
I dettagli sui 69 giorni di isolamento
Milano, 15 ott. (Apcom) - La democrazia e la sincerità hanno salvato i 33 minatori cileni nei 69 lunghi giorni che hanno dovuto trascorrere sottoterra, bloccati a oltre 600 metri di profondità per il crollo della miniera. A raccontare i primi dettagli della "vita negli inferi" degli uomini protagonisti del salvataggio del secolo è stata la loro guida, Luis Urzua, il capo turno che ha gestito l'organizzazione nel sottosuolo.
"Si votava per tutto - ha raccontato in un'intervista al quotidiano britannico The Guardian - eravamo 33, quindi la maggioranza era 16 più uno". Urzua ha anche aggiunto che i momenti più difficili ci sono stati nei primi 17 giorni, quando erano completamente isolati dal resto del mondo, senza alcun contatto con l'esterno.
Una situazione estrema, in cui sicuramente le dinamiche di relazione erano complicate da gestire. Eppure probabilmente si verrà a sapere molto poco delle tensioni e degli scontri fra i 33 mineros visto che, prima di tornare in superficie, hanno stretto un "patto di sangue" impegnandosi a non rivelare dettagli sugli scontri fisici e verbali e sulle tensioni di quei giorni.











