
E Assad appare in pubblico, va in moschea per la fine del Ramadan
Damasco, 18 ago. (TMNews) - Scade oggi il termine della missione delle Nazioni Unite in Siria e gli osservatori Onu hanno già preparato i bagagli per lasciare Damasco. Qualche giorno fa, infatti, il Consiglio di Sicurezza aveva annunciato la fine della missione, data l'impossibilità di garantire la sicurezza degli osservatori, minacciati dagli scontri ininterrotti tra l'esercito e i ribelli.
Intanto, proprio nel giorno che segna la fine del Ramadan, la televisione ufficiale siriana ha mostrato le immagini del presidente Bashar al-Assad nella moschea al Hamad di Damasco in occasione della preghiera per la festività islamica dell'Aid al-Fitr. Assad, in abito scuro, camicia bianca e cravatta grigia è seduto al suolo della moschea, con al suo fianco il primo ministro appena nominato, Wael al-Halaqi, Mohamed Said Bkitan, segretario generale del partito e il presidente del parlamento Jihad Lahham. E' la prima apparizione pubblica, all'esterno del Palazzo presidenziale, del presidente siriano dall'attentato del 19 luglio scorso, costato la vita a quattro fra i suoi più stretti collaboratori.
In merito alla missione Onu, il generale Babacar Gaye ha accusato sia l'esercito regolare siriano che i ribelli di non fare nulla per risparmiare i civili: "Entrambe la parti hanno degli obblighi sotto il diritto umanitario internazionale per accertarsi che i civili siano protetti", ha detto a Damasco il generale, responsabile (uscente) della Missione di supervisione Onu in Siria, "Questi obblighi non sono stati rispettati". La squadra dell'Onu conta 300 osservatori militari che, nel quadro del piano in sei punti di Kofi Annan, avevano l'incarico di sorvegliare il cessate il fuoco previsto dal piano, mai rispettato. Il piano è stato sospeso a giugno, con una riduzione dell'organico degli osservatori, a causa dell'escalation di violenze.
Il Sunday Times ha intanto rivelato che i servizi segreti britannici hanno aiutato i ribelli siriani a lanciare numerosi attacchi riusciti contro le forze del regime di Bashar al Assad. Citando un responsabile dell'opposizione siriana, il giornale scrive che le autorità britanniche "sono al corrente e approvano al 100%" le informazioni segrete che vengono trasmesse dalle basi militari cipriote passate dalla Turchia fino alle truppe ribelli dell'Esercito libero siriano, composto da disertori e da combattenti civili.


