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Marea nera, Bp e Halliburton sapevano che il pozzo era a rischio

Autore: Redazione MTV News Data: 29 ottobre 2010 Commenta
Marea nera, Bp e Halliburton sapevano che il pozzo era a rischio

Gli investigatori: composto sigillante per i pozzi era inidoneo

Milano, 29 ott. (Apcom) - Bp e Halliburton sapevano che il composto di cemento e nitrogeno utilizzato per sigillare i pozzi della Deepwater Horizon non era idoneo a prevenire eventuali incidenti ma lo utilizzarono lo stesso. È questa la conclusione degli investigatori che indagano sulle possibili cause del disastro ambientale nel Golfo del Messico.

"Halliburton e Bp erano a conoscenza del fatto che il tipo di prodotto iniettato nei pozzi era instabile, ma nessuno si è mosso in base a questi dati", scrive Fred Bartlit, il responsabile del gruppo di investigatori, in una lettera inviata alla Commissione d'inchiesta nominata dall'amministrazione Obama per indagare sull'incidente del 20 aprile scorso, aggiungendo che "Halliburton (che ha realizzato la copertura) e Bp avrebbero potuto testare il prodotto prima di utilizzarlo nel pozzo di Macondo".

La copertura in cemento del pozzo realizzata da Halliburton era stata indicata subito come una delle cause possibili dell'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Tre test effettuati sul materiale fornito da Halliburton per sigillare il pozzo, impedire ogni fuoriuscita di greggio e potenzialmente un'esplosione hanno mostrato una certa instabilità del composto, secondo quanto riportato sulla lettera inviata alla Commissione d'inchiesta. Quattro test sono stati condotti sul cemento tra febbraio e aprile e solo uno, l'ultimo, ha dato risultati positivi. Gli altri invece hanno dimostrato l'instabilità dell'impasto di cemento e nitrogeno, poi utilizzato.

Ieri, dopo l'annuncio della Commissione, le azioni di Halliburton sono crollate di oltre il 15% a Wall Street, prima di stabilizzarsi intorno a -10%. Secondo il rappresentante democratico Ed Markey, presidente della commissione dell'Energia e dell'Ambiente del Congresso, le conclusioni della Commissione rafforzano "la responsabilità di Halliburton e di Bp nel disastro". "È come se si costruisse un'automobile sapendo che i freni non funzionano", si legge sul suo comunicato. Markey ha nuovamente attaccato il numero uno di Bp, Bob Dudley, che si è rifiutato di testimoniare davanti al Congresso Usa.

http://www.halliburton.com/

http://www.bp.com/extendedsectiongenericarticle.do?categoryId=40&contentId=7061813

Ambiente, male le metropoli italiane. Torino unica eccezione

Autore: Redazione MTV News Data: 18 ottobre 2010 Commenta
Ambiente, male le metropoli italiane. Torino unica eccezione

Rapporto Legambiente: peggiorano Milano, Roma, Palermo e Napoli

Roma, 18 ott. (Apcom) - Città italiane a misura di ambiente? Niente affatto. E' di nuovo allarme ambientale, infatti, nelle grandi metropoli dello Stivale. Con l'unica eccezione di Torino tutti i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute. Tira veramente una pessima aria a Milano (che peggiora in tutti gli indici della qualità dell'aria e in particolare per le concentrazioni di Ozono: 60 giorni di superamento, erano 41 lo scorso anno), Napoli e Palermo soccombono sotto i cumuli di rifiuti abbandonati nelle strade, incapaci di intraprendere un sistema di raccolta differenziata efficace mentre a Roma i cittadini patiscono ogni giorno gli effetti dannosi di una mobilità scriteriata con centro e periferie invase dalle auto private.

