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Archivio della categoria ‘Esteri’

Pace fra Google e Cina: rinnovata la licenza al motore di ricerca

Autore: Redazione MTV News Data: 10 luglio 2010 Commenta
Pace fra Google e Cina: rinnovata la licenza al motore di ricerca

Continuaerà a operare fino al 2012

Milano, 10 lug. (Apcom) - Google resta in Cina. Il governo di Pechino ha rinnovato la licenza al primo motore di ricerca online al mondo per continuare a operare fino al 2012. E' stata trovata una soluzione di compromesso dopo le tensioni dei mesi scorsi. Ad annunciarlo, senza fornire altri dettagli, è la stessa Internet company americana, che alcune settimane fa aveva teso la mano all'esecutivo di Pechino.

"Era il risultato su cui puntavamo", ha fatto sapere Eric Schmidt, chief executive del motore di ricerca di Mountain View, in California. In cambio Google ha smesso di ri-dirigere automaticamente il traffico in arrivo sul suo sito cinese verso quello di Hong Kong, come faceva dal mese di marzo per evitare di doversi auto-censurare. Il sito di Google-Cina metterà invece a disposizione dei servizi minimi, dall'ascolto di musica alla traduzione dei brani, offrendo agli utenti la possibilità di collegarsi con un clic a Google-Hong Kong per le ricerche vere e proprie.

L'armistizio mette fine, per il momento, al braccio di ferro con Pechino: Google infatti rischiava di perdere la licenza e quindi l'accesso al mercato più promettente del mondo. Oggi in Cina ci sono già 400 milioni di utenti Internet ma il tasso di penetrazione è ancora molto basso, appena il 25% rispetto al 70-80% del Giappone o della Corea del Sud, e quindi il numero è destinato a esplodere.

Restano però i dubbi dei dissidenti cinesi e dei fautori della piena libertà del web, che parlano di capitolazione di Google agli interessi di Pechino.

http://googleblog.blogspot.com/2006/02/human-rights-caucus-briefing.html

Nel Golfo del Messico oltre 27.000 pozzi petroliferi abbandonati

Autore: Redazione MTV News Data: 7 luglio 2010 Commenta
Nel Golfo del Messico oltre 27.000 pozzi petroliferi abbandonati

Un vero "campo minato ambientale" ignorato da decenni

Milano, 7 lug. (Apcom) - Sui fondali del Golfo del Messico si trovano oltre 27mila pozzi di petrolio e gas abbandonati che non sono mai stati ispezionati per accertare eventuali perdite in mare. Un vero "campo minato ambientale" ignorato da decenni. Ora gli esperti temono che il cemento impiegato per sigillare le perforazioni possa erodersi o che la copertura stessa non sia stata applicata scrupolosamente da compagnie petrolifere in cerca di facili e illeciti risparmi.

I pozzi più vecchi sono stati abbandonati negli anni Quaranta, e ciò aumenta i timori di possibili perdite. Dall'inchiesta è emerso che ci sono 3.500 pozzi, classificati come "temporaneamente abbandonati", che le compagnie proprietarie avrebbero dovuto rimettere in funzione entro un anno dalla loro chiusura, stando ai regolamenti vigenti. Questa regola è stata però sistematicamente aggirata, e oltre mille pozzi sono rimasti abbandonati per oltre un decennio.

Ma non è questo il solo problema. Come spiega Roger Anderson, geofisico petrolifero alla Columbia University, il problema è sapere quanto tempo impiega il cemento per disgregarsi. "Non lo sappiamo nemmeno per i grattacieli che hanno tonnellate di cemento nelle loro strutture. Non sappiamo quanto dureranno..." Nel Golfo del Messico, e non solo, si apre un nuovo, inquietante, fronte ambientale.

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/U/US_GULF_OIL_SPILL_ABANDONED_WELLS?SITE=WDUN&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT

Il Dalai Lama compie oggi 75 anni, festeggiamenti a Dharmsala

Autore: Redazione MTV News Data: 6 luglio 2010 Commenta
Il Dalai Lama compie oggi 75 anni, festeggiamenti a Dharmsala

Il leader buddista: "Non ho trascorso invano questi anni"

Roma, 6 lug. (Apcom) - Il Dalai Lama spegne oggi 75 candeline. Una grande celebrazione si è svolta a Dharmsala, nel nord dell'India, dove il leader spirituale tibetano vive in esilio dal 1959. Nello stadio di Himachal Pradesh il premio Nobel per la Pace è stato festeggiato con canti e danze tradizionali.

