
Differenza dell'8,2% rispetto adulti, uno dei più alti dell'Ue
Roma, 16 mag. (TMNews) - Il 22,6% dei bambini italiani, quasi uno su quattro, è a rischio povertà, con uno spread rispetto agli adulti dell'8,2%, uno dei più alti in Europa. Tra i più colpiti, i bambini con un solo genitore, tra i quali quasi uno su 3 è a rischio povertà, e i figli delle giovani coppie, dove il rischio povertà colpisce quasi un minore su 2. Sono gli dati del nuovo dossier "Il paese di Pollicino" di Save the Children che, per tutto il mese di maggio, lancia la campagna "Ricordiamoci dell'infanzia", con le foto di tre bambini che impersonano il premier Monti e i ministri Fornero e Passera da piccoli. Tra le azioni di sensibilizzazione un grande evento il 25 maggio a Roma, altri eventi in 13 città, un appello al governo.
Il dato sul rischio povertà è il più alto degli ultimi 15 anni - con una crescita del 3,3% rispetto al 2006 - e che ha uno spread, un differenziale rispetto agli adulti a rischio povertà, dell'8,2% (gli over diciotto in condizione di forte disagio economico sono infatti il 14,4% della popolazione italiana).
Un dato che schizza a livelli mai registrati finora nel caso di bambini figli di madri sole - per i quali l'incidenza di povertà sale al 28,5% - e nel caso in cui il capofamiglia abbia meno di 35 anni: in questi nuclei 1 figlio su 2 è a rischio povertà. Il Sud e le Isole sono le aree del paese a più alta incidenza di povertà, che raggiunge rispettivamente quasi il 40% (con quasi 2 minori ogni su 5 a rischio povertà) e il 44,7%.










