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Scoperta una stella-mostro, quasi 300 volte più grande del Sole

Si chiama R136a1 e si trova a circa 22mila anni luce da noi

Milano, 22 lug. (Apcom) - Grazie al potente occhio del Very large telescope, in Cile, un gruppo di astronomi ha scoperto una stella-mostro, grande quasi 300 volte più del nostro Sole che si trova a circa 22mila anni luce di distanza dal sistema solare. Questa stella gigante è grande oltre il doppio di quello che finora era ritenuto il limite massimo per le stelle super-massive.

Si chiama R136a1, ed è l'"oggetto" più grande mai visto da quando l'uomo scruta l'universo con i suoi strumenti. È stato individuata utilizzando una combinazione di strumenti del telescopio dell'Eso (European southern observatory), l'osservatorio astronomico europeo che si trova in Cile da dove osserva il cielo dell'emisfero australe.

Gli astronomi, guidati da Paul Crowther dell'Università inglese di Sheffield, hanno scoperto un intero gruppo di stelle dello stesso tipo in due ammassi indicati dalle sigle NGC 3603 ed RMC 136. L'ammasso NGC 3603, a 22mila anni luce da noi, è una specie di "incubatrice cosmica" che cova stelle neonate traendone il materiale dalle nubi di gas e polveri cosmiche che formano la nebulosa dallo stesso nome. RMC 136 è un'altra nube di stelle giovani, supercalde e supermassive, che si trova nella Nebulosa della Tarantola, nella Grande Nube di Magellano distante da noi 165mila anni luce.

Queste grandi stelle in incubazione, milioni di volte più luminose del Sole, sono relativamente giovani, e col tempo perdono massa in seguito all'azione dei venti solari: questo significa che in epoche vicine alla loro nascita erano ancora più grandi. Il gruppo di Crowther ha scoperto diverse stelle con temperature di oltre 40mila gradi, più di 7 volte più calde del Sole, decine di volte più grandi e milioni di volte più luminose. Il "record" è detenuto da R136a1, che, dice Crowther, "avendo poco più di un milione di anni di età, ha perso un quinto della sua massa iniziale, ovvero più di 50 masse solari".

http://www.eso.org/public/italy/news/eso1030/