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Archivio della categoria ‘Esteri’

Unesco in soccorso della barriera corallina: alt alla discarica

Autore: Redazione MTV News Data: 2 maggio 2014 Commenta
Unesco in soccorso della barriera corallina: alt alla discarica

Minacciato l'inserimento del Reef nella lista dei siti a rischio

Milano, 2 mag. (TMNews) - Grande barriera corallina in pericolo: ora interviene l'Unesco. L'organismo dell'Onu ha espresso un duro ammonimento contro le autorità australiane che hanno autorizzato lo scarico nell'area del parco marino di 3 milioni di metri cubi di detriti derivanti dal drenaggio delle acque per l'allargamento di alcuni porti del gruppo indiano Adani.

Se il governo australiano non ritirerà il provvedimento entro la riunione di giugno del Comitato per il patrimonio dell'Umanità, l'Unesco inserirà la Grande barriera corallina nella lista dei siti in grave pericolo, uno smacco di immagine e politico di non poco conto per l'Australia.

L'Unesco ha sottolineato che l'autorizzazione concessa all'uso dell'area come discarica è stata presa nonostante un precedente avvertimento. L'area della Barriera corallina infatti è già coniderata "indebolita" ed esposta a gravi pericoli di inquinamento.

L'approccio sintetizzato nello slogan "a business-as-usual" - ha sottolineato un portavoce dell'Unesco - non è accettabile in una vicenda simile. Gli interessi di mercato e economici, privati o pubblici che siano, devono dunque fare un passo indietro.

http://en.unesco.org/

http://www.gbrmpa.gov.au/

Salario minimo in Usa: Obama bocciato dal "suo" Senato

Autore: Redazione MTV News Data: 1 maggio 2014 Commenta
Salario minimo in Usa: Obama bocciato dal suo Senato

Aula a maggioranza democratica dice no all'aumento da 7,25 a 10 dollari l'ora

Milano, 1 mag. (TMNews) - Obama bocciato dal "suo" Senato a maggioranza democratica. Il presidente Usa puntava all'aumento del salario minimo da 7,25 dollari l'ora a 10 dollari. Ma in aula solo 42 senatori si sono detti a favore (molti di meno dei 60 necessari per far proseguire il provvedimento) e ben 54 invece si sono pronunciati contrari.

Chi si oppone all'aumento sostiene che l'incremento della paga oraria rallenterebbe la nascita di nuovi posti di lavoro. Il salario minimo a 7,25 dollari l'ora è fermo dal 2009: la soglia potrà essere elevata solo se il Congresso vara una nuova legge, cosa che con la bocciatura della proposta del presidente, sembra ora particolarmente difficile.

http://www.senate.gov/

http://www.ilo.org/global/lang--en/index.htm

Ucraina, est fuori controllo: Kiev teme nuova escalation

Autore: Redazione MTV News Data: 1 maggio 2014 Commenta
Ucraina, est fuori controllo: Kiev teme nuova escalation

In vista festa 9 maggio per vittoria sovietica su nazismo

Kiev, 30 apr. (TMNews) - Due regioni ormai fuori controllo, altre sei a rischio, soprattutto nei prossimi giorni, con il timore e la previsione di una nuova escalation, in concomitanza con le festività di maggio che culmineranno il 9 per le tradizionali celebrazioni della vittoria sovietica sul nazismo, molto sentite nella parte orientale e meridionale dell'Ucraina.

Questo il messaggio poco rassicurante che è uscito dall'incontro del presidente ad interim Olexandr Turchynov con i rappresentanti degli oblast, convocati a Kiev per una riunione straordinaria alla luce del virus indipendentista che sta contagiando tutto il sudest del paese e che potrebbe minare la regolarità delle elezioni presidenziali programmate per il 25 maggio.

