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Marea nera, posato il nuovo super tappo per fermare il greggio

Autore: Redazione MTV News Data: 13 luglio 2010 Commenta
Marea nera, posato il nuovo super tappo per fermare il greggio

Bp ancora col fiato sospeso, 48 ore di test

Milano, 13 lug. (Apcom) - Forse si è arrivati a una svolta cruciale nella lotta che dura da mesi contro il greggio che inquina il golfo del Messico. La Bp è riuscita a posare il nuovo 'tappo' sul pozzo di petrolio. Questa nuova copertura dovrebbe riuscire a contenere definitivamente la fuga dei milioni di litri di greggio che si riversano ogni giorno nel mare. Il nuovo imbuto, Top Hat 10, il nuovo imbuto sostituisce il modello precedente che raccoglieva al massimo 25.000 barili di petrolio, contro i 35.000-60.000 che sgorgavano dal pozzo.

Le prossime 48 ore saranno cruciali per capire se l'operazione ha avuto successo. La British Petroleum non si sbilancia e ha sottolineato come questa operazione sia assolutamente eccezionale e senza precedenti "a questa profondità e in queste condizioni". Se il super tappo dovesse funzionare, la Bp conta entro inizio agosto di riuscire a mettere in opera i due primi nuovi pozzi di soccorso che dovrebbero bloccare definitivamente la fuga di greggio.

Nel frattempo è giunta in Florida la First Lady, Michelle Obama, che ha invitato i turisti a non abbandonare la costa del Golfo: "E' importante per il resto del Paese sapere che questi posti continuano ad essere vivi e belli come lo sono sempre stati in precedenza".

http://www.bp.com/bodycopyarticle.do?categoryId=1&contentId=7052055

Strage di pesci nel fiume Lambro per il caldo

Autore: Redazione MTV News Data: 10 luglio 2010 Commenta
Strage di pesci nel fiume Lambro per il caldo

Scarse piogge e poco ossigeno, si temeva emergenza inquinamento

Milano, 10 lug. (Apcom) - Moria di pesci sulle sponde del fiume Lambro, all'interno del Parco di Monza, vicino al punto in cui a venne sversato il petrolio nel febbraio scorso dall'ex raffineria di Villasanta. Si pensava a una nuova emergenza inquinamento, ma in realtà la colpa è tutta del caldo che asciuga il fiume e non permette una buona ossigenazione delle acque.

Gli abitanti della zona hanno immediatamente pensato alle conseguenze di quanto era accaduto il 23 febbraio scorso, quando dalla Lombarda Petroli, erano stati sversate 2.600 tonnellate di gasolio e olio combustibile finite malauguratamente proprio nel Lambro e di qui fino al Po. Fortunatamente non ci sono stati nuovi incidenti e il mistero dei pesci morti è stato rapidamente svelato.

I tecnici del Parco e i tecnici dell'Arpa hanno effettuato delle analisi delle acque del fiume. Non sono state trovate sostanze inquinanti. È stata rilevata, invece, una presenza inferiore alla media di ossigeno (7,7 mlg per litro contro una media stagionale di 9.2 mlg per litro).

La maggior parte di pesci morti è stata rinvenuta "in tratti di fiume dove l'acqua era molto poca, con temperatura molto alta e dove la presenza di ossigeno era particolarmente bassa", spiegano gli esperti. Elementi che portano a ritenere che la morte sia da attribuire "non a un'azione inquinante, ma a cause naturali e in particolare da tre fattori: scarsità delle piogge, scarsità dell'acqua del fiume e mancanza di ossigeno".

http://www.parcovallelambro.it/parcovallelambro/

Gli europei mangiano più pesce di quanto ne nasca nei nostri mari

Autore: Redazione MTV News Data: 10 luglio 2010 Commenta
Gli europei mangiano più pesce di quanto ne nasca nei nostri mari

Da 9 luglio costretti a importarlo da altri Paesi. Allarme Nef

Milano, 10 lug. (Apcom) - I cittadini europei stanno consumando più pesce di quanto se ne riesca a riprodurre nei nostri mari. Con il risultato che per portare pesce sulle tavole del Vecchio Continente si dovrà cominciare a importarlo dal resto del mondo. A lanciare l'allarme è il rapporto "Fish dependence" delle associazioni Nef e Ocean2012.

