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Archivio della categoria ‘Esteri’

Onu: nel 2012 cifra record di rifugiati e sfollati dal 1994

Autore: Redazione MTV News Data: 19 giugno 2013 Commenta
Onu: nel 2012 cifra record di rifugiati e sfollati dal 1994

Il rapporto dell'Unhcr: sono 45,2 milioni

Ginevra, 19 giu. (TMNews) - Sono oltre 45,2 milioni le persone costrette a vivere lontano dalla propria casa nel 2012, una cifra mai registrata negli ultimi 20 anni, dai tempi del genocidio in Ruanda e della guerra nella ex Jugoslavia. Lo comunica l'alto commissario onu per i rifugiati (Unhcr) Antonio Guterres, secondo il quale la guerra è la principale ragione di questo numero molto alto di rifugiati e sfollati interni.

Nel 2012 ogni 4,1 secondi una persona è stata costretta ad abbandonare la propria casa a causa della guerra o di altre emergenze, ha aggiunto Guterres, facendo registrare 7,6 milioni di nuovi rifugiati e sfollati. "Questi sono veramente numeri allarmanti - ha proseguito - rappresentano le sofferenze individuali su una vasta scala e rispecchiano le difficoltà della comunità internazione di prevenire conflitti e promuovere in tempo soluzioni".

La cifra complessiva di 45,2 milioni include 28,8 milioni di sfollati interni, 15,4 milioni di rifugiati e 937.000 richiedenti asilio. "La guerra è la principale ragione di questo numero molto alto di rifugiati e sfollati interni - ha precisato Guterres - il 55% di loro arriva dalle situazioni ben note di Afghanistan, Somalia, Iraq, Sudan e Siria". Il numero più alto di rifugiati arriva ancora dall'Afghanistan, una situazione immutata da 32 anni: nel mondo, un rifugiato su quattro è afgano.

http://www.unhcr.it/

Brasile, 250mila in piazza contro caro-trasporti e Mondiali 2014

Autore: Redazione MTV News Data: 19 giugno 2013 Commenta
Brasile, 250mila in piazza contro caro-trasporti e Mondiali 2014

Rousseff ha promesso di ascoltare "voci a favore del cambiamento"

San Paolo, 19 giu. (TMNews) - Sventolano le bandiere verdeoro nelle piazze. Non sono quelle dei tifosi di calcio del Brasile alle prese con Confederation Cup ma quelle dei brasiliani indignati che protestano. In 250mila, 50mila solo a San Paolo, hanno manifestato contro il caro trasporti e contro le spese folli per i mondiali di calcio del 2014. A Rio, un gruppo di manifestanti ha appiccato il fuoco a un camion di un'emittente televisiva, a una cabina della polizia e a una filiale di una banca. Alcuni negozi sono stati saccheggiati ed è stata imbrattata la facciata dell'Opera.

Il Presidente Dilma Rousseff ha promesso che il suo governo ascolterà "queste voci di strada". "Il mio governo ascolta le voci del cambiamento ed è impegnato per la trasformazione sociale", ha detto il presidente che tuttavia ha condannato "gli episodi isolati di violenza in mezzo alle manifestazioni pacifiche".

La proteste sono iniziate la scorsa settimana, dopo l'aumento del prezzo del biglietto dell'autobus a San Paolo, ma hanno poi preso di mira anche la spesa di 15 miliardi di dollari per l'organizzazione dei Mondiali del prossimo anno; una cifra enorme in un Paese in cui persistono forti disuguaglianze sociali e in cui i servizi sociali sono carenti.

http://oglobo.globo.com/

Obama difende programma controllo dati: tutto trasparente

Autore: Redazione MTV News Data: 18 giugno 2013 Commenta
Obama difende programma controllo dati: tutto trasparente

In intervista sul caso Snowden rilasciata prima di partire per G8

New York, 18 giu. (TMNews) - I programmi dell'intelligence americana per controllare e raccogliere dati telefonici e informatici sono "trasparenti". E' con questo aggettivo che il presidente Barack Obama ha voluto rassicurare gli americani sulle azioni condotte dall'Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) in nome dell'antiterrorismo e denunciate come periocolse violazioni della privacy da Edward Snowden, la "talpa" 29enne che ha svelato le informazioni raccolte come ex impiegato della Cia al Guardian e al Washington Post.

