
Il volto di "V per Vendetta" sul sito web del deputato Pdl
Milano, 19 feb. (TMNews) - Anonymous si vendica e oscura il sito
ufficiale del deputato Pdl Maurizo Paniz: il volto di V per
Vendetta composto con i pixel degli slogan del gruppo degli
hacker più temuti, ha preso il posto dell'home page del deputato
e il sito è in "defacing". Una vendetta - dichiarano gli hacker - per l'oscuramento del sito www.vajont.info, portale dedicato
alla strage costata la vita nel 1963 a 1910 persone. Il sequestro preventivo e l'oscuramento del sito è stato disposto dal gip di Belluno Aldo Giancotti che ha ordinato anche a 226 internet service providers italiani di inibire ai rispettivi utenti l'accesso al portale: una decisione arrivata proprio dopo una denuncia di Paniz nei confronti del titolare del sito, già
querelato almeno altre sei volte sempre da Paniz.
La misura è stata disposta dal gip, in virtù di "espressioni dal
tono gravemente diffamatorio: 'E se la mafia è una montagna di
merda...i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!'", nelle quali il giudice ha ravvisato "l'aggravante di aver commesso il fatto con un mezzo di pubblicità (rete telematica Internet) e contro un pubblico ufficiale". Ora sullo sfondo nero il cursore scrive sullo schermo, accanto al volto di V, una ironica frase di benvenuto: "Salve Maurizio Paniz, piacere di conoscerla. We are Anonymous". Seguita proprio dalla citazione dal sito Vajont.info della frase incriminata.
E l'unico link cliccabile ora è il comunicato di Anonymous Italia, che recita: "Siamo alle prove generali per l'affermazione di un pensiero unico in Italia", ma "noi non perdiamo l'occasione di tacere e agiamo". Anche perché oltre al diritto degli "scilipoti e paniz" c'è da considerare - rivendicato - "il diritto di migliaia di utenti che avevano come
riferimento il portale oscurato; fra i documenti destinati a
scomparire almeno per un periodo dalla rete, molte fotografie,
interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a
febbraio dai ragazzi di uno dei paesi della comunità ancora
sconvolta dal ricordo del disastro". E - avverte Anonymous -
"interessante è notare come la magistratura italiana abbia fatto
il suo esordio censorio in rete con un portale del genere,
andando a ledere il diritto primario all'informazione, come se si volesse costituire un precedente: il giudice decide cosa si puo scrivere e cosa si puo sapere, ledendo gravemente i diritti
all'informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere
scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali
informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei
diritti di un singolo cittadino".
Infine ricordando "Wikileaks" e il celebre "Informations want to
be free" annunciano che l'inizativa anti-paniz sarà solo la prima di un "lungo processo di attacchi". A chiudere, lo slogan di battaglia: "We are Anonymous. We are Legion. We do not forget
freedom. We do not forgive injustice. United as 1. Divided by 0.
EXPECT US!"
http://www.mauriziopaniz.it/