Troppi meccanismi burocratici: voglio tornare a fare il poetastro
Napoli, 10 gen. (TMNews) - Roberto Vecchioni 'getta la spugna' e si dimette da presidente del Forum delle Culture che si terrà a Napoli nel 2013. Al suo posto nominato Sergio Marotta, docente universitario, attualmente vice capo di Gabinetto al Comune di Napoli.
Dopo tre mesi di entusiasmi, titubanze e aspre polemiche, il professor Vecchioni annuncia di voler tornare a fare il "poetastro". In una lettera inviata a "La Repubblica", il cantautore milanese spiega le sue ragioni ricordando che due giorni fa ha inoltrato al sindaco Luigi De Magistris le proprie dimissioni. Nella missiva invita anche al cda del Forum ha sottolineato come "ho dovuto constatare che il lavoro necessario comporterebbe impegni qualitativamente e quantitativamente eccedenti le mie possibilità e responsabilità. Resto profondamente grato a chi per esso aveva indicato il mio nome e nel confermare tutto il mio amore per la città e per i napoletani, dichiaro ampia possibilità a collaborare per quanto saprò e potrò a iniziative e manifestazioni nel corso del Forum o in altre occasioni".
Vecchioni rispedisce al mittente le polemiche e "le chiacchiere basate sul nulla" rispetto al suo compenso e definisce "falsità" quanto riferito in questi mesi anche da certa stampa. "Ho vissuto l'idea del Forum emozionato come un bambino, pensandola come una meravigliosa possibilità per me ma soprattutto per la città...", ma "quando il mondo politico napoletano si divise fra chi arrivava e chi se andava, cominciavo ad avvertire che mi ero infilato - aggiunge Vecchioni - in una specie di bosco di cui non conoscevo né sentieri né piante, tuttavia la parola cultura suonava così forte dentro di me da convincermi che tutto si sarebbe assestato". "Volevo chiamare a raccolta innanzitutto i giovani...volevo coinvolgere gli extracomunitari...mi sarebbe piaciuto far sì che si mettessero in gioco tutti i credenti (parrocchie, moschee, templi) perché l'arte e la fede condividono il futuro e la speranza. Pensavo - continua il cantautore - a un ruolo speciale per le donne e alle associazioni, ai comitati al volontariato...poi c'è stata la realtà e via via che le cose proseguivano diventava sempre più chiaro dentro, che un artista, anche un poetucolo come me, poco ha a che fare con i meccanismi per lui astrusi, arcani, insondabili di qualsiasi realtà politica...".
"Essere presidente del Forum non vuol dire solo occuparsi di cose culturali, ci sono conti, decreti, ingiunzioni, aspetti tecnici, pesi e contropesi politici; bisogna - spiega - saper muoversi tra questi equilibri che a volte non capisco e a volte capisco e non mi convincono o sono semplicemente distanti da me". Dopo essersi definito "molto gratificato" dal fatto che il sindaco lo abbia scelto per presiedere "una manifestazione così importante" giudicando "solamente ciò che ho fatto durante una vita dedicata alla cultura, mai basata su appartenenze di partito". "E' per questo che ho accettato - conclude Vecchioni - ma ho sbagliato: mi sembra giusto che torni a fare quello che so fare. Io resto un poetastro e quello che so fare è scrivere, fare canzoni e cantarle alla gente".
La decisione di lasciare la presidenza del Forum delle Culture è stata annunciata dallo stesso Vecchioni, alle 23 di ieri, nella sua pagina di Facebook. "Cari amici, ci tenevo a farvi sapere per primi che ho dato le dimissioni dal mio controverso ruolo di presidente del Forum di Napoli. Domani - scrive il cantautore di 'Luci a San Siro' - uscirà sul quotidiano 'La Repubblica' un articolo che spiegherà i motivi di questa mia decisione, anche se credo che a tantissimi di voi che mi conoscono saranno già chiari".
"Ingenuamente - aggiunge - pensavo di dover occuparmi solo di cultura: scusate, mi sbagliavo. Torno... a fare il lanciatore di coltelli, che forse mi riesce meglio... Solo due cose. Tenterò di farmi scivolare addosso le chiacchiere, non risponderò e non commenterò tutte le critiche e le voci maligne che metto già in conto: sarà solo, come sempre, quello che faccio a parlare per me". "Infine lasciatemi ringraziare tutti (tantissimi) quelli che mi sono stati vicini in questo periodo non facile in cui l'amore per la città della mia infanzia e per la cultura mi hanno forse fatto pensare di essere diverso da quel che sono. Quello che sono, l'artista, il giocoliere di sogni e di parole, vorrei regalarlo ancora a Napoli", conclude.