Di fronte a circa 5.000 tibetani accorsi nella città indiana nonostante le forti piogge, il Dalai Lama ha voluto ringraziare i presenti e ha espresso dolore per il fatto che ai tibetani del Tibet non sia permesso dalle autorità cinesi di festeggiare la ricorrenza.

"Se ricordo il mio passato, sento che non ho trascorso invano questi anni", ha detto il leader spirituale. Intanto, nel vicino Nepal, la polizia ha arrestato almeno 22 tibetani in esilio che stavano tentando di raggiungere Dharmsala, per partecipare alle celebrazioni. Il capo della polizia di Katmandu, Ramesh Kharel, ha spiegato che i tibetani saranno interrogati e successivamente rilasciati.

Fonte: http://www.dalailama.com/

Total e Chevron complici dei crimini del regime birmano

Autore: Redazione MTV News Data: 5 luglio 2010 Commenta
Total e Chevron complici dei crimini del regime birmano

La denuncia dell'Ong EarthRigthts International

Milano, 5 lug. (Apcom) - Le compagnie petrolifere, la francese Total e la statunitense Chevron, presenti in Birmania, alimentano le ambizioni nucleari della giunta militare e si rendono complici di crimini commessi dal regime birmano. Lo afferma l'organizzazione non governativa EarthRigthts International.

Secondo l'Ong, dal 1998 al 2009, i profitti del giacimento di gas di Yadana soni stati di 9 miliardi di dollari, e più della metà è stata attribuita alla giunta al potere, "sostenendo un regime che commette da decenni numerose violazioni dei diritti dell'uomo e finanziando un programma clandestino di acquisizione dell'arma nucleare".

Il giacimento di gas di Yadana, situato nel sud della Birmania, è per il 31% della Total, 28% della Chevron, 25% della compagnia thailandese Pttep e 15% dall'impresa birmana Moge. Su 4,599 miliardi di dollari incassati dalla giunta, "915 milioni sono stati forniti sotto forma di gas naturale per uso locale, il resto è stato versato in contanti", sottolinea Eri in un rapporto pubblicato a Parigi.

L'Ong suggerisce "restrizioni nell'accesso per il regime ai mercati internazionali dei capitali e il congelamento dei beni". "Tenuto contro delle prove acquisite sulle ambizioni nucleari della Birmania, del suo commercio illegale di armi con la Corea del Nord, la comunità internazionale si deve concentrare su ciò che costituisce il principale interesse per il regime birmano: i profitti del gas", sottolinea EarthRigthts International.

http://www.earthrights.org/

La Bp contro la marea nera chiama in aiuto la “nave-balena”

Autore: Redazione MTV News Data: 4 luglio 2010 Commenta
La Bp contro la marea nera chiama in aiuto la nave-balena

Uno skimmer grande come 3,5 campi da calcio aspirerà il petrolio

Milano, 4 lug. (Apcom) - La British Petroleum ci riprova. Nella lotta contro la marea nera nel Golfo del Messico la compagnia petrolifera si farà affiancare da "A Whale", letteralmente balena. Si tratta di un'ex petroliera proveniente da Taiwan, alta dieci piani e grande quanto tre campi e mezzo da football, che dovrà "scremare" le acque marine dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon. Secondo la Bp, A Whale è in grado di aspirare il doppio del petrolio raccolto finora, pari a 53 mila barili al giorno.

Lo skimmer, arrivato mercoledì scorso nel Golfo del Messico, perlustrerà inizialmente un'area campione di 25 miglia quadrate a nord delle acque di Macondo. La guardia costiera statunitense, insieme alla Bp, spera che questa volta si possa trovare la soluzione ad uno dei peggiori disastri ambientali di sempre. Se tutto dovesse funzionare, come dicono i proprietari della "nave-balena", in un giorno si riusciranno ad aspirare 79,5 milioni di litri di acqua sporca d'olio.