Secondo lo studio infatti le scorte di pesce europee sono ormai esaurite, e da ieri, 9 luglio, il Vecchio Continente, ha dovuto iniziare ad acquistare pesce dagli altri Paesi. Il problema è che in un contesto di risorse finite per definizione e con popolazione e consumi in crescita, il modello alimentare seguito dagli europei sta diventando insostenibile. In media ogni anno un europeo mangia 25,6 chilogrammi di pesce, circa 10 chili in più rispetto ai 16,4 di media del resto del mondo. Per capire i rischi impliciti in questi comportamenti basti pensare che 15 anni fa i magazzini restavano pieni di pesce fino al due settembre. Oggi due mesi prima sono già vuoti. L'aumento della dipendenza dall'estero, poi, ha implicazioni sia per quanto riguarda le scorte degli altri Paesi sia per le comunità che dipendono da questa attività economica.

Per completare il quadro della situazione occorre aggiungere altri due elementi: il calo della pescosità dei nostri mari e la tipologia dei pesci consumati. Nel primo caso va detto che il pescato delle acque europee cala ad un ritmo del 2% l'anno, complice anche la presenza di sostanze chimiche riversate in mare. Il secondo elemento attiene invece ad abitudini alimentari scorrette: sempre più frequentemente, infatti, le scelte dei consumatori europei ricadono su pesci facili da preparare e da mangiare. In questo modo le scorte di pesce spada, sogliole o vongole, solo per citarne qualcuno, si esauriscono, mentre per pesci meno noti, come gli sgombri, i lacerti, tipici pesci azzurri, non c'è mercato perchè nessuno li vuole.

http://www.neweconomics.org/publications/fish-dependence

Nel Golfo del Messico oltre 27.000 pozzi petroliferi abbandonati

Autore: Redazione MTV News Data: 7 luglio 2010 Commenta
Nel Golfo del Messico oltre 27.000 pozzi petroliferi abbandonati

Un vero "campo minato ambientale" ignorato da decenni

Milano, 7 lug. (Apcom) - Sui fondali del Golfo del Messico si trovano oltre 27mila pozzi di petrolio e gas abbandonati che non sono mai stati ispezionati per accertare eventuali perdite in mare. Un vero "campo minato ambientale" ignorato da decenni. Ora gli esperti temono che il cemento impiegato per sigillare le perforazioni possa erodersi o che la copertura stessa non sia stata applicata scrupolosamente da compagnie petrolifere in cerca di facili e illeciti risparmi.

I pozzi più vecchi sono stati abbandonati negli anni Quaranta, e ciò aumenta i timori di possibili perdite. Dall'inchiesta è emerso che ci sono 3.500 pozzi, classificati come "temporaneamente abbandonati", che le compagnie proprietarie avrebbero dovuto rimettere in funzione entro un anno dalla loro chiusura, stando ai regolamenti vigenti. Questa regola è stata però sistematicamente aggirata, e oltre mille pozzi sono rimasti abbandonati per oltre un decennio.

Ma non è questo il solo problema. Come spiega Roger Anderson, geofisico petrolifero alla Columbia University, il problema è sapere quanto tempo impiega il cemento per disgregarsi. "Non lo sappiamo nemmeno per i grattacieli che hanno tonnellate di cemento nelle loro strutture. Non sappiamo quanto dureranno..." Nel Golfo del Messico, e non solo, si apre un nuovo, inquietante, fronte ambientale.