Obama ha voluto dare spiegazioni sul cosiddetto "Datagate" nel corso di un'intervista rilasciata al giornalista Charlie Rose, registrata domenica poco prima di partire per il G8, in corso a Enniskillen in Irlanda, e mandata in onda lunedì sera (le 23 americane, 5 di mattina italiane). Il presidente ha assicurato che i programmi sono sorvegliati dal Congresso e dalle corti federali. "Questa è la ragione per cui abbiamo istituito la Fisa Court", ha detto riferendosi alla giuria creata per autorizzare segretamente questo genere di operazioni. Il presidente ha inoltre assicurato che si confronterà con una commissione indipendente a difesa dei diritti civili e della privacy già istituita per sorvegliare i programmi.

Obama ha poi chiarito agli ascoltatori che "se siete americani, la Nsa non può ascoltare le vostre telefonate e prendere di mira le vostre email...e non lo ha fatto".

Ma il giovane informatico Edward Snowden che ha svelato i programmi di sorveglianza rilancia: "Vale la pena morire per questo Paese. Speravo nel presidente, ma con lui ci sono abusi aggravati".

http://www.nsa.gov/

Siria, Iran mette in guardia contro intervento militare straniero

Autore: Redazione MTV News Data: 18 giugno 2013 Commenta
Siria, Iran mette in guardia contro intervento militare straniero

Damasco: voler armare i ribelli è " un appello all'omicidio"

Milano, 18 giu. (TMNews) - Il neo eletto presidente iraniano Hassan Rohani ha messo in guardia i paesi stranieri contro ogni intervento militare in Siria, in preda a una guerra civile tra oppositori e fedelissimi del regime di Bashar al Assad. Il successore di Mahmoud Ahmadinejad si è detto inoltre sicuro che la Russia "non permetterà" una no-fly zone sulla Siria.

Rohani in conferenza stampa ha affermato che la crisi siriana deve essere risolta dal popolo siriano. "La crisi siriana deve essere risolta dal popolo siriano. Noi siamo contro il terrorismo, la guerra civile e gli interventi stranieri. Spero che con l'aiuto di tutti i Paesi della regione e del mondo, la pace e la calma ritornino in Siria", ha dichiarato.

"La crisi siriana sarà risolta dal voto dei siriani. Siamo preoccupati per la guerra civile e le ingerenze straniere. L'attuale governo (del presidente Bashar al Assad) deve essere rispettato dagli altri Paesi fino alle prossime elezioni (le presidenziali del 2014, ndr) e in seguito sarà il popolo a decidere", ha aggiunto.

Dura presa di posizione anche da parte del regime di Damasco. I negoziati intavolati dai paesi occidentali - in particolare Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia - sulle armi ai ribelli in Siria rappresentano "un appello all'omicidio", ha affermato il vice ministro degli Esteri siriano, Faysal Meqdad.

"E' il principio di quelli che vogliono la prosecuzione dei massacri in Siria", ha dichiarato Meqdad, interpellato dal quotidiano al Watan sulle frasi dei ministri occidentali che hanno parlato di un "riequilibrio" delle forze in favore degli insorti, che hanno perso terreno di fronte alle truppe di governo e ai libanesi di Hezbollah.

Le posizioni adottate dai ministri di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti sono "un appello all'omicidio e sono inaccettabili a livello umani e morale", ha aggiunto il responsabile siriano, "I siriani devono intavolare un dialogo nazionale senza intervento straniero per arrivare una soluzione pacifica" del conflitto, ha indicato il ministro.

