
A veglia parla di crisi: gente muore di fame ma si pensa a banche
Milano, 19 mag. (TMNews) - La Chiesa non si deve chiudere in se stessa con paura, ma anzi essere aperta alle "sorprese di Dio" e alle "novità dello Spirito Santo", essere coraggiosa per andare per nuove strade: è l'invito di Papa Francesco, che così si rivolge alle migliaia di fedeli riuniti in piazza San Pietro per la messa di Pentecoste, davanti al "popolo" dei movimenti ecclesiali e delle principali associazioni e aggregazioni laicali.
Alla veglia con questi movimenti, alla quale hanno partecipato 200mila persone, il Papa aveva già parlato di una Chiesa che "quando diventa chiusa, si ammala", e deve "uscire da se stessa". Certo, "se uno va fuori, come quando va in strada, può succedere un incidente: ma io vi dico che preferisco mille volte una Chiesa incidentata che una Chiesa malata di chiusura".
Il Pontefice durante la veglia ha anche parlato della crisi economica, ricordando un 'midrash' ebraico sul cantiere della torre di Babele, dove "se cadeva un mattone era un dramma, se cadeva un operaio non succede niente": "Questo succede oggi - ha aggiunto - se calano gli investimenti banche è una tragedia, ma se la gente muore di fame non succede niente. Questa è la nostra Chiesa oggi". Per il Papa, "la testimonianza di una Chiesa povera e per i poeri va contro questa mentalità". "Stiamo attenti non è crisi coltanto economica, culturale, è una crisi dell'uomo. Quello che è in crisi è l'uomo e qullo che può diventare distrutto è l'uomo, per questo è una crisi profonda".
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