E' quanto risulta dall'annuale report di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei comuni capoluogo italiani realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore e presentato oggi a Firenze. Il dossier e le classifiche proposte sono state redatte tenendo in considerazione una serie di parametri che contribuiscono a rendere migliore o peggiore la qualità di vita di una città dal punto di vista ambientale: dalla quantità di Pm10 nell'aria all'acqua potabile, dalla produzione di rifiuti alla raccolta differenziata, ma anche il trasporto pubblico, le piste ciclabili, il verde urbano e le politiche energetiche.

Bene, invece, alcuni centri più piccoli che hanno saputo organizzarsi 'a misura di ambiente': sul podio della classifica delle migliori ci sono Belluno, Verbania e Parma, poi Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno chiude la 'top ten'. In fondo alla graduatoria, invece, molte città del Sud, in particolare della Sicilia. Tra gli ultimi venti comuni solo la ligure Imperia (93ma) rimane a rappresentare il settentrione: le altre regioni nella coda della graduatoria sono la Calabria (con 4 città), la Campania, la Sardegna e la Puglia. Le laziali Viterbo (84ma), Frosinone (94ma) e Latina (100ma) e la toscana Pistoia (85ma) compongono la rappresentanza del Centro in coda alla classifica. Ultimissime Palermo (101ma), Crotone (102ma) e Catania (103ma).

Ambiente: Pierce Brosnan, da ex 007 a paladino della natura

Autore: Redazione MTV News Data: 8 ottobre 2010 Commenta
Ambiente: Pierce Brosnan, da ex 007 a paladino della natura

L'attore testimonial di Banca mondiale e National Geographic

Milano, 8 ott. (Apcom) - Da ex 007 a paladino dell'ambiente. L'attore Pierce Brosnan insieme al presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick e al presidente del National Geographic global media Tim Kelly ha partecipato alla visione in anteprima del film "Grandi Migrazioni" che verrà trasmesso a partire dal prossimo 7 novembre sul National Geographic Channel.

Brosnan, che sostiene in prima persona alcune importanti cause ambientali, ha pronunciato un discorso nel quartier generale della Banca Mondiale a Washington davanti a molti membri delle 187 delegazioni di tutto il mondo presenti per gli incontri annuali dell'istituzione e del Fondo Monetario Internazionale.

L'obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza dei leader mondiali sulle minacce alla biodiversità e alle specie in pericolo d'estinzione, e di esaminare quali misure possano essere adottate per tutelare gli animali selvaggi.

http://www.nationalgeographic.it/

Fanghi rossi: flora e fauna del Danubio a rischio

Autore: Redazione MTV News Data: 7 ottobre 2010 Commenta
Fanghi rossi: flora e fauna del Danubio a rischio

Il tasso d'alcalinità trovato nelle acqua al di sopra della norma

Milano, 7 ott. (Apcom) - I fanghi rossi fuoriusciti tre giorni fa da una vasca di una fabbrica d'alluminio a Aijka, città a 160km da Budapest, si avvicinano sempre più al Danubio. Stamattina venerdì 7 ottobre, sono state analizzate le acque del fiume Raab, uno dei maggiori affluenti del Danubio ed è stato scoperto un tasso alcalino tra 8,96 e 9,07 superiore al livello normale compreso tra 6 e 8. La flora e la fauna del secondo fiume più grande d'Europa sono ora gravemente minacciate.

La protezione civile e i tecnici continuano i lavori di contenimento del fiume rosso: ieri nel fiume Marcal, un altro degli affluenti, sono stati trovati a galla numerosi pesci morti travolti dalle sostanze chimiche. A dare la conferma del grave danno al corso d'acqua più vicino dell'epicentro del disastro è stato il capo regionale della protezione civile ungherese Tibor Dobson. In tutta la giornata di ieri si è cercato di ridurre il livello di alcalinità delle acque, sperando che i valori potessero tornare alla normalità prima che il fiume Raab si versasse sul Danubio. Così non è stato.

