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L'Onu all'Italia: abolire o modificare legge su intercettazioni

Il ministro degli Esteri, Frattini: sono sorpreso e sconcertato

Milano, 13 lug. (Apcom) - Il disegno di legge 1415 sulle intercettazioni "va abolito o rivisto". A queste conclusioni è giunto il rapporto stilato da Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà d'espressione. "Se adottata nella formulazione attuale - si legge nel comunicato - il progetto potrebbe minare la fruizione dei diritti sulla libertà di espressione in Italia" e minacciare la otta alla corruzione e alla criminalità organizzata.

"I provvedimenti - delineati nella bozza attuale del testo - costituiscono un ostacolo al lavoro dei giornalisti che conducono inchieste su materie di pubblico interesse, come la corruzione, in considerazione dell'eccessiva durate dei procedimenti giudiziari in Italia", si legge del comunicato di La Rue.

Pur comprendendo le ragioni che hanno spinto il governo italiano a proporre il disegno di legge per tutelare la privacy, La Rue sostiene che "la bozza, nella sua forma attuale, non costituisce una risposta appropriata a queste preoccupazioni e può costituire una minaccia alla libertà di espressione". Il relatore delle Nazioni unite invita pertanto il governo italiano ad "evitare di adottare la legge nei termini attuali e ad avviare un dialogo proficuo con tutte le parti in causa, in particolare i giornalisti e gli editori, assicurando di prendere in considerazione le loro preoccupazioni".

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si dice "fortemente sorpreso e sconcertato" per la presa di posizione del relatore speciale dell'Onu per la libertà di espressione, Franck La Rue, che oggi ha espresso forti perplessità sul disegno di legge italiano sulle intercettazioni. "In tutti i paesi democratici del mondo - ha commentato Frattini a margine del Milano Med Forum 2010 - non è consentito alla pubblica accusa divulgare prima di una sentenza definitiva elementi di indagine che devono restare segreti. Questo per la semplice ragione che in democrazia si tutelano i diritti anche degli indagati".

"Il processo mediatico - ha proseguito il ministro - è una barbarie, non un principio di diritto. Ecco perché io credo si dovrebbero leggere le proposte legislative prima di fare interventi del genere. In secondo luogo in uno Stato democratico e liberale come l'Italia il Parlamento sovrano decide e sulle proposte in itinere nessuno può interferire".

http://www.un.org/en/

http://www.camera.it/126?pdl=1415-A

http://www.esteri.it/mae/it