Quello del petrolio che ha contaminato le spiagge della Louisiana è diventato davvero un incubo per la compagnia britannica. Oltre ad essere responsabile dell'esplosione della piattaforma il 20 aprile scorso, da alcuni giorni un video in giro per rete solleva sospetti sull'effettiva ripulitura delle spiagge da parte della Bp. Secondo un giornalista freelance, infatti, il greggip che ha raggiunto le coste della Louisiana non è stato rimosso ma solo coperto con sabbia pulita. Un'ombra pericolosa che potrebbe ulteriormente aggravare la posizione della British Petroleum.

http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/site/2931/

Festa in Usa per anniversario dell'Indipendenza dall'Inghilterra

Lapsus di Jefferson in dichiarazione: chiamò sudditi i cittadini

Milano, 4 lug. (Apcom) - Era il 4 luglio del 1776 quando la Commissione dei Cinque guidata da Thomas Jefferson firmava la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America, il documento che segna la nascita degli Usa. Da allora per gli americani questo è un giorno importante che viene celebrato con parate, fuochi d'artificio, pic-nic e tutto quello che possa rendere speciale la festa più importante dell'anno.

Perchè quel 4 luglio di 234 anni fa tredici colonie britanniche della costa atlantica dell'America settentrionale dichiaravano la propria indipendenza dalla madrepatria dando ufficialmente il via alla Rivoluzione americana, che 7 anni dopo si sarebbe conclusa con la vittoria dell'esercito di George Washington sulle forze di re Giorgio III d'Inghilterra.

Quest'anno le celebrazioni si arricchiscono di un particolare in più. Da alcune analisi condotte su una bozza della dichiarazione di Indipendenza risulta che Jefferson in un primo momento abbia indicato gli abitanti delle tredici colonie come "our fellow subjects" ovvero "sudditi" (del re) salvo poi correggere e scrivere "our fellow citizens" concittadini.

Le recenti analisi iperspettrali condotte dai ricercatori della Library of Congress hanno confermato le ipotesi passate secondo cui Thomas Jefferson avrebbe apportato una correzione importante nella stesura del documento. La correzione sembra gettare luce su un passaggio importante tanto per Jefferson quanto per la nazione alla vigilia della rottura del regime monarchico: il momento in cui riconsidera la scelta delle parole e riconosce che gli abitanti dei nascenti Stati Uniti d'America non erano più sudditi di un monarca ma cittadini di una democrazia emergente.

http://www.loc.gov/today/pr/2010/10-161.html

Marea nera, video sul web accusa Bp: nasconde petrolio con sabbia

Autore: Redazione MTV News Data: 3 luglio 2010 Commenta
Marea nera, video sul web accusa Bp: nasconde petrolio con sabbia

Un freelance ha ripreso la spiaggia contaminata dal greggio

Milano, 3 lug. (Apcom) - Un video in circolazione sul web allunga pesanti sospetti sulla British Petroleum, impegnata in Louisiana a ripulire le spiagge dalla marea nera. Un giornalista freelance documenta, infatti, in un video girato proprio sulle spiagge contaminate dal petrolio come questo venga nascosto sotto la sabbia anzichè essere rimosso.

La sabbia che ricopre la maggior parte della spiaggia, spiega il giornalista, ha una consistenza diversa da quella più vicina al mare. Il sospetto è che l'azienda britannica abbia scaricato una sabbia sottile e pulita sul catrame che imbratta tutta la costa. Scavando infatti di qualche centimetro si può toccare, secondo il racconto del reporter, un impasto più denso e oleoso. Ad avallare il sospetto le dichiarazioni di alcuni responsabili locali, che mentre allontanavano il reporter dalla spiaggia considerata off limits per giornalisti e cineoperatori, confermavano che la Bp ha scaricato sabbia pulita nella zona.

Per gli abitanti delle coste del Golfo del Messico non è certo una buona notizia questa: dopo la tempesta Alex che minaccia di spingere ancora acqua inquinata verso le coste, ora il dubbio che la ripulitura avviata dalla Bp sia solo una operazione di facciata.

http://www.huffingtonpost.com/allison-kilkenny/allegations-emerge-bp-is_b_632954.html

Barack Obama: “Legalizziamo i clandestini”

Autore: Redazione MTV News Data: 2 luglio 2010 Commenta
Barack Obama: Legalizziamo i clandestini

Presidente difende il valore dell'immigrazione

Milano, 2 lug. (Apcom) - Un percorso chiaro verso la legalizzazione degli immigrati clandestini negli Stati Uniti. E' questa la proposta di Barack Obama, annunciata nell'atteso discorso all'American University di Washington. In tutto, le persone che vivono illegalmente negli Usa sono 11 milioni, sarebbe "lacerante e impossibile espellerli" ha spiegato Obama sottolineando la poca efficienza dell'attuale sistema sull'immigrazione, come dimostra proprio l'alto numero di clandestini nel Paese.

