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Il Senato discute riforma università, ecco le novità principali

Il testo verrà votato giovedì prossimo

Milano, 27 lug. (Apcom) - E' in discussione al Senato il ddl di riforma delle università italiane. Il voto potrebbe arrivare entro giovedì sera, in modo da ottenere l'ok dalla Camera, quello definitivo, entro l'inizio del prossimo anno accademico. Diverse le novità introdotte dalla riforma voluta dal Ministro dell'Istruzione Gelmini che riguardano gli atenei in senso stretto, i ricercatori e i docenti e infine gli studenti.

Per quanto riguarda le Università, che dovranno dotarsi di un codice etico, ci saranno premi per gli istituti più virtuosi e la cancellazione o la fusione delle facoltà meno produttive. Il 7% dei fondi che annualmente lo Stato trasferisce alle università verranno stanziati solo se darà l'assenso l'Anvur, la nuova Agenzia nazionale di valutazione dell'università, istituita di recente dal governo proprio per classificare gli atenei in base al merito. Inoltre, gli istituti che continueranno a far confluire oltre il 90% dei finanziamenti statali negli stipendi del personale, non potranno bandire concorsi

I ricercatori, per la maggior parte contrari alla riforma, potranno rimanere tali non oltre i sei anni. Accederanno, dunque, all'insegnamento attraverso due contratti triennali, se nel corso del secondo triennio il ricercatore riuscirà a vincere il concorso da docente associato, entrerà definitivamente nell'università, altrimenti non potrà più continuare l'attività accademica. I rettori potranno rimanere in carica al massimo otto anni.

Oltre alle borse di studio per gli studenti con scarse possibilità economiche sono previsti fondi che premieranno solo il merito a cui accederanno i ragazzi che dimostreranno maggiori capacità e competenze, attraverso le risposte a dei test standard nazionali. I fondi oltre che statali saranno in parte anche regionali ed eventualmente con il supporto di privati.

Il testo non piace all'opposizione perché, dice la senatrice Pd Mariapia Garavaglia "Il provvedimento non propone una riforma vera e adeguata del sistema universitario italiano" mentre il Pdl difende il lavoro del ministro. "E'un Ddl di riforma" ha dichiarato Mariastella Gelmini "la cui forza è l'organicità".

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