Le forze del regime siriano, spalleggiate dal movimento sciita libanese Hezbollah, hanno ripreso il 5 giugno la roccaforte sciita ribelle di Qusayr, nella provincia centrale di Homs.

http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-22940220

Turchia, governo: contro le proteste se serve pronto l’esercito

Autore: Redazione MTV News Data: 18 giugno 2013 Commenta
Turchia, governo: contro le proteste se serve pronto l'esercito

Ministro Bonino segue la vicenda del fotografo italiano fermato

Milano, 18 giu. (TMNews) - Il vicepremier turco Bulent Arinc ha detto che la polizia userà tutta la sua autorità per sedare le proteste illegali e che se non basterà il governo farà ricorso all'esercito. "Quel che ci viene richiesto è di intervenire se c'è una protesta contro la legge. C'è la polizia, se non basta c'è la gendarmeria, se non basta c'è il Tsk", cioè l'esercito turco, ha detto Arinc in un'intervista televisiva. La polizia "userà tutta l'autorità di cui dispone. Nessuno deve lamentarsi della polizia" ha detto Arinc al canale televisivo Haber, sostenendo che chi critica la polizia è chi vandalizza le città. "Le dimostrazioni sono uscite dall'ambito della protesta per Gezi. Sono uscite dall'ambito della legalità. Non possono continuare nelle strade, nei quartieri. Saranno immediatamente represse e i responsabili saranno processati. Penso che le proteste innocenti cominciate 20 giorni fa siano completamente terminate" ha detto Arinc, secondo quanto riferisce il quotidiano Hurriyet.

Intanto, il ministro degli Esteri Emma Bonino segue personalmente la vicenda del fotografo italiano Daniele Stefanini, dei cui sviluppi viene tenuta costantemente informata. In particolare, la titolare della Farnesina, confidando in una rapida soluzione positiva del caso, ha impartito istruzioni affinché il Consolato Generale a Istanbul continui a garantire costantemente la massima assistenza al nostro cittadino, che si trova attualmente in stato di fermo di polizia in attesa di una decisione sul suo rilascio.

Le condizioni di salute del Signor Stefanini, che vengono monitorate attraverso i necessari controlli ospedalieri, non destano preoccupazioni, si legge in una nota del ministero degli Esteri.

http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-22938860

Il Guardian: Londra spiò i politici stranieri al G20 del 2009

Autore: Redazione MTV News Data: 17 giugno 2013 Commenta
Il Guardian: Londra spiò i politici stranieri al G20 del 2009

Le rivelazioni grazie ai documenti diffusi da Edward Snowde

Milano, 17 giu. (TMNews) - Il Regno Unito spiò i politici e funzionari stranieri che parteciparono nel 2009 a due vertici del G20 tenuti a Londra. A rivelarlo è il Guardian, grazie ai nuovi documenti messi a disposizione da Edward Snowden, il tecnico informatico che ha reso noti i programmi usati dall'intelligence americana per controllare dati telefonici e web.

La rivelazione arriva proprio nel giorno in cui si apre, in Irlanda del Nord, il vertice del G8. Il quotidiano britannico sottolinea che "le attività di spionaggio del G20 sembrano essere state organizzare per lo scopo banale di garantirsi un vantaggio durante gli incontri". Ad essere spiati furono i delegati di Paesi alleati, quali Turchia e Sudafrica, grazie a "capacità di intelligence innovative", scrive il Guardian, riferendo di finti Internet cafe creati dagli agenti per intercettare email, spiare computer e BlackBerry dei delegati, e tenere sotto controllo, 24 ore sue 24, le loro telefonate.

L'ordine di raccogliere le informazioni venne dato da un un alto livello del governo dell'allora premier Gordon Brown, sottolinea il quotidiano.

In Turchia sciopero generale contro la repressione di Erdogan

Autore: Redazione MTV News Data: 17 giugno 2013 Commenta
In Turchia sciopero generale contro la repressione di Erdogan

Il premier difende lo sgombero: piazza Taksim va ripulita

Milano, 17 giu. (TMNews) - Scuole, ospedali e uffici chiusi in tutta la Turchia contro la politica repressiva del governo. Lo sciopero generale è stato indetto dai due principali sindacati del Paese per protestare contro il pugno duro usato dal governo nei confronti dei manifestanti di piazza Taksim, sgomberati con la forza; la polizia secondo quanto denunciato da diversi attivisti ha fatto uso anche di sostanze urticanti mescolate con l'acqua degli idranti che hanno ustionato diverse persone. Una violenza che ha provocato 800 feriti proprio mentre pochi chilometri più in là una folla di un milione di persone ascoltava il discorso del contestato premier Erdogan che ha difeso la reazione del governo contro i manifestanti dicendo che era suo dovere ripulire piazza Taksim.

