MTV News

Usa, Obama appoggia gli indignados: esprimono frustrazione Paese

Autore: Redazione MTV News Data: 7 ottobre 2011 Commenta
Usa, Obama appoggia gli indignados: esprimono frustrazione Paese

Protesta dilaga: da New York a Philadelphia e Los Angeles

Roma, 6 ott. (TMNews) - Il presidente americano Barack Obama appoggia la protesta degli indignati: "Penso che esprimano la frustrazione degli americani", ha detto durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. "La gente ha bisogno di aiuto, di lavoro", ha aggiunto. Intanto la protesta dilaga. Dopo New York gli indignados hanno invaso Philadelphia e Los Angeles, dove undici persone sono state arrestate durante una manifestazione di simpatizzanti del "movimento anti-Wall Street" che ha riunito circa 500 persone nel centro città. Gli arrestati, cinque donne e sei uomini, si erano introdotti nella hall di una succursale della Bank of America. Sono già stati rilasciati dietro una cauzione di 5.000 dollari. Nella metropoli californiana si è formato un movimento denominato "Occupare LA" sulla falsariga di quello di New York "Occupare Wall Street". Alcuni manifestanti sono accampati davanti al municipio di Los Angeles da sabato scorso. Ieri a New York migliaia di persone hanno manifestato pacificamente fino a tarda sera cercando di marciare verso il New York Stock Exchange. La polizia ha usato spray urticanti e manganelli per respingerli; almeno 24 manifestanti sono stati fermati. http://www.whitehouse.gov/

Obama: è arrivato momento di fare una legge per controllo armi

Autore: Redazione MTV News Data: 14 marzo 2011 Commenta
Obama: è arrivato momento di fare una legge per controllo armi

Primo passo di buon senso con sistema controllo precedenti penali

Milano, 14 mar. (TMNews) - "E' arrivato il momento per i legislatori americani di affrontare la questione del controllo delle armi da fuoco nel tentativo di evitare tragedie come la sparatoria di Tucson, in Arizona, costata la vita a sei persone a febbraio scorso". Lo ha affermato il presidente americano Barack Obama in un raro intervento sulla materia pubblicato ieri sull'Arizona Daily Star, il più grande quotidiano di Tucson. Per Obama il primo passo ispirato al "buon senso" è la creazione di un sistema di controllo dei precedenti penali per tutti coloro che vogliono acquistare un'arma.

"So che ogni volta che proviamo a parlare di controllo di armi, si scatenano grosse polemiche", ha esordito il leader americano. "Ciò nonostante - ha proseguito - se il buon senso prevale, credo che possiamo andare oltre le differenze che nascono dalla discussione e oltre i dibattiti politici sterili per trovare un modo intelligente di rendere la nostra nazione più sicura e più forte".

Gabrielle Giffords, deputata dell'Arizona, è stata ferita da un proiettile alla testa in seguito alla sparatoria che ha provocato sei morti e 13 feriti l'8 gennaio scorso nel parcheggio di un supermercato di Tucson, dove Giffords incontrava i suoi sostenitori. La deputata si è salvata per miracolo e da allora è in riabilitazione. Dopo questo attacco, gli americani - sostiene il presidente americano - hanno evitato di puntare il dito o criticare (...) il dolore altrui: "Restano delle conseguenze di un fatto reale e terribile. Un uomo dichiarato inetto a servire nell'esercito, un uomo che le nostre università hanno giudicato troppo instabile per farlo studiare, un uomo apparentemente incline alla violenza, ha potuto entrare in un negozio e comprare un fucile", ha concluso Obama.