Le regioni di Lugansk e soprattutto di Donetsk, dove negli omonimi capoluoghi i separatisti filorussi hanno il controllo dei palazzi amministrativi e anche delle sedi della tv, sono quelle dove il potere centrale ha già ammainato la bandiera. Nella capitale del Donbass e in diversi centri, da Slaviansk a Kramatorsk, da Gorlivka a Mariupol, comandano di fatto i filorussi, tra la complicità e la passività delle forze dell'ordine locali, che in queste settimane hanno lasciato carta bianca ai gruppi estremisti liberi di dettare legge.

Anche il governatore Serghei Taruta, nominato da Turchynov all'inizio di marzo per contenere il bollori separatisti, non ha potuto fare più di tanto e i tentativi di mediazione si sono risolti con la richiesta al governo di un referendum su autonomia e status della lingua russa da tenersi al più presto.

Il governo di Kiev non è però riuscito sino ad ora a dare una risposta concreta. Da un lato le proposte di riforma costituzionale e sulla consultazione popolare sono rimaste nel cassetto, nonostante gli appelli del premier Arseni Yartseniuk a maggioranza e opposizione per accelerare il lavoro parlamentare; dall'altro l'operazione antiterrorismo lanciata la scorsa settimana si è incagliata davanti a un fronte che non coinvolge solo piccoli gruppi armati.

Sotto inchiesta sono finiti oggi i vertici delle squadre speciali Alfa, che si sono rifiutati di seguire gli ordini a Donetsk e Lugansk. Il capo di stato provvisorio ha avvertito che la rivolta rischia di estendersi a macchia d'olio, scendendo dall'oblast di Kharkiv, verso quelli meridionali di Dnipropetrovsk, Zaporirizha, Kherson, Mykolaiv e Odessa, sul Mar Nero. Una sorta di dichiarazione di impotenza, alla vigilia delle feste che si preannunciano incandescenti, con i servizi segreti che hanno lanciato l'allarme di possibili provocazioni, e a pochi giorni comunque dall'11 maggio, giorno in cui gli autonomisti della Repubblica di Donetsk vogliono tenere l'annunciato referendum.

Il governo si trova in una morsa, pressato anche dalla destra radicale paramilitare che non vuole cedere né al separatismo filorusso, né agli inciuci di governo. Ieri sera militanti dell'Assemblea social-nazionalista, formazione vicina a Pravi Sektor, Settore di destra, hanno manifestato a Kiev a favore del pugno di ferro contro la rivolta nelle regioni orientali, accusando le autorità di inefficienza e scontrandosi con dimostranti filogovernativi.

In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano popolare Segodnya, il leader di Pravi Sektor Dmitri Yarosh ha ammesso che la sua organizzazione collabora con le autorità, a partire dal ministero della Difesa, e ha accusato però allo stesso tempo Arsen Avakov ministro dell'Interno, invitandolo a dimettersi per non essere in grado di tenere sotto controllo le forze dell'ordine che nel sudest hanno fatto il gioco dei filorussi.

Per Yarosh, candidato alle presidenziali, "la rivoluzione non è finita". L'ulteriore destabilizzazione dal Donbass al Mar Nero rischia di mettere in pericolo proprio la tornata elettorale del 25 maggio. Avakov ha affermato che si voterà in ogni caso, aggiungendo però che forse non sarà possibile farlo ovunque. Segnale che l'Ucraina, dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia, è a un passo dalla prossima lacerazione.

http://www.bbc.com/news/world-europe-27222023

Sorpasso Cina-Usa: Pechino prima potenza economica entro il 2015

Autore: Redazione MTV News Data: 30 aprile 2014 Commenta
Sorpasso Cina-Usa: Pechino prima potenza economica entro il 2015

Previsione del Financial Times su dati della Banca Mondiale

Milano, 30 apr. (TMNews) - Gli Stati Uniti stanno per perdere il primato di prima potenza economica mondiale: verranno superati dalla Cina forse già entro il 2015, in ogni caso molto prima di quanto previsto dalle analisi pre-crisi che fissavano la data del sorpasso per il 2019.

