
"Vivo compiacimento" di Frattini, "passo avanti" per la Cei
Milano, 2 mar. (Apcom) - La Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato dal Governo italiano contro la sentenza che imponeva di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche. La questione è stata di fatto rinviata alla Grande Camera. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha appreso "con vivo compiacimento" la notizia dell'accoglimento del ricorso, mentre per la Cei è stato fatto "un passo avanti nella direzione giusta".
Frattini ha spiegato di guardare "con fiducia alla successiva tappa del procedimento che si svolgerà presso la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo". "Si conferma - ha continuato il ministro - l'importanza della decisione del Governo italiano e dell'importante lavoro di squadra svolto dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero degli Esteri per far valere un principio di rispetto dei valori profondi del credo religioso cristiano radicato nella grande maggioranza dei cittadini italiani".
Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana di origini finlandesi, che nel 2002 aveva chiesto a una scuola pubblica in provincia di Padova, frequentata dai propri figli, di togliere le croci dalle aule. La donna si era prima rivolta senza successo ai tribunali italiani e poi aveva fatto ricorso alla Corte di Strasburgo che aveva definito la presenza delle croci in classe "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni". Ora la decisione della Corte Europea riapre il caso e rinvia alla grande camera.