Il Secondo emendamento della Costituzione statunitense garantisce il diritto di possedere armi; come molti altri emendamenti, anche questo nasce dall'epoca post coloniale. Il possesso di un'arma da parte delle milizie cittadine, durante gli anni delle grandi colonizzazioni europee, era l'unico strumento che gli americani avevano per difendere territori, case e famiglie. E proprio il senso di difesa dei propri beni si è cercato di mantenere, intatto, con la trascrizione di questo emendamento.

http://www.usconstitution.net/const.html

Cala la popolarità di Obama, la moglie Michelle lo supera

Autore: Redazione MTV News Data: 8 marzo 2011 Commenta
Cala la popolarità di Obama, la moglie Michelle lo supera

Meglio del presidente anche Bill Clinton

New York, 8 mar. (TMNews) - Il termometro della popolarità, negli Stati Uniti, incorona Michelle Obama, e vede l'ex presidente Bill Clinton, e persino il governatore del New Jersey, Chris Christie, scavalcare l'attuale presidente degli Stati Uniti.

Un sondaggio della Quinnipiac University ha chiesto agli elettori di esprimere la propria valutazione lungo una scala che va da 0 a 100 gradi. I valori riflettono l'intensità del gradimento nei confronti delle maggiori figure politiche del paese e dei personaggi più in vista nella scena pubblica: termometro rosso per Michelle Obama, che si è piazzata in testa raggiungendo una temperatura di 60.1 gradi. Clinton (59.2 gradi) e Christie (57 gradi, ma con il 55% del campione che dichiara di non conoscere abbastanza il personaggio) precedono Barack Obama (fermo a 56.5 gradi). Più distanti l'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani (52.3 gradi) e l'ex governatore dell'Arkansas, Mike Huckabee (51.8 gradi).

Americani glaciali nei confronti della leader democratica, Nancy Pelosi (ultima con 32.9 gradi) e del simbolo del Tea Party, Sarah Palin (terz'ultima con 38.2 gradi). Freddezza anche per George W. Bush, che naviga nei bassifondi della classifica a 43.9 gradi.

http://www.quinnipiac.edu/x1295.xml?ReleaseID=1564

http://www.whitehouse.gov/

Forbes: l’uomo più potente del mondo è Hu Jintao, superato Obama

Autore: Redazione MTV News Data: 4 novembre 2010 Commenta
Forbes: l'uomo più potente del mondo è Hu Jintao, superato Obama

Berlusconi al 14mo posto, Murdoch lo batte di un posto

Roma, 4 nov. (Apcom) - L'uomo più potente del mondo è il presidente cinese Hu Jintao, che sorpassa Barack Obama al secondo posto e il re dell'Arabia Saudita Abdullah, medaglia di bronzo. A stilare la classifica ancora una volta è la rivista americana Forbes, specializzata nel classificare le grandi ricchezze mondiali ma ora anche qualità meno facilmente quantificabili, come il potere.

Secondo Forbes, comunque, al numero quattro c'è il primo ministro russo Vladimir Putin - significativamente, il presidente Dmitri Medvedev, è soltanto al 12mo posto - e Silvio Berlusconi al 14mo. Il presidente del Consiglio è battuto di misura dal magnate 'rivale' Rupert Murdoch, che arriva 13mo , ma batte a sua volte il governatore della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet (15mo). Fra i grandi banchieri centrali, Trichet è terzo, dietro al governatore della Banca della Cina Zhou Xiaochuan (11mo) e a Ben Bernanke della Federal Reserve, ottavo.

Al 19mo posto il presidente francese Nicolas Sarkozy, mentre Angela Merkel e David Cameron si piazzano rispettivamente al sesto e settimo posto. Al 20mo c'è Hillary Clinton, mentre fra i paesi emergenti colpisce il nono posto di Sonia Gandhi come presidente dell'Indian National Congress. Al 16mo posto troviamo la presidente eletta brasiliana Dilma Rousseff, e al 18mo il premier indiano Maonman Singh.

Bill Gates batte Steve Jobs con il 10mo posto contro il 17mo, e al 22mo arrivano i fondatori di Google Larry page e Sergey Brin. Infine, fra le autorità religiose il Papa Benedetto XVI arriva primo al quinto posto, mentre il secondo è il grande ayatollah iraniano Khamenei e al terzo posto troviamo il Dalai Lama (39mo).

