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Afghanistan, dieci anni dall’inizio della guerra ma afgani delusi

Autore: Redazione MTV News Data: 7 ottobre 2011 Commenta
Afghanistan, dieci anni dall'inizio della guerra ma afgani delusi

Si attendono cortei anti-Nato, sicurezza rafforzata a Kabul

Roma, 7 ott. (TMNews) - Cade oggi, 7 ottobre, il decimo anniversario dall'inizio dell'operazione militare internazionale che ha portato alla caduta dei talebani in Afghanistan nell'ottobre del 2001, mentre le ong denunciano "un'insoddisfazione crescente e la delusione del popolo afgano". Nessuna cerimonia o evento ufficiale è previsto in occasione dell'anniversario, anche se le autorità si attendono manifestazioni o raduni spontanei di stampo anti-occidentale dopo la tradizionale preghiera del venerdì in moschea. Ieri a Kabul c'è già stato un presidio di circa 200 persone che hanno chiesto a gran voce il ritiro delle truppe della Nato e denunciato la morte di un numero elevato di civili nelle operazioni dell'Alleanza. La sicurezza sarà rafforzata nella capitale dopo diversi attentati sanguinosi che hanno messo in luce la fragilità del governo di Hamid Karzai, sorretto da circa 140mila militari della Nato. "Ci saranno più dispositivi di sicurezza e check point. La polizia è in stato d'allerta", ha spiegato un comandante militare. In settembre l'ex presidente Burhanuddin Rabbani, incaricato di negoziare la pace con i talebani, è stato ucciso a Kabul da un kamikaze che è risultato essere un emissario dei combattenti islamici. Questa morte ha allontanato ulteriormente prospettive di pace già molto fragili, visto che i talebani finora si sono sempre rifiutati di trattare con l'esecutivo Karzai fino a quando le forze straniere non avranno lasciato il paese. Nel resto dell'Afghanistan, la Nato e le forze afgane, che sono destinate a prendere il testimone dalle truppe occidentali entro la fine del 2014, portano avanti le operazioni contro i rivoltosi che negli ultimi anni hanno riguadagnato terreno. Né arrivano notizie migliori sul piano della ricostruzione: "Dieci anni di impegno non hanno portato ai risultati che desideravano vedere gli afgani e le organizzazioni umanitarie internazionali", ha denunciato Acbar, una coalizione di ong afgane e internazionali in un comunicato. "Chiediamo ai governi di raggiungere un accordo forte sulla via da seguire quando ci sarà la Conferenza di Bonn (sulla ricostruzione, ndr) il prossimo 5 dicembre". In uno studio intitolato 'la sanità e l'istruzione in Afghanistan: una conchiglia vuota', Acbar rileva comunque che "il rispetto dei diritti degli afgani alla salute e all'istruzione è enormemente progredito nel corso degli ultimi dieci anni grazie agli importanti contributi dei donatori internazionali". http://www.bbc.co.uk/news/world-south-asia-15213999

La storia di Italo

Autore: Redazione MTV News Data: 28 luglio 2011 Commenta

Anteprima di "La storia di Italo"

Il caporal maggiore Angelo Italo Carta, ha 24 anni ed è originario della Sardegna. Fa il rallista (mitragliere) sui mezzi blindati come il Lince, il mestiere più pericoloso all’interno di una missione. Essere militare è la sua seconda pelle, gli alpini sono per lui sacri, come la bandiera italiana e la divisa: “Quando non la porto per un po’ di tempo, devo assolutamente indossarla per sentirmi dentro di me! Non mi riconosco altrimenti … non posso né voglio essere altro!”.

E’ alla terza missione in Afghanistan.