La catastrofe ecologica che ha visto tra giorni fa fuoriuscire 1,1 milioni di tonnellate di sostanze tossiche ha provocato quattro morti, tra i quali una bambina di un anno, i feriti sono stati più di 120, numerosi i dispersi.

www.ecoblog.it

www.ecoage.it

Fango rosso tossico invade l’Ungheria, già quattro le vittime

Autore: Redazione MTV News Data: 5 ottobre 2010 Commenta
Fango rosso tossico invade l'Ungheria, già quattro le vittime

Si teme che melma prodotta da impianto alluminio contamini fiumi

Milano, 5 ott. (Apcom) - Disastro ecologico in Ungheria occidentale. Una riserva di fanghi chimici, scarti di lavorazione di una fabbrica di alluminio, si sono riversati in un villaggio. Almeno quattro residenti sono morti. Di questi, due sono bambini.

Il bilancio del disastro rischia di essere comunque ancor più pesante. All'appello mancano ancora sette persone. Altre 120 sono ferite e presentano per lo più danni dovuti all'alta tossicità chimica dei materiali che si sono riversati per le strade. Le città interessate sono diverse, tra queste le principali sono Kolontal, Dev ecser e Somlovasarhely.

Le autorità di protezione civile hanno proclamato lo stato d'emergenza in tre distretti. Gli effetti della contaminazione sulle persone potrebbero anche manifestarsi dopo giorni dall'esposizione, per cui i medici sono molto prudenti nel fornire cifre.

Dalla riserva dei fanghi s'è riversato per le strade qualcosa come un milione di metri cubi di materiale, che ha colpito un'area di 40 chilometri quadrati. In diversi punti i fanghi sono riusciti ad arrivare al fiume Mercal. Il segretario di Stato alle questioni ambientali Zoltan Illes ha paventato una "catastrofe ecologica", che si potrebbe manifestare se i fanghi dovessero arrivare ai fiumi Raba e Danubio.

Sono circa 390 le persone che sono al momento senza casa. La bonifica della zona sarà lunga, ma questa è ancora la fase dei primi soccorsi. Il proprietario della riserva, la società MAL, ha comunicato che nell'invaso rimane ancora il 96-98 per cento dei fanghi tossici e sono in corso riparazioni per evitare ulteriori fuoriuscite.

http://www.medicinenon.it/metalfree/glossary.html

Lewis Pugh nuota tra i ghiacciai per salvare il Pianeta

Autore: Redazione MTV News Data: 31 agosto 2010 Commenta
Lewis Pugh nuota tra i ghiacciai per salvare il Pianeta

Imprese nei gelidi mari per denunciare le emergenze ambientali

Roma, 31 ago. (Apcom) - Nuota tra i ghiacciai per salvare il Pianeta. È la missione di Lewis Pugh, ex agente delle forze speciali britanniche, che nuota sottozero come un orso polare per denunciare le emergenze ambientali.

Un modo un po' originale e bizzarro per richiamare l'attenzione del mondo sui problemi dell'ecosistema. Pugh, nato a Plymouth nel 1969, è il primo uomo ad aver conquistato il 'Santo Graal' dei nuotatori d'altura, per aver percorso almeno un chilometro in tutti e cinque gli oceani del mondo, compresi Antartide e Polo Nord.

Un nuotatore estremo, ma che sa gestire il proprio corpo, visto che prima di gettarsi nei mari gelidi, riesce ad alzare la temperatura del suo corpo di due gradi centigradi. Batte tutti i record di nuoto su ghiaccio non per entrare nel Guinness dei primati, ma per mettere la sua esperienza a servizio della causa ambientalista.

"Il problema - dice Pugh - è che la teoria del cambiamento climatico è spesso troppo complicata perchè l'uomo della strada la possa comprendere appieno". Gli studiosi si dividono, i dati variano, i politici prendono tempo. E la gente? "Si confonde - replica - mentre non si confonde quando vede qualcuno nuotare attraverso il Polo Nord, in un tratto di mare aperto".