Il capo di Al Qaida Osama Bin Laden, arriva soltanto 57mo su una lista di 68 persone. Fra i grandi criminali l'unico altro 'superpotente', che si piazza al 60mo posto, è Joaquin Guzman Loera, capo del cartello della droga messicano di Sinaloa che gestisce il narcotraffico colombiano, la marijuana e l'eroina messicana e quelle del sud-est asiatico.

All'ultimo posto sulla lista di Forbes si trova una 'new-entry': è Julian Assange, caporedattore del sito Wikileaks, specializzato nella pubblicazione di documenti segreti.

http://www.forbes.com/

Elezioni di Midterm Usa, Repubblicani conquistano la Camera

Autore: Redazione MTV News Data: 3 novembre 2010 Commenta
Elezioni di Midterm Usa, Repubblicani conquistano la Camera

Democratici mantengono il controllo del Senato

Washington, 3 nov. (Apcom) - I Repubblicani conquistano la Camera dei Rappresentanti, ma l'onda del Tea Party non è sufficiente a ridare al Gop anche il controllo del Senato, rimasto in mano ai Democratici: questo in sintesi il risultato delle elezioni di metà mandato svoltesi ieri negli Stati Uniti, una sconfitta non meno dolorosa ancorché prevista per la Casa Bianca.

Seppure infatti non del tutto "lame duck" (anatra zoppa, come viene definito un Presidente che non ha l'appoggio del Congresso) Barack Obama dovrà verosimilmente cambiare le priorità della sua Amministrazione: energia, cambiamenti climatici, immigrazione o istruzione non avranno possibilità di successo parlamentare senza prima un accordo con un Partito Repubblicano che nei primi due anni del mandato ha fatto di tutto per ostacolare le politiche della Casa Bianca.

"Battersi per la libertà e fare la differenza": è il motto in testa alla pagina internet di John Boehner, sessantenne dall'abbronzatura impeccabile - tanto da essere stato definito "un uomo di colore" dallo stesso Barack Obama - e probabile nuovo speaker Repubblicano della Camera dei Rappresentanti dopo la sconfitta dei Democratici nelle elezioni di metà mandato.

Eletto per la prima volta al Congresso nel 1990, ha trascorso gli ultimi due anni denunciando la politica economica "assassina di posti di lavoro" dell'Amministrazione Obama, di cui critica soprattutto il deficit di bilancio attribuito alla crescente statalizzazione dell'economia.

http://www.senate.gov/

http://www.house.gov/

http://elections.nytimes.com/2010/results/senate

http://johnboehner.house.gov/

Obama stanzia 2 miliardi di dollari per impianti a energia solare

Autore: Redazione MTV News Data: 3 luglio 2010 Commenta
Obama stanzia 2 miliardi di dollari per impianti a energia solare

Finanziamenti a due aziende: creeranno migliaia di posti lavoro

Milano, 3 lug. (Apcom) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel suo consueto discorso del sabato alla radio, ha annunciato lo stanziamento di circa 2 miliardi di dollari per lo sviluppo di nuovi impianti a energia solare che, a suo dire, creeranno migliaia di posti di lavoro e faciliteranno il ricorso dell'intero paese alle energie rinnovabili. Il provvedimento, afferma l'inquilino della Casa Bianca, rientra nell'ambito degli sforzi per un ulteriore sviluppo industriale negli States.

Due le società che riceveranno i fondi governativi, la Abengoa Solar e la Abound Solar Manufacturing. La prima costruirà uno degli impianti a energia solare più grandi del mondo in Arizona, creando circa 1.600 nuovi posti di lavoro; la seconda, invece, costruirà i suoi stabilimenti in Colorado e in Indiana. L'amministrazione Obama ritiene che questi progetti saranno in grado di creare oltre 2.000 posti di lavoro nel settore edile e altri 1.500 in altri campi a tempo indeterminato.