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La storia di Natascia

Autore: Redazione MTV News Data: 11 marzo 2011 Commenta

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Il caporale Natascia Armaroli, ha 22 anni ed è nata e cresciuta a Rovigo. Ha iniziato la carriera militare dopo il diploma e molti anni di nuoto agonistico. Attende il primo concorso utile per diventare militare in servizio permanente. Negli alpini è arrivata non per scelta, ma perché inviata dal comando superiore. Ha imparato ad amare il corpo vista la grande operatività nelle esercitazioni. Oggi non tornerebbe indietro e sicuramente, qualora potesse scegliere, farebbe nuovamente la scelta del corpo che dice essere tra i più difficili dal punto di vista fisico per una donna. “Vincere la competizione e tenere il passo degli uomini è la cosa più difficile, ma anche la più grande conquista.” Fa il fuciliere e si sta preparando per la sua prima missione in Afghanistan.

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Bomba in Afghanistan: muore un alpino, 4 militari feriti gravi

Autore: Redazione MTV News Data: 28 febbraio 2011 Commenta
Bomba in Afghanistan: muore un alpino, 4 militari feriti gravi

Stavano svolgendo attività di assistenza medica

Milano, 28 feb. (TMNews) - È il tenente Massimo Ranzani il militare italiano deceduto questa mattina nell'esplosione che ha investito un blindato Lince nei pressi di Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan. Sono tutti in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita, gli altri quattro militari rimasti feriti nell'esplosione. "Sono tutti appartenenti al Quinto reggimento alpini di Vipiteno", ha spiegato lo Stato Maggiore della Difesa.

L'esplosione ha colpito il terzo mezzo di una pattuglia che rientrava da un'attività di assistenza medica (Medcap) congiunta con le forze afgane. I militari sono stati evacuati presso l'ospedale militare (Role 2) della base "Shaft" di Shindand, sede del comando della Task Force Centre.

Sono già tre i militari italiani rimasti uccisi in attacchi compiuti da ribelli nell'ovest dell'Afghanistan dalla vigilia di Capodanno scorso, mentre è salito a 37 il numero degli italiani morti dall'inizio della missione, nel 2004.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con "profonda commozione la notizia del gravissimo attentato perpetrato a Shindand, contro il contingente italiano impegnato nella missione internazionale Isaf" e ha espresso i suoi "sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti".

"E' veramente un tormento, è un calvario, tutte le volte ci si domanda se siano sforzi che vanno in porto, lo speriamo vivamente". E' stato questo il primo commento a caldo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla notizia della morte del militare italiano.

http://www.difesa.it/default.htm

La storia di Matteo

Autore: Redazione MTV News Data: 28 gennaio 2011 Commenta

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Il Maresciallo Ordinario Matteo Bettelli ha 28 anni ed è nato a Cremona. Dopo aver fatto il militare di leva in aereonautica ha lasciato l’esercito. Passato qualche anno di vita da civile, ha deciso di arruolarsi di nuovo scegliendo gli alpini: “Per me gli alpini sono uno dei migliori corpi. È un reparto operativo con addestramento sul campo e la possibilità di molte missioni estere. Poi mi piace la montagna. Dopo aver potuto scegliere gli alpini ho anche scelto l’ottavo reggimento in Friuli perché, per quanto strano possa sembrare, la zona mi piaceva molto.”
E già stato in missione in Afghanistan tra il 2008 e il 2009 ed è comandante di plotone.

La storia di Davide

Autore: Redazione MTV News Data: 27 gennaio 2011 Commenta

Anteprima di "La storia di Davide"

Il Caporal Maggiore Davide Ferroli, ha 28 anni e viene da Cormons, in Friuli. E’ figlio e nipote di alpini e si è arruolato a 18 anni nel corpo come volontario in ferma breve. Ma ora sta attendendo il concorso per proseguire nella carriera militare. E’ nato e cresciuto tra le montagne e i valori dell’essere alpino e per lui fare parte del corpo è stata una conseguenza quasi naturale.

La storia di Natascia

Autore: Redazione MTV News Data: 26 gennaio 2011 Commenta

Anteprima di "La storia di Natascia"

Il caporale Natascia Armaroli, ha 22 anni ed è nata e creciuta a Rovigo. Ha iniziato la carriera militare dopo il diploma e anche lei attende il primo concorso utile per diventare militare in servizio permanente. Negli alpini è arrivata non per scelta, ma perché inviata dal comando superiore. Ha imparato ad amare il corpo vista la grande operatività nelle esercitazioni. Oggi non tornerebbe indietro e sicuramente, qualora potesse scegliere, farebbe nuovamente la scelta del corpo che dice essere tra i più difficili dal punto di vista fisico per una donna, ma che danno sulla lunga distanza grandissima soddisfazione. “Vincere la competizione e tenere il passo degli uomini è la cosa più difficile, ma anche la più grande conquista.” Fa il fuciliere.