Si tratta di una vera e propria ridefinizione dei pesi geopolitici, e che sostanzialmente registra i grandi cambiamenti economici e sociali su scala mondiale: gli Stati Uniti detengono il primato fin dal 1872, quando lo sottrassero al Regno Unito.

La previsione è stata elaborata dagli analisti del Financial Times sulla base dei dati dell'ultimo studio dell'International Comparison Program della Banca Mondiale.

Solo nel 2005 l'economia cinese "pesava" circa la metà di quella statunitense. Nel 2011 è arrivata invece all'87%, a causa non solo della crescita a due cifre del Pil del colosso asiatico in quegli anni, ma anche grazie alle modifiche nel metodo di calcolo ora basato anche sulla parità dei poteri d'acquisto, considerato più affidabile per questo tipo di comparazione.

I dati dello studio della Banca mondiale si fermano al 2011 e vedono la Cina a ridosso degli Usa. Ma considerando la crescita cinese del 24% dal 2011 al 2014 a fronte del solo 7,6% di quella americana è difficile non concordare con la previsione dell'imminente sorpasso.

Sovrappopolazione carceraria, allarme Consiglio d’Europa

Autore: Redazione MTV News Data: 30 aprile 2014 Commenta
Sovrappopolazione carceraria, allarme Consiglio d'Europa

Italia al secondo posto con 145 detenuti ogni 100 posti

Strasburgo, 30 apr. (TMNews) - La sovrappopolazione carceraria resta un punto dolente in Europa, secondo il rapporto annuale pubblicato dal Consiglio d'Europa che si basa sui dati raccolti nel 2012.

A fine 2012, "le prigioni erano sovrappopolate in 22 Paesi" dei 47 membri del Consiglio. Globalmente, "le prigioni europee sono piene: la densità media dei penitenziari è di 98 detenuti ogni 100 posti". Ai primi posti per sovrappopolazione carceraria spiccano la Serbia, con 160 detenuti ogni 100 posti, l'Italia con 145 ogni 100 posti, Cipro con 140, l'Ungheria con 139 e il Belgio con 132.

In totale, nelle carceri europee si contavano 1.737.061 detenuti al 1 settembre 2012. Il tasso medio di detenzione nei paesi europei è di 150 carcerati ogni 100.000 persone, si indica nel rapporto. Le percentuali più elevate riguardano principalmente i paesi est-europei. La percentuale media di stranieri sulla popolazione carceraria è del 21%. La spesa media per la detenzione in un carcere era nel 2012 di 103 euro a detenuto al giorno, da un minimo di 3 euro in Bulgaria a un massimo di 620 euro in Svezia.

I reati più frequenti per i quali le persone vengono incarcerate sono il furto (20%), uso o spaccio di stupefacenti (17%), omicidio (13%). L'età media dei detenuti è 36 anni, le donne rappresentano il 5% del totale.

http://europa.eu/index_it.htm

Sciopero 48 ore della London Tube, scatta il piano di emergenza

Autore: Redazione MTV News Data: 30 aprile 2014 Commenta
Sciopero 48 ore della London Tube, scatta il piano di emergenza

Protesta contro chiusura biglietterie, a rischio 960 posti

Londra, 30 apr. (TMNews) - A Londra è scattato un piano di emergenza per lo sciopero di 48 ore dei lavoratori della metropolitana. Il traffico della London Tube: più di 50 delle 270 stazioni metropolitane della capitale britannica sono chiuse, secondo il gestore Transport for London (TfL). Per contenere i disagi, sono stati attivati 266 autobus supplementari e centinaia di volontari sono in strada per aiutare i turisti.

