
Dato in crescita rispetto al 2009. Più consapevolezza su rischi
Milano, 9 set. (Apcom) - Sei ragazzi su 10 in vacanza hanno avuto rapporti sessuali, ma il 72% ha usato contraccettivi, il 20% ne ha portati una buona scorta in valigia e il 28% si è protetto di più. Esattamente dodici mesi fa, ben il 58% delle ragazze ammetteva di non utilizzare alcun metodo anticoncezionale.
L'estate del 2010 ha portato una maggiore consapevolezza che fa ben sperare i ginecologi italiani abituati ad un settembre nel quale solitamente si registra il picco di accessi (+30%) agli ambulatori per gravidanze indesiderate e infezioni contratte nei mesi più caldi.
"Siamo lontani da una situazione ideale ma dal nostro sondaggio emerge una certa inversione di tendenza", spiega Giorgio Vittori, presidente della Sigo che oggi a Roma presenta i dati dell'indagine condotta con la campagna "Travelsex". Per 10 settimane (dal 16 giugno al 23 agosto) ha toccato altrettante città in tutta la penisola per distribuire materiale informativo ai giovani e coinvolgerli in un gioco educazionale.
"Abbiamo raccolto 2.983 schede e raggiunto oltre 4.000 ragazzi: i risultati sono migliori di quanto ci aspettassimo", prosegue il presidente della Sigo. In particolare, sembra sia aumentata la consapevolezza, con un 44% che si protegge sempre ad ogni nuovo rapporto e solo il 6% che non ci pensa proprio. Certo, non sono ben conosciuti i limiti e i rischi del coito interrotto, molto usato (23%) ma che non va considerato un metodo contraccettivo e dobbiamo sensibilizzare quel 50% che dichiara di non essere sempre attento.
La campagna itinerante ha toccato Roma, Cornate (Mi), Verona, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Montesilvano (Pe), Salò (Bs) e Trieste e ha coinvolto sia ragazze che ragazzi (rispettivamente il 70% e il 30%), con un'età media di 18.9 anni. Il 57% viveva un rapporto di coppia, l'88% aveva già avuto rapporti sessuali, il 19% con più di 5 partner. Il 61% ha dichiarato di aver vissuto almeno una volta un rapporto occasionale in vacanza.
Inesperienza e disattenzione rendono le ragazze vittime più facili anche di gravidanze indesiderate: nel 2008, secondo i dati del ministero della Salute, nel nostro Paese si sono registrati 4.075 aborti nelle minorenni. E, prosegue la Sigo, vanno potenziati e sostenuti i consultori, un fondamentale presidio sul territorio. Attualmente sono 2.168 pubblici e 114 privati, per un totale di 0,7 consultori per 20.000 abitanti, il 30% in meno di quanto previsto dalla legge 34/1996.

