“Se trasformi ogni luogo in un posto dove dormire, forse sei narcolettico”. Questo lo slogan della Terza Giornata Europea della Narcolessia.
A Bologna il 17 e 18 marzo si discuterà della malattia che colpisce circa 25mila persone in Italia, anche se solo 1000 di loro lo sanno.
I sintomi della narcolessia sono diversi e spesso gravi, come addormentamenti improvvisi diurni, paralisi del sonno, allucinazioni; tuttavia un paziente medio impiega circa 7 anni prima di essere diagnosticato.
Le cause di questa malattia neurologica sono ancora sconosciute, ma colpisce prevalentemente bambini e adolescenti, con un serio impatto sul loro rendimento scolastico e sulle interazioni sociali.
Non esiste ancora una cura per la Narcolessia, ma attraverso una diagnosi accurata si possono implementare farmaci “stimolanti” per combattere la sonnolenza e antidepressivi contro la cataplessia (repentina perdita del tono muscolare in seguito a una forte emozione).
Il sonno notturno è generalmente caratterizzato da numerosi risvegli, ma per combattere i colpi di sonno diurni si possono implementare sonnellini diurni di pochi minuti, che riescono a garantire un’autonomia di circa 2-3 ore.
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