L'annuncio di Obama giunge all'indomani dei dati in chiaroscuro comunicati sul mercato del lavoro negli Usa. A giugno il tasso di disoccupazione ha segnato un inatteso calo, al 9,5 per cento contro il 9,7 per cento del mese precedente. Ma allo stesso tempo a riflesso del venir meno di 225 mila posizioni temporanee che erano state create per un censimento nazionale, complessivamente sono stati persi 125 mila posti di lavoro, più del previsto. Nel solo settore privato sono stati creati 83 mila nuovi posti, in miglioramento rispetto a maggio ma meno dei 112 mila attesi in media dagli analisti.

Obama ritiene che l'America sta andando "nella giusta direzione ma non abbastanza rapidamente per la maggior parte degli americani". Un processo che procede a rilento, secondo il presidente, anche per responsabilità dei Repubblicani che "stanno giocando a Washington il loro vecchio ruolo e usano il loro potere per rallentare la ripresa".

http://www.whitehouse.gov/the-press-office/weekly-address-president-obama-touts-nearly-2-billion-new-investments-help-build-a-

Barack Obama: “Legalizziamo i clandestini”

Autore: Redazione MTV News Data: 2 luglio 2010 Commenta
Barack Obama: Legalizziamo i clandestini

Presidente difende il valore dell'immigrazione

Milano, 2 lug. (Apcom) - Un percorso chiaro verso la legalizzazione degli immigrati clandestini negli Stati Uniti. E' questa la proposta di Barack Obama, annunciata nell'atteso discorso all'American University di Washington. In tutto, le persone che vivono illegalmente negli Usa sono 11 milioni, sarebbe "lacerante e impossibile espellerli" ha spiegato Obama sottolineando la poca efficienza dell'attuale sistema sull'immigrazione, come dimostra proprio l'alto numero di clandestini nel Paese.

Secondo il presidente americano è urgente una riforma del sistema di regolamentazione degli stranieri, visto che la questione finora è stata tenuta in ostaggio a fini politici. Obama, infatti, condanna le campagne di paura come la legge approvata in Arizona che entrerà in vigore a fine luglio: la polizia sarà autorizzata a fermare qualsiasi immigrato sospettato di essere un clandestino.

"Noi riceviamo un beneficio economico impareggiabile per il fatto di essere un magnete che attira talenti dal mondo intero - ha dichiarato Obama - Grazie all'arrivo costante di stranieri abbiamo una forza lavoro più giovane dei nostri concorrenti". Il presidente guarda all'immigrazione con un attestato di stima e un motivo di orgoglio per la stessa America poiché "tante generazioni hanno sfidato rischi immani perché hanno creduto che questo è il luogo dove avrebbero conquistato la libertà di lavorare, di parola, di pensiero e religione". Sono gli immigrati, racconta elencando grandi scienziati stranieri, "che hanno fatto dell'America quello che è".

http://www.american.edu/

Internet, a Obama il potere di “spegnere il Web”

Autore: Redazione MTV News Data: 28 giugno 2010 Commenta
Internet, a Obama il potere di spegnere il Web

Presidente Usa può staccare la spina in caso di cyber-terrorismo

Milano, 28 giu. (Apcom) - Il presidente americano Obama potrà "spegnere Internet" in caso d'un attacco di cyber-terroristi. Lo prevede un recente provvedimento di legge approvato dalla commissione americana per la sicurezza nazionale. La "Internet kill switch" coinvolge provider di servizio a banda larga, motori di ricerca e società produttrici di software in tutto il Paese.

Una volta spento, Internet potrebbe essere oscurato dal presidente degli Stati Uniti fino a tre mesi e senza chiedere un'autorizzazione preventiva al Congresso. Si tratta di un provvedimento che conferisce al Presidente il potere di bloccare i circuiti della rete nel caso si presenti il rischio di "un cyber-attacco in grado di causare danni elevati e perdite di vite umane".

