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In Cina basta con compagni, ora ci si chiama signori

Sui bus di Pechino non si usa più l'appellativo comunista

Milano, 1 giu. (Apcom) - Basta compagni, la Cina cambia rotta. Scattano le nuove regole per gli appellativi da usare in pubblico. La svolta lessicale arriva dalla Beijing Public Transportation Holding, ossia la compagnia pubblica che gestisce i trasporti della capitale, che ha invitato i suoi dipendenti ad abbandonare l'appellativo "compagno" entrato in vigore dopo la rivoluzione comunista del 1949.

La parola tongzhi in cinese è composta dalle sillabe tong, "uguale", e zhi, "ideale", a indicare una persona che lotta per una causa comune, in particolare i membri dello stesso partito politico - e ora va abbandonata: per rivolgersi ai clienti dei bus si deve usare "signore" o "signora". Unica eccezione alla nuova norma sono i giovani che, secondo la circolare, possono essere chiamati "studente" o "studentessa".

"L'appellativo di compagno - si legge nel documento ai dipendenti cinesi - non è più indicato per rivolgersi al pubblico". Fino ad oggi chiamare una persona compagno era considerato una forma educata di espressione.

La svolta semantica più significativa di un termine che ha assunto tante diverse sfumature in Cina, però, viene spesso identificata nel 1989, quando un festival di cinema gay a Hong Kong si qualificò come festival di cinema, appunto, tongzhi, e da allora nell'uso corrente questo è il significato di «compagno».

http://www.tuttocina.it/mondo_cinese/128/128_roma.htm