Un'azione repressiva che non si è ancora conclusa: secondo l'associazione degli avvocati turchi centinaia di persone sono state fermate in tutto il Paese, 350 solo a Istanbul.

http://www.tccb.gov.tr/pages/

Siria, Oxfam: Invio armi aumenta spargimento di sangue

Autore: Redazione MTV News Data: 17 giugno 2013 Commenta
Siria, Oxfam: Invio armi aumenta spargimento di sangue

"G8 disegni piano concreto per rilancio processo di pace"

Roma, 17 giu. (TMNews) - L'invio di armi alle parti in conflitto in Siria non avrà altro risultato che quello di aumentare "lo spargimento di sangue e l'instabilità regionale". E' quanto sostiene l'organizzazione non governativa Oxfam, alla vigilia dei lavori del G8 in Irlanda del Nord. La crisi siriana ha raggiunto "un momento cruciale", sottolinea l'ong: "93.000 persone hanno già perso la vita, otto milioni di siriani hanno bisogno urgentemente di aiuto e 1,6 milioni di rifugiati sono sfollati nei paesi vicini. Le Nazioni Unite hanno lanciato il più grande appello per l'assistenza umanitaria della loro storia".

"E' giunto il momento che il G8 disegni un piano d'azione concreto per rilanciare il processo di pace iniziato a Ginevra coinvolgendo tutte le parti in causa. Ogni soluzione non politica, ed in particolare l'invio di armi alle parti in conflitto aumenterà solo gli spargimenti di sangue e l'instabilità regionale", ha dichiarato Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam Italia.

"E' essenziale che il G8 individui una data certa per la convocazione di una conferenza per la pace in Siria a Ginevra: gli Stati Uniti, la Russia e la Presidenza britannica del G8 hanno espresso il proprio sostegno ad un processo politico, ma chiediamo che a queste parole seguano fatti concreti, anche con il sostegno degli altri paesi G8", ha aggiunto.

"L'Italia ha un ruolo e un interesse particolare a preservare la pace e la stabilità in Siria ed in Medio Oriente. Ci aspettiamo che il nostro paese possa contribuire a fermare il trasferimento di armi e munizioni alle parti in conflitto, sia all'opposizione che al governo, e lavorare per una soluzione politica", ha commentato ancora Bacciotti.

La Conferenza di pace di Ginevra rappresenta "una timida speranza in un quadro preoccupante", secondo Oxfam. Oggi milioni di siriani sono lasciati a loro stessi mentre la comunità internazionale, profondamente divisa, non riesce a fronteggiare le conseguenze umanitarie del conflitto. L'appello delle Nazioni Unite è stato finanziato solo per il 28%, ricorda l'ong.

Oxfam - che collabora con organizzazioni locali in Siria e assiste i rifugiati siriani in Libano e Giordania - chiede al G8 di migliorare l'accesso umanitario all'area, utilizzando la loro influenza sulle parti in conflitto per fare in modo che l'aiuto raggiunga chi ne ha bisogno.

http://www.oxfamitalia.org/

Notte di caos e violenza in Turchia, polizia sgombera Gezi Park

Autore: Redazione MTV News Data: 16 giugno 2013 Commenta
Notte di caos e violenza in Turchia, polizia sgombera Gezi Park

Centinaia di feriti dopo la battaglia di Istanbul

Milano, 16 giu. (TMNews) - Le ruspe e i buldozer sono al lavoro in poche ore hanno hanno smantellano le barricate erette a Gezi Park al termine di una notte di violenza brutale e di caos a Istanbul. Gli scontri nella capitale turca sono scoppiati dopo l'assalto ai dimostranti da parte della polizia, decine di migliaia di persone sono confluite verso Piazza Taksim, arrivando anche dalla sponda asiatica attraverso il Ponte sul Bosforo, per protestare contro il blitz delle forze antisommossa quasi fino quasi all'alba.