Il "Protecting Cyberspace as a National Asset Act"(Pcnaa), nome in codice del provvedimento, conferisce a chi siede nello Studio Ovale l'autorità per mettere in atto "misure di emergenza a breve termine" per proteggere le reti Internet americane da possibili attacchi. Il Presidente avrà il potere di dichiarare lo stato di "cyber-emergenza nazionale" e di obbligare le aziende private che operano con la rete ad adeguarsi alle sue decisioni. Tra queste anche la richiesta di sospendere le connessioni fino a 30 giorni. Eventuali violazioni saranno punite con multe e provvedimenti cautelativi. L'idea del "Kill Switch" non è nuova. Una bozza di legge proposta in Senato l'anno scorso già prevedeva il conferimento alla Casa Bianca del potere di "dichiarare lo stato di emergenza in materia di cyber-sicurezza".

http://www.foxnews.com/politics/2009/08/28/senate-president-emergency-control-internet/

Paul McCartney canta per Obama alla Casa Bianca

Autore: Redazione MTV News Data: 3 giugno 2010 Commenta
Paul McCartney canta per Obama alla Casa Bianca

L'ex Beatles ha ricevuto il premio Gershwin

Milano, 3 giu. (Apcom) - Esibizione alla Casa Bianca per Paul McCartney. Il concerto dell'ex Beatles si è svolto nella East Room della residenza presidenziale di fronte a Barack Obama, la first lady Michelle e molti altri ospiti. Sir Paul - che ha suonato per un'ora e mezzo sotto lo sguardo severo dei ritratti di George e Martha Washington - ha ricevuto dalla Biblioteca del Congresso il Premio Gershwin per la musica popolare, giunto alla sua terza edizione; prima di lui era toccato a Paul Simon e Stevie Wonder. Proprio quest'ultimo è stato uno degli altri artisti protagonisti della serata: da Elvis Costello a Emmylou Harris, tutti si sono cimentati con canzoni dell'ex Beatles.

Durante la serata Paul McCartney ha ricevuto gli elogi di Obama, ed ha ricambiato con humour britannico e una stoccata al precedente presidente degli Stati Uniti, George W. Bush: dopo aver incoraggiato l'inquilino della Casa Bianca a superare il difficile momento politico, ha concluso osservando come "dopo otto anni sia bello avere un Presidente che sa cos'è una biblioteca".

Fuori programma per Barack Obama che da spettatore è diventato protagonista della serata, salendo sul palco dove, in coro con gli altri ospiti e i musicisti, ha cantato "Hey Jude". Gesto galante di McCartney per la First Lady a cui ha dedicato la canzone "Michelle".

http://www.paulmccartney.com/

http://www.whitehouse.gov/

Un’altra donna alla Corte Suprema, Obama sceglie Elena Kagan

Autore: Redazione MTV News Data: 10 maggio 2010 Commenta
Un'altra donna alla Corte Suprema, Obama sceglie Elena Kagan

Giurista newyorkese, ebrea, succede al giudice John Paul Stevens

Washington, 10 mag. (Apcom) - Dopo la prima giudice latina, Barack Obama sceglie un'altra donna per la Corte Suprema Usa. Il presidente degli Stati Uniti ha nominato ieri Elena Kagan, 50enne ebrea, per sostituire il giudice John Paul Stevens, ritiratosi per motivi anagrafici. Nata a New York, stimata giurista, Kagan è la quarta donna mai approdata alla Corte Suprema americana dopo Sandra Day O'Connor, Ruth Bader Ginsburg e, appunto, Sonia Sotomayor.

Secondo quanto si è appreso, Elena Kagan avrebbe avuto la meglio sulla collega della Corte federale di Chicago, Diane Wood, 59 anni, considerata l'altra candidata più accreditata. Per le sue posizioni moderate, nei giorni scorsi, le voci su una sua possibile nomina avevano sollevato le critiche dell'ala di sinistra dei democratici e dei repubblicani più oltranzisti.

Obama aveva promesso che il suo candidato sarebbe stato "uno spirito libero", avrebbe presentato alte garanzie "di eccellenza e di integrità", una "devozione selvaggia per il rispetto della legge e una conoscenza acuta del modo in cui le norme giuridiche influiscono sulla vita quotidiana degli americani".

http://www.supremecourt.gov/