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Crisi, 230 tavoli crisi aziendali: in 2012 a rischio 40mila posti

Autore: Redazione MTV News Data: 1 gennaio 2012
Crisi, 230 tavoli crisi aziendali: in 2012 a rischio 40mila posti

Coinvolti 300mila lavoratori. "Misure per accesso al credito"

Milano, 1 gen. (TMNews) - Il 2012 si apre in salita per le crisi aziendali che coinvolgono almeno 300mila lavoratori. "Le vertenze attive - spiegano a TM News fonti del Ministero dello Sviluppo economico - sono oltre un centinaio, poi ci sono vertenze che invece hanno una dimensione meno pressante e arriviamo a 230 tavoli". A rischio ci sarebbero tra i 30 e i 40mila posti di lavoro.

I settori più colpiti sono trasporti, tessile e telecomunicazioni, ma anche l'auto viene monitorata da vicino. Al centro delle vertenze grandi gruppi come Fincantieri, Termini Imerese (che di recente è stata risolta) e Irisbus, per citare solo le aziende di cui parla più spesso. "Poi abbiamo le aziende in amministrazione straordinaria - spiegano dal ministero dello Sviluppo economico - che sono altrettanto importanti, alcune con tavoli di vecchia data: sono circa 40 e sono quelle su cui c'è ancora un lavoro importante da fare.

Tra le crisi aziendali più grandi, "c'è la Lucchini di Piombino, un problema grande c'è per AnsaldoBreda, poi c'è la Fincantieri che ora è in cassa integrazione ma nei prossimi due-tre anni vivrà una difficoltà crescente anche per la competitività internazionale, che sta diventando molto pressante". Poi ci sono ancora le difficoltà di Fiat. "Per ora abbiamo un risultato positivo di Pomigliano - sottolinea il responsabile dell'Mse - ma abbiamo una cassa integrazione costante in tutti gli altri stabilimenti. Un problema per quanto riguarda il gruppo Fiat c'è, lo stiamo monitorando, anche se non c'è un tavolo Fiat".

Un altro aspetto da tener presente è "il cronicizzarsi di situazioni di crisi nel Sud. Al Sud ci sono situazioni molto complesse che non tendono a uscire dalle difficoltà. Ci sono situazioni molto compromesse: l'ex polo elettronico di Caserta che è un disastro, oppure il ferroviario come la situazione di Firema e AnsaldoBreda a Caserta e Napoli. Per non parlare delle aziende tessili insediate come prima delocalizzazione dal Nord".

Settore molto difficile è anche quello delle telecomunicazioni. "Alcatel ha annunciato un nuovo taglio di organico pesante, Nokia-Siemens ha ridotto tutte le attività produttive e di ricerca, Italtel è in difficoltà. Questo è uno dei punti di sofferenza più importanti e critici".

Cosa fare per aiutare le aziende in questa fase di crisi? "È doveroso intervenire su tutte le cause. Sicuramente un problema importante per evitare che le aziende che vanno bene muoiano è facilitare l'accesso al credito, maggiore disponibilità finanziaria da parte del sistema creditizio. Migliorare poi i sistemi di pagamento da parte della pubblica amministrazione. In terzo luogo favorire l'internazionalizzazione delle imprese, per le quali Passera sta facendo cose importanti rivolgendosi direttamente ai grandi gruppi internazionali".

Fondamentale inoltre "è una maggiore dimensione d'impresa, perché piccolo non è bello. Abbiamo poco appeal internazionale, poche grandi imprese. Tutte queste cose in potenza ci sono ma adesso bisogna concretizzarle.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/

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