Lo sciopero è stato convocato dal sindacato RMT per protestare contro il progetto di chiudere tutte le biglietterie della rete, con il conseguente taglio di centinaia di posti di lavoro (960 posti) e maggiori rischi per la sicurezza degli utenti. Iniziato alle 9 di lunedì 28 aprile, lo sciopero durerà fino alle 21 di mercoledì 30. Altri tre giorni di protesta sono previsti per lunedì 5 maggio se non ci saranno concessioni da parte dell'azienda.

https://www.tfl.gov.uk/modes/tube/?cid=fs109

http://www.bbc.com/news/uk-england-london-27181215

Primo appello dei familiari di Padre Dall’Oglio per liberazione

Autore: Redazione MTV News Data: 29 aprile 2014 Commenta
Primo appello dei familiari di Padre Dall'Oglio per liberazione

A nove mesi dal sequestro in Siria

Milano, 29 apr. (TMNews) - A nove mesi dal sequestro del gesuita italiano, padre Paolo Dall'Oglio, rapito in Siria il 29 luglio 2013, i familiari hanno formulato questo primo appello per la sua liberazione: "Chiediamo a chi lo detiene di dare a padre Paolo la possibilità di tornare alla sua libertà e ai suoi cari, e a tutte le istituzioni di continuare ad adoperarsi in tal senso".

Attivo per 30 anni in Siria, il gesuita romano vi aveva fatto rientro il 28 luglio scorso per una missione umanitaria e il giorno dopo è stato rapito dai terroristi dell'ISIS, l' esercito islamico dell'Iraq e del Levante, sigla tenebrosa e ritenuta legato ad al-Qaida. Da allora nessuna notizia di lui, neanche una rivendicazione del sequestro. In questi mesi ci sono stati violentissimi combattimenti in tutta la zona di Raqqa, nel nord del Paese.

http://firmiamo.it/per-la-liberazione-di-paolo-dall-oglio

Arrestati e rilasciati Paul Simon e la moglie per violenza

Autore: Redazione MTV News Data: 29 aprile 2014 Commenta
Arrestati e rilasciati Paul Simon e la moglie per violenza

Il musicista: "In 20 anni avremo litigato solo 3-4 volte"

Milano, 29 apr. (TMNews) - "Siamo di certo in un periodo difficile, ma entrambi stiamo bene insieme". Sono le parole pronunciate ieri del cantautore Paul Simon davanti a un giudice di Norwalk, Connecticut, dopo che sabato scorso lui e la moglie, la musicista Edie Brickell, erano stati arrestati per disorderly conduct (un'accusa che comprende una serie di reati minori tra i quali il disturbo della quiete pubblica o l'ubriachezza in pubblico) in seguito a una lite nella loro casa a New Canaan. I due si sono presentati separatamente in tribunale ma durante l'udienza sono rimasti mano nell mano ad ascoltare il giudice: sono stati rilasciati senza ingiunzione protettiva e dovranno ripresentarsi davanti alla giuria tra un mese. Secondo quanto dichiarato dall'avvocato di Simon la polizia è stata chiamata dalla madre di Brickell dopo che l'artista, 72 anni, le avrebbe dato una spinta durante il diverbio.

Il musicista del duo folk Simon and Garfunkel ha poi aggiunto: "Adesso andremo a casa per vedere nostro figlio giocare a baseball (la coppia ha due figli di età compresa tra i 16 e i 20 anni). Abbiamo avuto una discussione, una cosa che succede raramente tra di noi. Nessuno dei due ha avuto paura o una ragione per sentirsi minacciato". Alle sue parole ha fatto eco Brickell: "Non mi ha minacciato". Simon ha anche ricordato che in 22 anni di matrimonio hanno litigato solo 3-4 volte.

Il capo della polizia di New Canaan, Leon Krolikowski, ha dichiarato che l'arresto è stato eseguito rispettando le leggi del Connecticut e che i due artisti hanno collaborato da subito con gli agenti arrivati nella loro abitazione intorno alle 20 di sabato scorso.