Fonte: http://www.lewispugh.com/pages/default.aspx

Il viaggio di Plastiki fatto di 12.500 bottiglie di plastica

Autore: Redazione MTV News Data: 26 luglio 2010 Commenta
Il viaggio di Plastiki fatto di 12.500 bottiglie di plastica

Ha attraversato il Pacifico in 130 giorni per "Puliamo il Mondo"

Milano, 26 lug. (Apcom) - Arrivo trionfale con tanto di passerella davanti alla Opera House di Sidney per il catamarano Plastiki, una imbarcazione composta da 12.500 bottiglie di plastica recuperate dal mare e tenute insieme da un nuovo materiale riciclabile. Si è concluso dopo 130 giorni di navigazione attraverso il Pacifico il viaggio di 'consapevolezza ambientale' del catamarano che è partito da San Francisco e ha percorso circa 8.000 miglia marine. A bordo dell'imbarcazione di 19 metri, sei eco-marinai che partecipano alla campagna 'Puliamo il Mondo', per portare l'attenzione sui problemi dell'inquinamento degli oceani.

L'idea dell'impresa è venuta David Mayer de Rothschild, 30 anni milionario e anche avventuriero. Il rampollo di una famiglia di banchieri britannici da sempre ha avuto questa fissazione: attraversare l'Oceano su una zattera fatta di bottiglie di plastica di acqua minerale. Si ispira all'impresa del norvegese Thor Heyerdahl che a bordo di Kon-Tiki, una zattera di legno di balsa, attraversò l'Oceano Pacifico nel 1947, di qui il richiamo al nome del catamarano Plastiki.

Il catamarano è dotato di pannelli solari che hanno fornito l'energia elettrica e dalla vela fatta ovviamente di plastica riciclata.

http://www.theplastiki.com/

Fa troppo caldo, il Mediterraneo invaso dalle meduse

Autore: Redazione MTV News Data: 19 luglio 2010 Commenta
Fa troppo caldo, il Mediterraneo invaso dalle meduse

Fenomeno in costante aumento, colpito soprattutto il Tirreno

Milano, 19 lug. (Apcom) - Invasione di meduse nel mar Mediterraneo, dove da 7 anni questi fastidiosi abitanti del mare sono in costante aumento. Un fenomeno che quest'anno colpisce particolarmente il Mar Ligure e il Tirreno, ma anche Adriatico e ionio non sono esenti dalle meduse dove sciami lunghi anche chilometri e di specie diverse raggiungono la riva compromettendo la pesca e il turismo.

Un fenomeno strettamente legato all'innalzamento della temperatura dell'acqua e del caldo di questi giorni. Il numero delle meduse cresce all'interno del bacino Mediterraneo e a segnalarlo non solo i biologici ma anche un numero sempre crescente di bagnanti "sorpresi" dalla loro presenza e, a volte, dai loro urticanti tentacoli.

Sono tre le specie più diffuse nel Mediterraneo: la più comune è la Velella, seguita dalla Pelagia, la più urticante del Mediterraneo e della "caravella portoghese", la Physalia, un esemplare dai tentacoli lunghi fino a 30 metri. In agguato c'e' anche il ritorno della Mnemiopsis leidy, il killer di uova e larve di pesci.

Il dipartimento di biologia marina dell'università del Salento, ha lanciato la seconda edizione della campagna 'Occhio alla medusa', un progetto di 'scienza dei cittadini' attraverso cui la gente invia le segnalazioni e in questo modo contribuisce alla mappatura di questi animali nel Mediterraneo.

http://www.ecoblog.it/post/10893/occhio-alla-medusa-in-aumento-nel-mediterraneo-crea-problemi-a-pesca-e-turismo

Marea nera, test nuovo tappo: risultati meno buoni del previsto

Autore: Redazione MTV News Data: 17 luglio 2010 Commenta
Marea nera, test nuovo tappo: risultati meno buoni del previsto

Ammiraglio Allen: pressione bassa, non escluse altre fughe

Milano, 17 lug. (Apcom) - I risultati dei test al quale viene sottoposto il nuovo tappo collocato dalla British Petroleum sul pozzo sottomarino del Golfo del Messico sono "meno buoni di quanto sperato": lo ha affermato il comandante della Guardia costiera statunitense, ammiraglio Thad Allen.