La storia di Marco

Autore: Redazione MTV News Data: 25 gennaio 2011 Commenta

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Il Caporal Maggiore Marco Li Vigni ha 29 anni, è nato a Palermo ed è vissuto in provincia di Vicenza. Dopo la leva obbligatoria ha frequentato l’Università, ma a 25 anni si è nuovamente arruolato come volontario in ferma prefissata scegliendo gli Alpini. Vuole fare il militare a vita e sta aspettando il concorso per il Servizio Permanente.
Per la seconda volta in missione in Afghanistan, è conduttore di un mezzo Lince: “Il conducente di un mezzo come quello”, afferma, “al contrario di quello che si pensa è in una posizione di forte responsabilità verso i compagni, verso se stesso e verso il mezzo. Quando si è sul Lince in terreni d’operazione militare, bisogna avere non due, bensì più di quattro occhi per poter intravedere possibilità d’ingaggio e soprattutto per evitare le IED”

La storia di Italo

Autore: Redazione MTV News Data: 24 gennaio 2011 Commenta

Anteprima di "La storia di Italo"

Il caporal maggiore Angelo Italo Carta, ha 24 anni ed è originario della Sardegna. Fa il rallista (mitragliere) sui mezzi blindati come il Lince, il mestiere più pericoloso all’interno di una missione. Essere militare è la sua seconda pelle, gli alpini sono per lui sacri, come la bandiera italiana e la divisa: “Quando non la porto per un po’ di tempo, devo assolutamente indossarla per sentirmi dentro di me! Non mi riconosco altrimenti … non posso né voglio essere altro!” E’ alla seconda missione in Afghanistan.

Un militare italiano ucciso in una sparatoria in Afghanistan

Autore: Redazione MTV News Data: 18 gennaio 2011 Commenta
Un militare italiano ucciso in una sparatoria in Afghanistan

Un altro è rimasto ferito nell'attacco alla base di Bala Murgab

Milano, 18 gen. (TMNews) - Un militare italiano, un alpino, è morto e un altro è rimasto ferito nel corso di uno scontro a fuoco all'interno di un avamposto nei pressi della base italiana a Bala Murgab. Il soldato è stato colpito alla testa ed è morto poco dopo, le sue condizione erano subito apparse gravissime.

Il militare italiano ucciso questa mattina in un conflitto a fuoco in Afghanistan era effettivo alla task force su base ottavo reggimento alpino di Civitale del Friuli, che però comprende anche militari di altre specialità. È quanto riferito dallo stato maggiore della Difesa. La vittima era impegnata presso l'avamposto Highlander, fatta oggetto di colpi d'arma da fuoco. Il militare deceduto è un commilitone rimasto ferito a una spalla sono stati trasferiti entrambi presso la base della task force Columbus, che dista circa dieci chilometri dal luogo del conflitto a fuoco.

La dinamica dei fatti è stata spiegata dal generale Massimo Fogari, capo ufficio stampa della Difesa: i militari si trovavano in uno degli avamposti, denominato Highlander, che è stato oggetto di colpi di arma da fuoco. Lo stesso Fogari aggiunge che alcuni aspetti sono ancora da chiarire, ma si apprende che il soldato potrebbe essere stato vittima di "fuoco amico": lo comunicano fonti della Difesa, secondo cui la vittima italiana "forse è stato fatto oggetto di fuoco da personale militare afghano o da una persona che, comunque, indossava una divisa dell'esercito afghano".

Con la morte oggi del soldato italiano ucciso a Bala Murghab sale a 36 il numero degli italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione, nel 2004.

http://www.difesa.it/default.htm