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/U/US_GULF_OIL_SPILL_ABANDONED_WELLS?SITE=WDUN&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT

Legambiente, Oscar per il Comune riciclone va a Ponte nelle Alpi

Autore: Redazione MTV News Data: 6 luglio 2010 Commenta
Legambiente, Oscar per il Comune riciclone va a Ponte nelle Alpi

Sono 12 milioni gli italiani che fanno la raccolta differenziata

Roma, 6 lug. (Apcom) - Va a Ponte nelle Alpi, in provincia di Biella, l'Oscar del riciclo assegnato da Legambiente al comune che gestisce al meglio i propri rifiuti. Secondo il rapporto "Comuni Ricicloni 2010", il Nord si piazza in cima alla classifica delle località più virtuose. Se la Sardegna risulta essere leader tra le Regioni emergenti, Salerno si conferma campione del Sud.

A livello regionale è il Veneto a svettare in cima alla classifica con una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%.

Al sud, invece, in Campania sono 84 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Spiccano poi le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta nella storia di comuni ricicloni, di uno della Puglia, quello di Monteparano, in provincia di Taranto.

"Nonostante l'imperdonabile silenzio di molti media nazionali, ci sono regioni come la Sicilia che vivono una grave emergenza rifiuti con montagne di immondizia in strada, spesso oggetto di pericolosi incendi - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Con la scusa della crisi palermitana, ancora una volta il governo vorrebbe imporre un commissariamento e realizzare altri mega inceneritori. Soluzione niente affatto utile perché, nella migliore delle ipotesi, entrerebbero in funzione tra 5 anni. Il modello da seguire esiste già anche sull'isola ed è costituito dai comuni ricicloni trapanesi e agrigentini che hanno performance di raccolta e riciclaggio paragonabili a quelli del Nord Italia. La rinascita del centro-sud deve partire dalle migliori esperienze ormai consolidate: le grandi città, a partire dalla Capitale, devono seguire l'esempio di Salerno, che ha finalmente sfatato il mito dell'impossibilità di fare la raccolta domiciliare su tutta l'area urbana".

Anche sul fronte della sensibilità della popolazione verso il riciclo qualcosa si comincia a muovere. Sono infatti 12 milioni gli italiani coinvolti nelle pratiche di raccolta differenziata nei 1488 che quest'anno rientrano nella classifica virtuosa di "Comuni Ricicloni 2010".

http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=3&contenuti_id=1322

Legambiente contro gli incendi con “Non scherzate col fuoco”

Autore: Redazione MTV News Data: 4 luglio 2010 Commenta
Legambiente contro gli incendi con Non scherzate col fuoco

Fine settimana dedicato a salvaguardia dei boschi in tutta Italia

Roma, 4 lug. (Apcom) - Appuntamenti in tutta Italia anche oggi con "Non scherzate col fuoco", la grande campagna di Legambiente e del dipartimento della protezione civile che, per l'ottavo anno, coinvolge i cittadini in attività di monitoraggio, prevenzione e informazione sugli incendi boschivi. Ogni anno i roghi tornano puntuali con l'inizio dell'estate, devastando milioni di ettari del nostro patrimonio forestale.

Una due-giorni, partita ieri, ricca di iniziative, organizzata con il patrocinio del corpo forestale dello Stato e in collaborazione con gli scout dell'Agesci, l'Arcicaccia, il centro sportivo e attività per l'ambiente, la Coldiretti, l'associazione nazionale vigili del fuoco in congedo, la Regione Marche e la Regione Siciliana, per attirare l'attenzione delle amministrazioni locali e dei cittadini, chiamati a difendere il patrimonio forestale dei nostri territori.

L'appuntamento nazionale è stato ieri a Bari, mentre oggi, tra le altre iniziative, a Roma presso il Parco della Cellulosa i volontari del Circolo Parco della Cellulosa, in collaborazione con Legambiente Lazio, organizzano una pulizia straordinaria del parco, in preparazione del periodo estivo.

http://www.legambiente.eu/campagne/intro/nonScherzateColFuoco.php

http://www.legambiente.eu/

http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?cms_pk=18269&dir_pk=187

La Bp contro la marea nera chiama in aiuto la “nave-balena”

