
"Ma se uno si limita a protestare non c'è nulla da dire"
Genova, 21 feb. (TMNews) - "Se uno si limita a protestare fa quello che la democrazia gli consente e quindi non c'è assolutamente nulla da dire, altra cosa è scrivere sui muri che chi fa il suo dovere è un torturatore e un boia: non e simpatico e non mi pare un granché democratico". Così il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, ha commentato, questa sera a Genova, le contestazioni di centri sociali e attivisti No Tav a margine della presentazione del suo libro "Assalto alla giustizia".
Nel capoluogo ligure, a differenza di Milano dove la presentazione, in programma ieri, era stata cancellata per il timore di incidenti, l'incontro si è svolto regolarmente anche se tra manifestanti e forze dell'ordine si sono registrati alcuni momenti di tensione. "Ieri abbiamo annullato l'iniziativa di Milano - ha spiegato Caselli - perché si svolgeva in una situazione logistica che esponeva la gente perbene a una circolazione non di idee ma di qualcos'altro di meno simpatico. Oggi - ha sottolineato - la situazione era diversa".
Agli attivisti che non hanno gradito il paragone fatto ieri dal procuratore capo di Torino tra manifestanti e camorristi, Caselli ha replicato: "Mi spiace non gli sia piaciuto, quando ci sarà la possibilità di un confronto sereno parleremo anche di questi". Tra le richieste dei contestatori, l'immediata liberazione del genovese Gabriele Filippi e degli altri attivisti arrestati per gli scontri del 3 luglio scorso in Val Susa: "Il pm - ha ricordato Caselli - è il primo anello di una sequenza che poi prevede il gip e ora ci sono tre ordinanze del tribunale della Libertà. In uno stato di diritto - ha concluso - si tenga conto anche di questo".
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