Simon aveva raggiunto il successo planetario tra il 1964 e il 1970 (anno dello scioglimento definitivo del suo gruppo) con il duo formato insieme all'amico Art Garfunkel: tra gli album che hanno fatto storia compare quello d'esordio "Wednesday Morning, 3 A.M.", "Sound of Silence" pubblicato due anni dopo, e "Bridge over Troubled Water", l'ultimo disco della coppia il cui singolo (omonimo) è stato il 45 giri più venduto del decennio. Nella corso della sua lunga carriera (con grandi successi anche dopo lo scioglimento del gruppo) Simon ha vinto 12 Grammy. "Bridge Over Troubled Water", "Still Crazy After All These Years" e "Graceland" hanno tutti vinto il premio come Album dell'Anno.

http://www.paulsimon.com/us/home

Greenpeace riparte all’assalto del petrolio russo dell’Artico

Autore: Redazione MTV News Data: 29 aprile 2014 Commenta

La Rainbow Warrior salpata per intercettare una petroliera

Milano, 29 apr. (TMNews) - Greenpeace riparte all'assalto del petrolio russo dell'Artico. La Rainbow Warrior, nave ammiraglia dell'organizazzione ambientalista, è salpata per compiere una delle sue classiche azioni dimostrative contro una petroliera russa che trasporta il primo carico di greggio estratto dalla piattaforma di Gazprom nell'Artico, la stessa che l'anno scorso era stata bersaglio di un ormai celebre raid di Greenpeace.

La nave, che ha lasciato il porto di Rotterdam, dovrebbe raggiungere la petroliera russa, la Mikhail Ulyanov, anch'essa diretta a Rotterdam, nella notte fra martedì e mercoledì.

Il suo capitano è Peter Wilcox, uno degli "Arctic 30", i militanti di Greenpeace arrestati da Mosca a settembre mentre tentavano di scalare la piattaforma di Gazprom, da cui proviene il petrolio imbarcato sulla Mikhail Ulyanov. L'azione di settembre, come quella di oggi, era volta a denunciare i rischi delle trivellazioni petrolifere nell'Artico, zona dal fragile ecosistema. Incarcerati con l'accusa di pirateria, gli "Artic 30" erano stati liberati su cauzione a novembre e poi graziati a dicembre.

http://www.greenpeace.org/international/en/ http://www.greenpeace.org/italy/it/

Iraq senza pace verso le elezioni: 2700 morti da gennaio

Autore: Redazione MTV News Data: 28 aprile 2014 Commenta
Iraq senza pace verso le elezioni: 2700 morti da gennaio

Nel Paese si susseguono gli attacchi e le stragi

Milano, 27 apr. (TMNews) - L'Iraq sembra essere tornato ai momenti peggiori della propria storia recente e sulle imminenti elezioni si stende un velo di sangue. Gli attacchi e le stragi si susseguono e il bilancio è peggiore di quello di una guerra: da gennaio sono state uccise oltre 2700 persone. In questo clima di paura gli iracheni sono chiamati a votare.

A 72 ore dal voto Baghdad è al centro di una sovrapposizione di conflitti, locali e regionali, tali da evocare lo spettro della guerra civile siriana.

Sono almeno 31 le vittime dell'ultimo attacco del gruppo jihadista "Lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante" che ha investito un comizio del partito sciita "Asa'ib Ahl al-Haq", sostenuto dall'Iran e schierato apertamente a favore del presidente siriano Bashar Assad. Portando ad oltre 2700 il bilancio delle vittime di attentati avvenuti da gennaio. La simultaneità fra le tre bombe esplose nella folla e l'immediata rivendicazione jihadista hanno portato il premier, Nuri al-Maliki, a puntare l'indice contro "le interferenze in Iraq da parte dell'Arabia Saudita" pur senza stabilire un legame diretto fra gli attentatori e Riad. Non è la prima volta che al-Maliki imputa alla monarchia wahabita il sostegno a gruppi jihadisti sunniti - lo aveva già fatto in occasione della cattura di Fallujah e Ramadi da parte di Al Qaeda - e ripeterlo a ridosso del voto punta a presentare agli elettori una chiara scelta nelle urne dove la coalizione uscente si erge a garante della stabilità contro le "interferenze esterne".

http://www.bbc.com/news/world-middle-east-27165504

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