkozy. Ma per tutti e due - quotati attorno al 26% dei voti) sarebbe importante affrontare le prossime due settimane di campagna elettorale come i vincitori del primo turno. Importante soprattutto per Sarkozy, dato che i sondaggi sono concordi: il 6 maggio, Hollande dovrebbe avere una decina di punti più del rivale.
Si vedrà stasera quanto siano affidabili gli istituti di statistica. Forse anche prima delle 20, termine ultimo di chiusura dei seggi e momento ufficiale di diffusione degli exit poll, dato che parecchi seggi chiudono alle 18, e che sia il quotidiano Liberation sia certi siti francofoni in Svizzera e Belgio potrebbero pubblicare i primi exit poll e anche le prime stime in base ai seggi già chiusi.
Il voto è cominciato sabato a mezzogiorno nelle ex colonie, ovvero nei Territori d'Oltremare dove risiedono circa 900mila francesi, ma anche negli uffici dei consolati in giro per il mondo. In tutto sono chiamati alle urne 44,5 milioni di elettori per uno scrutinio dove l'astensionismo potrebbe raggiungere nuovi record - colpa anche di una campagna piuttosto piatta - e dove milioni sarebbero ancora indecisi sul candidato da scegliere. Da venerdì sera i 10 pretendenti sono in silenzio obbligato, fino alle 20 di domenica. Per lo più hanno passato la giornata del sabato in famiglia o nelle loro roccaforti elettorali. Hollande, che il 6 maggio potrebbe diventare il primo socialista a riconquistare l'Eliseo dopo i 14 anni di Francois Mitterrand (1981-1995), ha passato il sabato in un mercato della sua Corrèze. Vuole restare prudente e il messaggio che ha martellato è "non c'è nulla di deciso". 57 anni, Hollande è riuscito a far dimenticare in parte la sua totale mancanza di esperienza governativa; è del resto un politico di lungo corso. Il suo programma vede in primo piano l'occupazione giovanile e la crescita, mentre a livello europeo desta preoccupazioni il suo rifiuto del 'fiscal compact' caro alla Germania di Angela Merkel. In ogni caso una parte della stampa - in primis Liberation e Le Monde - è apertamente al suo fianco.
Al fianco del presidente è invece il quotidiano Le Figaro che ha insistito nelle sue pagine appunto sulla preoccupazione della Merkel "in caso accadesse il peggio". Sarkozy non è riuscito comunque a scrollarsi di dosso l'impopolarità che lo perseguita da lungo tempo e la sua immagine - soprattutto in questi tempi di crisi - di 'presidente dei ricchi'. La sua campagna ha fatto leva soprattutto sulla sicurezza e sulla lotta all'immigrazione.
Ben lontani nei sondaggi restano la candidata di estrema destra Marine Le Pen (sarà comunque importante vedere quanto raccoglierà sulle orme del padre Jean Marie), e il candidato del Fronte di Sinistra Jean Luc Mélanchon; entrambi raccolgono un voto di proteste rispetto ai due candidati principali e potrebbero ottenere intorno al 15%. Importante in vista del secondo turno anche lo score del centrista Francois Bayrou. Molto indietro gli altri 5 candidati che potrebbero raccogliere fra il 3 e l'1% ciascuno.







