
Si allarga la scia di greggio sgorgata dalla piattaforma Bp
Milano, 27 apr. (Apcom) - E' sempre più grande la macchia di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma "Deep Water Horizons" della British Petroleum affondata in mare, dopo un incendio, nel Golfo del Messico il 22 aprile scorso. Da quel giorno, al ritmo di 1000 barili al giorno, il greggio sgorga da valvole e tubature riversandosi in mare. La macchia ha raggiunto una superficie di 1500 km quadrati, quanto una metropoli enorme come Città del Messico, e sta mettendo in pericolo le coste della Louisiana a circa 70 chilometri dal luogo dell'incidente, in cui hanno anche perso la vita 11 persone.
Le operazioni per bloccare le perdite erano sono riprese dopo l'interruzione forzata nel fine settimana a causa del maltempo: all'opera ci sono quattro robot sottomarini pilotati a distanza, 32 imbarcazioni e alcuni velivoli che stanno disperdendo uno spray diluente sulla macchia. Se la missione dei robot dovesse fallire, ipotesi ritenuta possibile da Doug Suttles, responsabile delle ricerche e produzione di Bp, il rischio di un serio danno ambientale sarebbe reale.
Il Wwf ricorda che l'arrivo del petrolio potrebbe dare il colpo di grazia alla biodiversità e di una zona già tragicamente colpita dall'uragano Katrina. Ne risentirebbe anche il sistema riproduttivo del mare, mettendo così in pericolo la pesca. "Al di là dell'adozione di severe norme e regole per evitare simili tragedie, è del tutto evidente che il mondo deve prepararsi a uscire dai combustibili fossili e iniziare una nuova era - ha spiegato Mariagrazia Midulla, responsabile clima del Wwf - Lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi è e sarà sempre più complesso, richiede e richiederà grossi sforzi, e comporta e comporterà sempre nuovi pericoli anche ambientali". L'amministrazione Obama, recentemente, ha dato il via libera a nuove trivellazioni petrolifere proprio nella zona del Golfo del Messico.

