
Sempre più pendolari e lavoratori per le difficoltà economiche
Milano, 18 mag. (TMNews) - Gli studenti e le loro famiglie
continuano a credere nella laurea, nonostante la crisi economica
li abbia toccati influenzandone i comportamenti. Rispetto a
qualche anno fa, i giovani studiano di più e sono più soddisfatti che insoddisfatti: più di uno studente su due è pendolare, aumenta il numero di quelli che lavorano e oltre 6 studenti su 10 non hanno ricevuto aiuti economici. Sono alcuni dati che emergono dalla sesta indagine Eurostudent sulle condizioni di vita e di studio degli universitari italiani, presentata oggi all'Università di Verona.
Secondo l'indagine (realizzata dalla Fondazione Rui in
collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca) gli studenti universitari studiano più che nel
passato e la loro settimana di studio è, in termini di bilancio
del tempo, identica a quella di un lavoratore che fa anche
qualche straordinario: 41 ore a settimana. Interpellati sulla
'sostenibilità' dei corsi di studio, gli studenti danno nel 43%
dei casi una valutazione esplicitamente positiva, mentre l'area
del giudizio negativo è meno diffusa, raccogliendo il 37% dei
casi. Fra chi studia in sede, chi è pendolare e chi è fuori sede
a 'stare sui libri' più di tutti sono i fuori sede con oltre 42
ore a settimana.
Il 50,6% degli studenti è pendolare, confermando un trend che si
è manifestato fin dall'avvio della riforma. Il pendolarismo è una vera e propria 'strategia di sopravvivenza' adottata dagli
studenti, in particolare da quanti, in condizioni socio economiche svantaggiate, non possono sostenere i costi dello studio 'fuori sede'. Gli studenti che studiano fuori sede
sono circa il 24% e tre studenti su quattro studiano vivendo
nella famiglia di origine. Di questi, due sono studenti pendolari e uno studia in sede.
Per l'indagine Eurostudent la risposta degli studenti universitari alla crisi economica è stata lavorare di più: quattro studenti ogni dieci (39%) lavorano. A 20 anni gli studenti che lavorano sono il 22%, nella fascia di età 24-27 anni sono il 48%, dopo i 27 anni salgono fino all'83%. Il lavoro saltuario è la forma prevalente fino ai 24 anni, viceversa il lavoro continuativo è di gran lunga prevalente fra gli studenti oltre i 27 anni (68% dei casi). Il lavoro degli studenti è più diffuso fra gli iscritti nelle università del Centro-Nord. L'impegno settimanale medio degli studenti che lavorano è fra le 15 e le 20 ore: l'equivalente di un lavoro part time.
"Eurostudent non può dire se la laurea è ascensore sociale, ma
può indicare se gli studenti e le loro famiglie ci credono o no", dice Giovanni Finocchietti, curatore dell'indagine: "Da questo punto di vista, la risposta è positiva. L'indagine, segnalando le scelte e i comportamenti degli studenti e delle loro famiglie, mette in luce le aspirazioni e le aspettative che muovono quelle scelte. Emerge pertanto che nonostante la crisi abbia eroso i risparmi delle famiglie e quindi la capacità di finanziare gli studi dei figli, i ceti meno abbienti continuano ad investire nella formazione universitaria, vedendo nella laurea un veicolo di mobilità sociale. Dove i costi degli studi diventano troppo onerosi, si mettono in atto strategie di sopravvivenza. Occorre tuttavia ricordare - conclude il direttore di Eurostudent - che l'indagine fotografa la condizione studentesca all'inizio della crisi economica, i cui effetti più dirompenti si stanno manifestando in questo periodo. La sfida si giocherà interamente sulla capacità del sistema universitario, del sistema economico e dei decisori politici di non lasciare gli studenti soli, a fronteggiare l'impatto della crisi economica e a pagarne i costi".
http://eurostudent-italia.it/