
Lo scrittore ospite al festival della letteratura di Mantova
Milano, 9 set. (Apcom) - Scrivere per scoprire il senso della vita. È questo il messaggio dell'incontro con lo scrittore israeliano Amos Oz, ospite alla 14esima edizione del festival della letteratura di Mantova. Lo scrittore ha presentato il suo nuovo libro "Scene dalla vita di un villaggio", ma non ha perso l'occasione per aprire una finestra su quella auspicata "pace possibile" tra palestinesi e israeliani.
"Tutti lo sanno - ha spiegato - che alla fine ci saranno due Stati e che Gerusalemme sarà la capitale di entrambi. Quello che emerge però è la mancanza di leadership coraggiosa, sia in Israele che tra i Palestinesi. Le opinioni pubbliche sono pronte, ora tocca ai governi. È come se, facendo una metafora ospedaliera, il paziente fosse pronto, seppur malvolentieri, per essere operato, ma i dottori non avessero il coraggio di fare l'intervento".
A accendere però l'entusiasmo del pubblico, al festival che tiene a filo diretto lettori e autori è l'aspetto trascendentale dell'opera di Oz. "Tutte le storie sono enigmatiche, perché la vita è enigmatica". Alla domanda qual è la parola che descrive meglio i soggetti dei suoi libri, lo scrittore israeliano ha risposto "Se dovessi descrivere il soggetto di tutti i miei libri con una sola parola, questa sarebbe 'famiglia'. Se ne potessi usare due, sarebbero 'famiglia infelice'. La famiglia è la cosa più misteriosa, paradossale, complicata,tragica e comica in tutto l'universo" ha concluso.