Autore: Redazione MTV News Data: 4 luglio 2010 Commenta
La Bp contro la marea nera chiama in aiuto la nave-balena

Uno skimmer grande come 3,5 campi da calcio aspirerà il petrolio

Milano, 4 lug. (Apcom) - La British Petroleum ci riprova. Nella lotta contro la marea nera nel Golfo del Messico la compagnia petrolifera si farà affiancare da "A Whale", letteralmente balena. Si tratta di un'ex petroliera proveniente da Taiwan, alta dieci piani e grande quanto tre campi e mezzo da football, che dovrà "scremare" le acque marine dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon. Secondo la Bp, A Whale è in grado di aspirare il doppio del petrolio raccolto finora, pari a 53 mila barili al giorno.

Lo skimmer, arrivato mercoledì scorso nel Golfo del Messico, perlustrerà inizialmente un'area campione di 25 miglia quadrate a nord delle acque di Macondo. La guardia costiera statunitense, insieme alla Bp, spera che questa volta si possa trovare la soluzione ad uno dei peggiori disastri ambientali di sempre. Se tutto dovesse funzionare, come dicono i proprietari della "nave-balena", in un giorno si riusciranno ad aspirare 79,5 milioni di litri di acqua sporca d'olio.

Quello del petrolio che ha contaminato le spiagge della Louisiana è diventato davvero un incubo per la compagnia britannica. Oltre ad essere responsabile dell'esplosione della piattaforma il 20 aprile scorso, da alcuni giorni un video in giro per rete solleva sospetti sull'effettiva ripulitura delle spiagge da parte della Bp. Secondo un giornalista freelance, infatti, il greggip che ha raggiunto le coste della Louisiana non è stato rimosso ma solo coperto con sabbia pulita. Un'ombra pericolosa che potrebbe ulteriormente aggravare la posizione della British Petroleum.

http://www.deepwaterhorizonresponse.com/go/site/2931/

Robert Kennedy, nipote di Bob, in difesa del fiume Lambro

Autore: Redazione MTV News Data: 4 luglio 2010 Commenta
Robert Kennedy, nipote di Bob, in difesa del fiume Lambro

Testimonial associazione ambientalista, ha disceso corso in kayak

Milano, 4 lug. (Apcom) - Robert Kennedy III, nipote omonimo di Bob, assassinato a Los Angeles nel 1968, si schiera in favore del Lambro, dopo il disastro ambientale che ha coinvolto il fiume con lo sversamento di idrocarburi. Kennedy è testimonial dell'associazione ambientalista Waterkeeper Alliance, che si occupa i tutelare i corsi d'acqua: questa mattina ha disceso il corso del fiume in kayak, insieme a una ventina di altre canoe.

"E' da tanto tempo che volevo conoscere questo posto. E' anche più affascinante di quanto mi aspettassi" ha detto Kennedy, che ha 25 anni, prima della partenza. Con la sua partecipazione alla discesa del Lambro, è iniziata una collaborazione con la provincia brianzola e il Parco della valle del Lambro.

"Abbiamo intenzione di mettere a disposizione dell'associazione la sua prima sede italiana proprio lungo il Lambro, e abbiamo pensato allo storico Mulino a Peregallo, nel comune di Briosco" ha detto il presidente del Parco, Emiliano Ronzoni, che ha partecipato all'iniziativa.

Alla discesa in canoa hanno partecipato una ventina di imbarcazioni con a bordo circa trenta persone. Il giovane Kennedy, esperto di kayak, è sceso da solo e ha fatto più volte su e giù nei vari tratti del percorso, aspettando gli altri. Ad assistere molti curiosi, insieme ad alcuni sindaci: in occasione del 4 luglio, Kennedy ha ricevuto in regalo una maglietta con stampata la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uiti, ma scritta in dialetto.

Il gruppo è partito dal mulino di Baggero a Merone, nel comasco, per arrivare a quello di Peregallo.