Allen ha sottolineato in conferenza stampa che i valori di pressione registrati dagli strumenti non sono così alti da escludere la possibilità di altre perdite nel pozzo, ma che occorrerà aspettare almeno altre sei ore prima di stabilire se sarà necessario riaprire le valvole.

La Bp si è al contrario detta ottimista: la cupola tiene e non vi sono indicazioni di fughe di greggio o gas naturale, e i valori della pressione relativamente bassi potrebbero indicare semplicemente che dopo tre mesi di perdite il pozzo sia sul punto di svuotarsi.

Il rischio maggiore è infatti dato dall'elevata pressione del gas naturale e del greggio contenuti nel giacimento - situato a oltre 1.500 metri di profondità - in grado o di provocare una falla nella cupola oppure, eventualità potenzialmente più grave, di farsi strada verso la superficie del fondale creando nuove aperture.

Se nelle prossime ore i tecnici non registreranno anomalie la Bp potrebbe o tenere il pozzo sigillato oppure riaprire in parte le valvole in modo da permettere di recuperare il greggio in superficie, oltre che a eventualmente diminuire la pressione sul sistema ed evitare la creazione di altre fughe.

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

Francia, Gb e Germania: ridurre emissioni CO2 del 30% entro 2020

Autore: Redazione MTV News Data: 15 luglio 2010 Commenta
Francia, Gb e Germania: ridurre emissioni CO2 del 30% entro 2020

Proposta dei ministri dell'Ambiente per migliorare Ue

Parigi, 15 lug. (Apcom) - Portare l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell'Unione europea dal 20 al 30% entro il 2020: è la richiesta dei ministri dell'Ambiente di Francia, Inghilterra e Germania, in un articolo pubblicato oggi sui quotidiani 'Financial Times', 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' e 'Le Monde'.

"Siamo convinti della necessità per l'Ue di adottare un obiettivo di riduzione di emissioni di CO2 del 30%" scrivono i ministri francese, Jean-Louis Borloo, tedesco, Norbert Röttgen e britannico, Chris Huhne. Per i tre ministri, questa scelta, che non trova l'unanimità nei 27, rappresenta "un reale tentativo di limitare l'aumento delle temperature nel mondo di due gradi", ma anche "una scelta economica giudiziosa".

Secondo Borloo, Röttgen e Huhne, l'innalzamento dell'obiettivo europeo permetterebbe di migliorare la sicurezza energetica dell'Ue e di rafforzare la ripresa economica nel momento in cui "è già cominciata la corsa mondiale verso un'economia durevole con limitate emissioni di carbone".

Ricordando che la recessione ha comportato una riduzione sensibile dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, i tre ministri sostengono che il costo attuale del carbone è "troppo basso per avviare investimenti significativi in occupazione e tecnologie verdi".

Secondo i tre ministri, "il passaggio all'obiettivo della riduzione del 30%" permetterebbe maggiori certezza per gli investitori, il rilancio dell'occupazione, la crescita economica, il rafforzamento della sicurezza energetica e una più efficace lotta contro il riscaldamento del clima.

http://www.lemonde.fr/idees/article/2010/07/15/il-faut-reduire-de-30-le-taux-des-emissions-de-carbone_1388200_3232.html#ens_id=1384648

http://europa.eu/index_it.htm

http://www.gouvernement.fr/gouvernement/jean-louis-borloo

http://www.norbert-roettgen.de/

http://www.decc.gov.uk/en/content/cms/about/chris_huhne/chris_huhne.aspx.