
I feretri di Gigli e De Cillis accolti da Napolitano
Milano, 30 lug. (Apcom) - Le salme del primo maresciallo Mauro Gigli e del caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, morti in Afghanistan in un attentato dinamitardo vicino a Herat mercoledì scorso, sono rientrate in patria. I feretri, avvolti nel tricolore e accompagnati dal Generale di Corpo d'Armata Giorgio Cornacchione, comandante del Comando operativo di vertice interforze, sono atterrati all'aeroporto di romano di Ciampino intorno alle 9 di stamani.
Ad attendere le salme dei due soldati, oltre ai familiari e ai commilitoni, c'erano le massime autorità dello Stato: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il presidente del Senato Renato Schifani. Dopo la breve cerimonia funebre che si è svolta ieri pomeriggio ad Herat prima dell partenza per l'Italia, ci saranno le commemorazioni a Roma: la camera ardente è stata allestita al Celio mentre i funerali si svolgeranno alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.
I due genieri sono stati uccisi dall'esplosione di una seconda bomba mentre stavano disinnescando un ordigno. Secondo quanto riferito dal ministro della difesa La Russa Mauro gigli si sarebbe sacrificato salvando altre vite. "In base alle prime informazioni raccolte" - riferisce La Russa in un'informativa al Senato - "il primo maresciallo Mauro Gigli, capo team di bonifica, dopo il primo intervento, resosi conto del pericolo di una nuova imminente esplosione, con sprezzo della propria vita abbia prontamente fatto allontanare gli altri militari presenti nell'area alzando le braccia" e rimanendo sul posto per intervenire insieme all'altro specialista, caporal maggiore capo Pier Davide De Cillis. Secondo la prima ricostruzione, "sembra che con il suo corpo sia riuscito a evitare conseguenze più gravi per il capitano rimasto ferito", ha aggiunto il ministro.