Secondo il presidente americano è urgente una riforma del sistema di regolamentazione degli stranieri, visto che la questione finora è stata tenuta in ostaggio a fini politici. Obama, infatti, condanna le campagne di paura come la legge approvata in Arizona che entrerà in vigore a fine luglio: la polizia sarà autorizzata a fermare qualsiasi immigrato sospettato di essere un clandestino.

"Noi riceviamo un beneficio economico impareggiabile per il fatto di essere un magnete che attira talenti dal mondo intero - ha dichiarato Obama - Grazie all'arrivo costante di stranieri abbiamo una forza lavoro più giovane dei nostri concorrenti". Il presidente guarda all'immigrazione con un attestato di stima e un motivo di orgoglio per la stessa America poiché "tante generazioni hanno sfidato rischi immani perché hanno creduto che questo è il luogo dove avrebbero conquistato la libertà di lavorare, di parola, di pensiero e religione". Sono gli immigrati, racconta elencando grandi scienziati stranieri, "che hanno fatto dell'America quello che è".

http://www.american.edu/

Triplice attentato kamikaze in un santuario in Pakistan, 42 morti

Autore: Redazione MTV News Data: 2 luglio 2010 Commenta
Triplice attentato kamikaze in un santuario in Pakistan, 42 morti

I talebani pachistani smentiscono ogni coinvolgimento

Milano, 2 lug. (Apcom) - È di 42 morti e oltre 170 feriti il bilancio provvisorio di tre attentati kamikaze che hanno investito ieri sera il Data Darbar, un importante santuario sufi di Lahore, in Pakistan, in quel momento affollato da almeno 3mila persone.

I sospetti sono caduti sui talebani pachistani che, tuttavia, in una nota ufficiale hanno smentito qualunque coinvolgimento nella vicenda. "Noi non attacchiamo luoghi pubblici - ha detto il portavoce del gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp) - questi attacchi sono frutto di complotti da parte di servizi segreti stranieri". Dopo gli attentati è scattata l'allerta massima in tutti i luoghi di culto del Paese.

Il Ttp, creato nel 2007 e considerato legato all'organizzazione terroristica di al Qaida, viene ritenuto responsabile di circa 400 attentati costati la vita a 3.500 persone. Il sufismo, invece, è una corrente del misticismo islamico che si propone di recuperare lo spirito originario dell'insegnamento di Maometto.

http://www.dataganjbakhsh.com/image_version/urdu_site/index_main.php

Marea nera killer, prime zone “morte” nel Golfo del Messico

Autore: Redazione MTV News Data: 1 luglio 2010 Commenta
Marea nera killer, prime zone morte nel Golfo del Messico

Il metano fa diminuire l'ossigeno nell'acqua, animali in fuga

Milano, 1 lug. (Apcom) - Il pozzo sottomarino della British Petroleum da cui continua a fuoriuscire greggio, ha creato nel Golfo del Messico alcune zone "morte", dove la carenza di ossigeno rende la vita impossibile: lo riporta il quotidiano britannico "The Guardian", citando due studi indipendenti.

Gli scienziati hanno rilevato l'esistenza di alcune zone in cui la concentrazione di metano - prodotto dal gas naturale che fuoriesce dal pozzo - è centomila volte superiore ai livelli normali; per questo molti animali si stanno allontanando dalle zone a rischio e si avvicinando alle coste, dove la qualità dell'acqua è migliore. Fino ad oggi gli esperti, che stanno studiando le conseguenze della marea nera sull'ecosistema del Golfo del Messico, si erano concentrati sui rischi rappresentati dalla presenza di greggio e sulle sostanze chimiche impiegate per la bonifica, ma il metano rappresenta un pericolo altrettanto grave perché è in grado di "risucchiare" l'ossigeno presente nell'acqua fino a livelli incompatibili con la presenza di vita marina.

Il problema dell'inquinamento è endemico da queste parti: anche prima della fuga di greggio il Golfo presentava una "zona morta" in corrispondenza della foce del Mississippi, a causa dalla presenza nel fiume di fertilizzanti e di altre sostanze chimiche di origine organica.

http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jun/30/biologists-find-oil-spill-deadzones