Obama stanzia 2 miliardi di dollari per impianti a energia solare

Autore: Redazione MTV News Data: 3 luglio 2010 Commenta
Obama stanzia 2 miliardi di dollari per impianti a energia solare

Finanziamenti a due aziende: creeranno migliaia di posti lavoro

Milano, 3 lug. (Apcom) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel suo consueto discorso del sabato alla radio, ha annunciato lo stanziamento di circa 2 miliardi di dollari per lo sviluppo di nuovi impianti a energia solare che, a suo dire, creeranno migliaia di posti di lavoro e faciliteranno il ricorso dell'intero paese alle energie rinnovabili. Il provvedimento, afferma l'inquilino della Casa Bianca, rientra nell'ambito degli sforzi per un ulteriore sviluppo industriale negli States.

Due le società che riceveranno i fondi governativi, la Abengoa Solar e la Abound Solar Manufacturing. La prima costruirà uno degli impianti a energia solare più grandi del mondo in Arizona, creando circa 1.600 nuovi posti di lavoro; la seconda, invece, costruirà i suoi stabilimenti in Colorado e in Indiana. L'amministrazione Obama ritiene che questi progetti saranno in grado di creare oltre 2.000 posti di lavoro nel settore edile e altri 1.500 in altri campi a tempo indeterminato.

L'annuncio di Obama giunge all'indomani dei dati in chiaroscuro comunicati sul mercato del lavoro negli Usa. A giugno il tasso di disoccupazione ha segnato un inatteso calo, al 9,5 per cento contro il 9,7 per cento del mese precedente. Ma allo stesso tempo a riflesso del venir meno di 225 mila posizioni temporanee che erano state create per un censimento nazionale, complessivamente sono stati persi 125 mila posti di lavoro, più del previsto. Nel solo settore privato sono stati creati 83 mila nuovi posti, in miglioramento rispetto a maggio ma meno dei 112 mila attesi in media dagli analisti.

Obama ritiene che l'America sta andando "nella giusta direzione ma non abbastanza rapidamente per la maggior parte degli americani". Un processo che procede a rilento, secondo il presidente, anche per responsabilità dei Repubblicani che "stanno giocando a Washington il loro vecchio ruolo e usano il loro potere per rallentare la ripresa".

http://www.whitehouse.gov/the-press-office/weekly-address-president-obama-touts-nearly-2-billion-new-investments-help-build-a-

Mille miliardi di sterline per “decarbonizzare” l’inghilterra

Autore: Redazione MTV News Data: 30 giugno 2010 Commenta
Mille miliardi di sterline per decarbonizzare l'inghilterra

Obiettivo "energia verde" da raggiungere nei prossimi 20 anni

Milano, 30 giu. (Apcom) - La Gran Bretagna ha bisogno di mille miliardi di sterline (1.225 miliardi di euro circa) per sostituire e "decarbonizzare" le sue infrastrutture nei prossimi 20 anni. Lo afferma un rapporto della Commissione per la Banca per gli investimenti verdi, compilato per conto del Governo. Il rapporto, commissionato dal governo laburista lo scorso anno, spiega come la banca verde potrebbe funzionare per favorire gli investimenti a bassa Co2 necessari nel paese. Con una stima di 50 miliardi di sterline l'anno la commissione afferma che lo sforzo necessario è "di una scala mai vista dopo la ricostruzione seguita alla Seconda guerra mondiale".

Il nuovo cancelliere dello Scacchiere, George Osborne nel suo budget ha promesso di "far avanzare" il progetto della Banca per gli investimenti verdi, ma mancano i dettagli su come verrà finanziata dal governo e dagli investitori privati. Gregory Barker, ministro dell'energia e del cambiamento climatico, ha detto che la coalizione di governo studierà le conclusioni del rapporto, ma non prenderà decisioni prima della revisione generale della spesa pubblica il 20 ottobre. Secondo il rapporto la banca potrebbe ragccogliere 12 miliardi i sterline l'anno con l'emissione di obbligazioni verdi e prendere la responsabilità dei finanziamenti governativi, come quelli oggi affidati al Carbon Trust.

http://www.thegreeninvestmentguide.com/