La Piattaforma Taksim, i 116 movimenti della contestazione al premier turco Erdogan, ha denunciato le violenze, parlando fra l'altro di 'centinaia di manifestanti feriti' e decine di persone colpite dai proiettili di gomma. La polizia, secondo gli attivisti, ha attaccato indiscriminatamente anche donne e bambini. Ma non solo, alcuni manifestanti e medici hanno denunciato la possibile presenza di agenti chimici nell'acqua usata per gli idranti.

https://www.facebook.com/OccupyGezi La situazione rimane incandescente. Migliaia di persone sono scese in piazza per denunciare l'assalto anche ad Ankara, Smirne e in altre città del Paese. Oggi pomeriggio a Istanbul sono stati convocati due maxi-raduni quasi paralleli. Il partito islamico Akp del premier punta a riunire in un comizio di appoggi a Erdogan centinaia di migliaia di persone. I manifestanti hanno chiesto su twitter che al raduno di protesta ci sia un milione di persone.

Iran, il moderato Rohani nuovo presidente: aperture dagli Usa

Autore: Redazione MTV News Data: 16 giugno 2013 Commenta
Iran, il moderato Rohani nuovo presidente: aperture dagli Usa

Israele resta scettico, Natanyahu: non mi faccio illusioni

Roma, 16 giu. (TMNews) - Il religioso Hassan Rohani, candidato del fronte riformista, è il nuovo presidente della Repubblica islamica dell'Iran. Esponente moderato, Rohani ha ottenuto un grande successo elettorale al primo turno e subito dagli Stati Uniti sono arrivati inviti al dialogo diretto. Ma Israele ha reagito con freddezza: "Non mi faccio illusioni", ha commentato il premier Netanyahu.

Il mondo guarda all'Iran del dopo-Ahmadinejad e spera in una svolta dopo il trionfo di Hassan Rohani, il religioso moderato sostenuto dai riformisti che ha sbaragliato i rivali nella corsa alla presidenza della Repubblica Islamica.

Rohani ha ottenuto il 50,68% dei voti, pari a 18,6 milioni di schede (hanno votato in tutto 36,7 milioni di aventi diritto, pari al 72,7% dell'elettorato) e subito ha tenuto a lanciare la parola d'ordine della "moderazione", che ha celebrato "la vittoria contro l'estremismo".

Parigi, Londra, Roma e Bruxelles vedono nell'elezione di Hassan Rohani alla presidenza dell'Iran un segnale positivo. La Francia, ha detto il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, è pronta a lavorare insieme al nuovo presidente della Repubblica islamica sui diversi dossier, tra i quali quello relativo al programma nucleare, che vede l'Iran impegnato in un braccio di ferro diplomatico con l'Occidente.

Il Foreign Office, dal canto suo, ha invocato un diverso corso, ha detto un portavoce, sui temi del programma nucleare e su quello del rispetto dei diritti politici e umani in Iran, mentre il capo della Farnesina, Emma Bonino, ha preso atto con compiacimento dello svolgimento corretto dell'elezione presidenziale in Iran e confida che, con il nuovo governo del Presidente Rohani, sia possibile lavorare allo sviluppo delle relazioni bilaterali ed avviare senza indugio una stagione di rinnovata comprensione e di dialogo costruttivo tra l'Iran e la comunità internazionale.

Un'apertura di credito a Rohani arriva dagli Stati Uniti, che archiviano l'era Ahmadinejad. Washington è pronta a un dialogo "diretto" con il nuovo presidente, per una soluzione diplomatica alle preoccupazioni internazionali per il programma nucleare di Teheran. Israele, invece, non ci crede. "Circa i risultati elettorali in Iran, non ci facciamo illusioni - afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu - Le pressioni internazionali vanno mantenute".

http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-22925119

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